Il buono, il brutto e il cattivo

Non saprei proprio dire se Ennio Moricone fosse buono, brutto o cattivo, per parafrasare il titolo di uno dei tanti film di cui ha composto la colonna sonora.

Forse Moricone era tutte queste cose insieme: buono, brutto e cattivo. Non lo dico perché lo conoscevo, ma perché – come tutti – era una persona. A seconda della sfaccettatura che prendiamo a riferimento, chiunque può apparire agli altri sotto una luce diversa. Inoltre, usiamo tutti un nostro personalissimo metro di giudizio.

Salvo rare eccezioni, dovute più che altro a malesseri psicologici, ognuno di noi si considera buono. Per essere più obiettivi, però, non dovremmo chiedere un parere ad un’altra persona. Ogni sera della nostra vita dovremmo valutare

  • Cosa abbiamo fatto
  • Come ci siamo comportati
  • Se qualcuno si è arrabbiato per causa nostra

In base alle risposte che ci daremo volta per volta, potremo giudicare se siamo stati buoni o cattivi. Per quanto riguarda l’essere belli o brutti, la questione è più complicata. Un po’ come accade per i film che guardiamo al cinema, il nostro metro di giudizio non è obiettivo, ma guidato dal nostro gusto personale.

Prima di giudicare l’operato altrui, dovremmo riuscire a giudicare il nostro operato: non tanto per dare testate al muro come Dobby se qualcuno ci riprende, ma perché possiamo sempre migliorare.

Per contro, non dovremmo farci guidare dal giudizio altrui: ciò che va bene per noi o è di nostro gusto, può non trovare d’accordo la maggior parte delle persone che conosciamo. Non è questione di essere cattivi, è di avere ognuno la nostra vita, con valori diversi e metri di giudizio diversi.

Risulta sicuramente più semplice valutare gli altri. Anche se più difficile, dovremmo cominciare ad auto-valutarci: del resto, noi siamo la persona con cui trascorriamo tutto il nostro tempo.

Se qualcosa va storto per cause esterne, non possiamo modificarle, ma possiamo sempre evitare di trovare sulla nostra strada un ostacolo. Basta trovare il modo.

 

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