Amen – Francesco Gabbani – Eternamente ora

Anche se siamo solo a metà dell’anno, le prospettive non sembrano rosee. Per dirla con una canzone di Francesco Gabbani: Amen. Almeno, così direbbero gli italiani e probabilmente qualche altro popolo.

Altri popoli ancora, con altre culture meno arrendevoli, direbbero

Amen un cavolo

forse anche di peggio, comunque usando la parola non in senso religioso, ma in senso figurato. Ogni popolo, però, è composto da più persone: dire che ogni italiano è arrendevole è scorretto.

Se non vogliamo sperare nei miracoli come fa il popolo di italiani descritto nel testo, dobbiamo rimboccarci le maniche uno per uno e prendere in mano la nostra vita. Di certo, amici e – se necessario – psicologi possono darci una mano, ma il grosso del lavoro dobbiamo farlo da soli, altrimenti dovremmo sperare solo in un miracolo.

Un concetto molto simile è espresso dalla famosa frase contenuta nel film Into the wild: 

Se vuoi qualcosa veramente datti da fare e prendila

Quelle persone che si professano vicine a noi, ma non ci danno una mano, né concreta, né psicologica, sono pregate di non interferire in alcun modo.  Alcuni di loro interferiscono per invidia: sentono che non hanno ancora raggiunto un risultato paragonabile a quello altrui. I restanti interferiscono per un senso di superiorità narcisistica: sentono di essere arrivati ad un livello superiore agli altri.

Non è detto che ogni tentativo riesca al primo colpo: in quel caso, meglio recitare un Amen e…andare avanti con un nuovo tentativo. In questo senso, ci sono molto utili le parole di Tomas Edison

Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato

Sicuramente, anche lui avrà recitato qualche Amen, si sarà riposato quel tanto che basta per riordinare le idee e recuperare le forze, poi avrà ripreso i suoi esperimenti. Anche se non dobbiamo scoprire niente, la strategia è comunque utile.

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