Ribelle e basta – Il bello di esser brutti

Sicuramente non sono un ribelle come J-Ax proclama di essere nella canzone di oggi. Altrettanto sicuramente, questo testo ci dovrebbe insegnare che – forse – lo siamo un po’ tutti, in fondo.

Viviamo in una Nazione a cui vogliamo bene – in quantità diverse a seconda dell’individuo – come se fosse nostra madre. Il paragone è calzante: la Nazione, come i genitori, non si sceglie. Più o meno palesemente, tutti noi vediamo qualcosa che non va: è quella parte di noi che io considero il nostro spirito ribelle.

Ognuno di noi ha il proprio modo di avere un atteggiamento ribelle: J-Ax lo esterna con canzoni che possono piacere o non piacere, un qualsiasi politico direbbe cosa cambierebbe se fosse eletto Premier. Non dimentichiamo l’opposizione, che farebbe spesso l’esatto contrario del Governo in carica.

Le persone comuni sembrano non avere grosse alternative per ribellarsi: o si uniscono in scioperi, cortei per manifestare il proprio malessere, oppure nessuno sembra ascoltarli. Sicuramente , come dice il proverbio

L’unione fa la forza

Tuttavia, anche quando siamo da soli, possiamo fare molto per cambiare le cose, quasi sottovoce, senza muoverci da casa. Premesso che la Costituzione tutela la libertà di espressione in ogni sua forma, utilizzare la nostra parte creativa per esprimere il nostro dissenso non è vietato.

Non tutti sanno scrivere canzoni o scrivere libri, ma ci sono molti modi per esprimersi: ogni hobby può essere visto come una forma di espressione.  Anche correndo si può esprimere molto di più di quanto si pensi: chi ha visto il film Forrest Gump o un qualsiasi documentario  sulla vita di uno sportivo che ha cominciato a livello amatoriale, sa di cosa parlo.

Saremo ancora costretti ad accettare molte cose che non ci vanno a genio,ma se abbiamo la forza di ribellarci per la nostra, piccola parte che ci compete, potremmo cambiare il mondo.

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