Storie animate su Facebook

Ho recentemente scoperto la pagina Facebook storie animate, di cui vi lascio un video a titolo di esempio.

Le persone che lavorano nel cinema o nella televisione analizzerebbero questi filmati da un punto di vista tecnico. Gli utenti normali, come me, sono più catturati dalle storie che raccontano.

In fin  dei conti, tutte le storie possono essere animate,  sia nel senso di disegnate per essere proiettate al cinema, sia nel senso di avere una trama avvincente. Questo è vero anche se parliamo di vita reale.

Se una persona considera tutto ciò che le accade quotidianamente come normale, molto probabilmente avrà sempre più bisogno di emozioni forti per riuscire a scuotersi. Non tutte le emozioni forti sono negative: il bungee-jumping potrebbe essere molto allettante per chi ha il coraggio di praticarlo e  – per quanto faccia paura – L’esorcista è un ottimo film. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, il provare emozioni forti corrisponde a mettersi nei guai.

Anche chi crede di trattenere queste emozioni, in realtà trasmette con il suo comportamento il suo stato d’animo a chi gli sta vicino. Finché sono emozioni piacevoli, non ci sarebbe nulla da obiettare ma, se sono negative, il rischio di trasmettere questa negatività a chi lo ascolta è abbastanza alto.

Il fatto che la storia che vorremmo raccontare potrebbe essere molto simile a quella di altre vite nel mondo non ci darebbe alcun sollievo. Abbiamo la necessità di raccontare le nostre storie, quelle vissute dal nostro punto di vista e  animate (è proprio il caso di dirlo) dai nostri sentimenti.

Tuttavia, abbiamo una soluzione a portata di mano. Usando gli strumenti che abbiamo a disposizione ed i nostri interessi, possiamo raccontare la storia che vogliamo raccontare nel modo  che ci è più congeniale:

  • Con una canzone
  • In un libro
  • Scrivendo una sceneggiatura

e poi fare ascoltare il tutto a chi ci è vicino.

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