Vivere in una città fantasma – Rolling Stones

Come cantano i Rolling Stones nel loro brano pubblicato 2 giorni fa, stiamo vivendo in città fantasma.

Molte persone già da prima vivevano come  in una città fantasma: preoccupati che il prossimo potesse far loro del male, si assicuravano prima di tutto di non dare confidenza agli estranei.

Come ricorda il testo, eravamo tutti circondati da suoni e rumori.  I secondi sicuramente fastidiosi per tutti, i primi infastidivano soprattuto chi considerava l’artista di strada alla stregua di un fantasma. Ora ci possiamo rendere conto di quanto gli artisti di strada rendano la città più viva.

Stiamo imparando ad apprezzare le nostre abitudini: tanti di noi , forse, sentono la mancanza della pausa caffè  con i colleghi o delle persone che non abbiamo mai considerato amicizie strette, ma che vedevamo tutti i giorni, dandoci un senso di sicurezza.

Forse adesso rimpiangiamo le nostre abitudini, ma sarebbe meglio ricordarsi le promesse che ci siamo fatti in quarantena. Il rischio di tornare alla stessa vita fantasma che sempre abbiamo odiato è concreto.

Possiamo approfittare  di questo tempo rendendolo simile ad un fantasma. Con  fantasia, possiamo ricordarci un luogo che siamo abituati a frequentare e come potremmo contribuire a modificarlo.

Torneremo ad apprezzare quei luoghi, ma non dobbiamo fermarci a questo: dobbiamo fare in modo che quei luoghi diventino più piacevoli per noi e per gli altri. Non è complicato come sembra: basta che ognuno faccia un  piccolo gesto  utile anche per gli altri. Ricordarsi che ci sono i cestini della spazzatura o locali diversi dal bar sotto casa renderebbe la città più viva e vivibile.

Non so quante persone vivano nella vostra città. Basta moltiplicare il numero degli abitanti per i gesti compiuti da ognuno per rendersi conto che le nostre città potranno essere sicuramente migliori. Meglio fare questi gesti in gruppo, per dare il senso di comunità…ma anche partire da soli è apprezzabile.

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