Silenzio per quelli che non hanno capito un cazzo

Silenzio per chi non ha capito un cazzo
Un minuto di silenzio per tutti quelli che non capiscono un cazzo della vita.
Quindi anche per me.

Io non considero la parola cazzo una parolaccia, ma un aggettivo rafforzativo, che può essere utilizzato al posto della parola niente.

Evidentemente, Scemochilegge è della mia stessa opinione, se venerdì scorso ha postato la frase

Un minuto di silenzio per tutti quelli che non capiscono un cazzo della vita.
Quindi anche per me.

Il motivo per cui non si può capire un cazzo della vita è semplice: non possiamo prevedere il futuro. Se potessimo farlo, tutto apparirebbe abbastanza lineare: un evento ne causa altri, in una sorta di effetto a catena.

Quando compiamo una determinata azione, non possiamo prevedere che effetti avrà, né sul breve, né sul lungo periodo. Questo è vero anche se le azioni sono compiute da altre persone che, in qualche modo, ci coinvolgono. Una cosa banale, come una frase detta senza pensarci troppo, può causare un cambiamento di rotta inimmaginabile. E’ stato così che – spesso – sono nati dei litigi, almeno nel mio caso.

L’unico modo per capirci qualcosa della vita è analizzare il passato. Forse la parola è troppo forte, rimanda ad un qualcosa di scientifico. Forse è meglio usare il termine riflettere

Tutti noi, io incluso, siamo diventati ciò che siamo in base alle esperienze che abbiamo fatto (o non fatto) nel corso del tempo.  Riflettendo su queste esperienze, ci renderemo conto che molte cose che sono accadute sono figlie delle scelte che abbiamo fatto anni fa, oppure che delle circostanze del cazzo ci hanno portato ad agire in qualche modo.

Questo non vuol dire che anche il vostro futuro sia già stato scritto: significa semplicemente che dovete tener conto che le vostre scelte passate vi influenzano e che troveremo sempre delle circostanze del cazzo a far sì che la vita non sia così lineare.

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