Ma ho chiuso la macchina?

Quante volte chiudiamo la macchina?
Ma io ho chiuso la macchina?

Non appena ho letto il dialogo interiore quando scendiamo dalla macchina proposto dalla pagina Facebook Gufetto stronzetto che io riassumo con la frase

Parcheggio la macchina, la chiudo due volte, mi allontano, la richiudo da lontano e poi mi chiedo se l’ho chiusa

Ho pensato a quanti gesti automatici facciamo ogni giorno senza accorgercene.

Se provassimo a scrivere una frase simile a quella proposta, probabilmente ci renderemo conto di quanto tempo sprechiamo facendo azioni  abituali senza rendercene conto. Naturalmente, non possiamo dimenticarci di chiudere la macchina, né la casa. Tuttavia, non tutte le azioni che compiamo abitualmente sono obbligatorie.

Compiamo molte azioni in un certo modo perché siamo abituati così. Spesso lo facciamo per risparmiare tempo credendo di avere molte cose da fare. Alla lunga, però, tutto diventa abitudinario e senza sapore, e sentiamo il bisogno di un cambiamento radicale.

Il cambiamento deve esserci, ma non è necessario che sia così radicale come lo sentiamo noi. Più semplicemente, dobbiamo ideare un modo diverso per fare la stessa cosa.

Non è necessario pensarci troppo. Osservare ciò che ci piace della vita altrui invece può essere d’aiuto. Naturalmente, l’azione che vedrete svolgere sarà al di fuori delle vostre abitudini e – forse – la giudicherete persino strana.

Cambiare una piccola abitudine ogni tanto può modificare la vostra vita, ma non solo: può aiutarvi a capire le persone. Vi sarà capitato – a volte – di chiedere il motivo alla base di un certo comportamento a qualcuno.

Le spiegazioni date possono essere state esaustive, ma potrebbero non avervi convinto del tutto. L’unico modo per risolvere il dubbio è provare l’azione sulla propria pelle per capire cosa si prova, magari facendovi guidare dalla persona che ha già sperimentato questa pratica.

In questo caso, vi farò un esempio personale. Tredici mesi fa andai in vacanza ad Amsterdam per la seconda volta. Chi mi accompagnava avrebbe preferito Parigi e non capiva cosa avesse in più la capitale olandese rispetto a quella francese. Per capire questa differenza, ha dovuto vedere Amsterdam con i propri occhi.

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