Capitan Uncino e il suo rock

Come ci ricorda Edoardo Bennato nella sua canzone Il rock del capitan Uncino, ogni favola ha bisogno di un eroe, ma anche di un antagonista.

Forse solo il rock poteva descrivere la vita (ipotetica, ovviamente) di un antagonista come Capitan Uncino: alla testa di un gruppo di pirati tutt’altro che svegli, doveva vedersela con ragazzini sperduti guidati da un ragazzino in grado di volare grazie ad una polvere magica ed un pensiero felice. A leggere tutto insieme, c’è da far venire il mal di testa anche al lettore, non solo al capitan Uncino.

Forse è proprio grazie a questa canzone che capitan uncino o qualsiasi altro antagonista di fantasia ci è diventato un po’ più simpatico: anche se non le consociamo tutte, cominciamo a capire qualcosa in più delle sue motivazioni.

Con le persone è la stessa cosa, anche se è molto più difficile metterla in atto. Ognuno di noi dovrebbe descriversi per quello che crede di essere. Non voglio dire che debba vantarsi; dovrebbe, invece, elencare i pregi ed i difetti che crede di avere, le difficoltà come le gioie della vita.

In generale, il consiglio è sempre lo stesso: parlare di più ed ascoltarsi di più. Mi rendo conto, però, che non sempre è facile: dobbiamo trovare la persona giusta e il modo giusto per affrontare l’argomento. Il fatto che Bennato abbia descritto una storia in quella che – a ben vedere – è tutt’altro che una canzonetta. Senza avere la pretesa di diventare un cantante o uno scrittore di successo, tutti dovrebbero scrivere la propria storia (tecnicamente, si parlerebbe di autobiografia).

Non è necessario che scriviate il tutto pensando di dover avere successo pubblicando un libro: è necessario che vi presentiate a tutti nel modo in cui avete vissuto, con i vostri pregi ed i vostri difetti. Sarà un passo che farete per apparire più umani.

 

 

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.