Le città si rianimano, la vita riprende

Francesca è un utente di Twitter che abitualmente offre a tutti un caffè virtuale. Del resto, il caffè fa parte di quelle cose che ci rianimano appena usciti dal letto. Oggi ha aggiunto il tweet

Dopo tanti giorni a casa, le città si rianimano e la vita riprende (anche se con tutte le precauzioni del caso). Oggi più che mai intorno ad una Moka. Accomodatevi my friends, che è pronto il caffè…

Un buon modo per festeggiare e svegliarsi la mattina, senza dubbio. Questa volta, però, le persone e le città che si rianimano hanno una difficoltà in più: sono tutte nella stessa situazione.

Pensate, per esempio, ad un terremoto:  colpisce in un’area più o meno limitata, perciò gli abitanti delle regioni vicine possono correre in aiuto del prossimo in difficoltà. Una cosa del genere non è possibile e, comunque, non spetta a me suggerire mosse politiche in questo senso.

Rianimare la nostra vita è molto più semplice. Basterebbe dividere la propria giornata in tre tempi:

  1. Nel primo tempo ci dovremmo dedicare a rianimare il nostro presente
  2. Durante il secondo tempo dovremmo aiutare il prossimo a fare altrettanto con il suo
  3. Nel terzo tempo ci dovremmo dedicare sia al riposo, sia ai progetti futuri per noi stessi

In questo modo, riusciremmo a ripartire e a cambiare un po’ quello che non siamo mai riusciti a modificare in passato, forse perché non avevamo la motivazione giusta. Ora non credo servano altre motivazioni: coloro che si rianimano – in genere – hanno una fame di vita difficilmente eguagliabile.

Dovremmo essere spinti tutti da questa fame, almeno per un po’ di tempo: questa è un’ottima cosa, perché ci permetterà di ripartire con il piede giusto, sia per fare quei cambiamenti che abbiamo sempre rimandato aspettando l’occasione migliore.

Il coronavirus  – forse – ci ha insegnato che aspettare l’occasione giusta non è sempre possibile: occorre agire prima!

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