Finalmente io – Irene Grandi

Finalmente è finito il Festival di Sanremo e ricominceremo ad ascoltare le canzoni che ci sono piaciute veramente. Nella mia personale playlist ci sarà sicuramente Finalmente io di Irene Grandi.

Il motivo per cui mi piace è lo stesso per cui non ha vinto quest’edizione del festival di Sanremo: finalmente abbiamo una canzone che parla effettivamente di libertà personale, ma le persone fanno di tutto per non sentirsi libere.

Le persone che lavorano e che si relazionano con il prossimo sono giustamente vincolate da leggi ed aspetti sociali in nome del vivere civilmente. Per quanto riguarda le leggi, il ragionamento è semplice: si può fare tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge, anche se la questione – in termini di diritto – è più complicata.  In caso di rapporti umani, la questione è ancora più complessa: se non feriamo l’altro e non facciamo nulla che possa generare il biasimo altrui, siamo liberi di fare ciò che ci pare.

La domanda risulta banale

Quando saremo effettivamente liberi?

La risposta è altrettanto semplice: saremo effettivamente liberi quando smetteremo di giudicare il prossimo. Pensiamo ingiustamente che

  1. Tutte le persone ragionino come noi
  2. Se fanno il contrario di quanto prevediamo, allora stanno facendo qualcosa di illegale o – quantomeno – di incomprensibile, se non addirittura inconcepibile

In una parola, consideriamo la persona che non si comporta come vorremmo sbagliata.  Ironia della sorte, quando vediamo una persona che è riuscita a conquistare la propria libertà psicologica, che equivale a non sentirsi sbagliati quando ci criticano, la ammiriamo.

Giusto fare domande sullo stile di vita del prossimo: è un modo per conoscersi meglio. Tuttavia, è fare quella stessa domanda per cercare di sedare la propria ansia e cercando di controllare tutto è ben diverso. Saremo effettivamente liberi quando faremo solo domande curiose e non giudicanti. Il prossimo non va capito in senso razionale, ma va accettato per ciò che è.

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