Il grazie (ironico) dell’Italia agli altri Stati

Come dimostra il video pubblicato su Facebook, a volte rivolgere un grazie ironico a qualcuno è più efficace del peggior insulto immaginabile.

Poco importa che il testo sia rivolto al mondo o – per meglio dire – alle persone che governano il mondo: tutti abbiamo ricevuto ed anche rivolto un grazie ironico almeno una volta nella vita.

Riceviamo un grazie ironico quando qualcuno ci chiede aiuto ed ignoriamo la richiesta. In una situazione simile, entrambi gli interlocutori si  sentono offesi. Chi ha pronunciato il  grazie ironico sembra dire

Potevi aiutarmi e non l’hai fatto

Chi riceve questo insulto mascherato da ringraziamento obbietterebbe con una serie di motivi per cui non è stato in grado di esaudire il desiderio. Sembra essere il preludio ad un litigio o, forse, alla fine di un rapporto.

Il motivo per cui ciò accade lo spiega  il video: le persone si dimenticano subito dell’aiuto ricevuto. Qualcuno potrebbe obiettare che per quel frangente:

  • è passato molto tempo
  • era una cosa di poco conto
  • Non era possibile esaudire la richiesta fatta

I primi due punti sono semplicemente delle scuse: buone  nei rapporti fra Stati per salvare la faccia del proprio paese, ma non per mantenere dei rapporti interpersonali. Per il terzo punto, occorre spiegare il motivo volta per volta. In quest’ultimo caso, occorrerebbe essere comprensivi

Il tempo passato da quando qualcuno ha fatto un determinato favore a quando ha ricevuto il grazie ironico contiene una verità ben celata: probabilmente, tutto non era fatto non per amicizia (fra i popoli o le persone, poco importa), ma per puro tornaconto personale.

Chi riceve un grazie ironico deve porsi delle semplici domande:

  1. Potevo soddisfare quella richiesta quando mi è stata fatta?
  2. Posso soddisfarla ora?
  3. Conta ancora quel rapporto per me?

Se le risposte sono tutte affermative, avete trovato il modo di rimediare.

 

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