Si può star qui per svago, per condividere….

La persona su twitter cerca svago
Si può star qui per svago, per condividere con degli amici, o per averne di nuovi, per leggere cose che ti informano, per leggere cose che ti emozionano, per attutire la noia, per confrontarsi.
Ma no, non siamo tutti uguali.
No, non siamo tutti in cerca.

Sabato 4 luglio avrebbe dovuto essere una giornata di svago, ma Oltreme è stata – invece – molto riflessiva con la frase postata su Twitter

Si può star qui per svago, per condividere con degli amici, o per averne di nuovi, per leggere cose che ti informano, per leggere cose che ti emozionano, per attutire la noia, per confrontarsi.
Ma no, non siamo tutti uguali.
No, non siamo tutti in cerca.

Le persone hanno sicuramente i loro motivi per stare sui social network e su internet in generale. Tuttavia, Oltreme ha ragione: a volte, non si capisce il motivo per cui una persona navighi su internet in generale e sui social network in particolare. Tanta gente naviga, guarda e se ne va, senza interagire: a volte, danno l’impressione di aver trovato come svago quello di voler spiare il prossimo.

Se fosse così, sarebbe uno svago solitario, come i tanti giochi di carte che si fanno al computer attendendo l’ora di andare a letto. Capisco il timore per la propria privacy ma, se non si ha niente da nascondere, non vedo perché non si debba parlare con il prossimo, anche se mediati da uno schermo.

Più che parlare, sembra che tanta gente che non ha una vita propria si diverta a spiare e criticare il modo di agire altrui. Facile farlo coperti da uno schermo, oppure prendendosela con ansiosi, sofferenti di bassa autostima, ecc.

Queste persone dovrebbero guardarsi dentro, ma sono spaventate dal vuoto (probabilmente esistenziale) che vedrebbero. Non è certo uno svago, ma una sana e robusta autocritica che, forse, spaventa più di essere mandati al diavolo da chi  si sente spiato.

 

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