Il ragazzo di campagna – Renato Pozzetto

Nonostante oggi compia ottant’anni, Renato Pozzetto resta pur sempre un ragazzo per molti di noi, come Artemio, il ragazzo con la faccia dell’attore che si trasferisce dalla campagna della Pianura Padana al capoluogo meneghino.

Per chi ha superato i quaranta, come me, quel ragazzo è sinonimo di una Milano che non c’è più. Gli anni ottanta ce li ricordiamo tuttora e – seppure non fossero perfetti – li rimpiangiamo.

Non credo che sia dovuto solo ad una questione d’età o – per meglio dire – di tempo che passa. Il fatto è che Renato Pozzetto, in cui impersonava un lombardo ben diverso dal milanese imbruttito odierno, ci fa venire un po’ di nostalgia.

Non voglio certo farvi scendere una lacrima, oppure invitarvi a tenere un comportamento consono ad un’età che non avete più o ad un epoca che non esiste più.  Voglio solo incentivarvi a vedere ancora Milano con gli occhi del ragazzo che eravate quarant’anni fa. Nessuno potrebbe rimettere il Bosco di Gioia al suo posto, oppure ringiovanire, ma tutti potremmo fare qualcosa per far tornare Milano com’era, se non altro per il modo con cui si comportavano le persone.

Tutto sembrava possibile in quegli anni,  poi ci siamo arresi. Il razzismo, almeno come lo conosciamo oggi, non esisteva:esisteva contro quello i meridionali che – però – oggi si sono integrati. Di quegli anni, abbiamo dimenticato tutto: anche le cose buone, preferendo una Milano usa e getta, come molte strutture dell’Expo 2015. Eppure, Milano è una bella…ragazza: basta saperla conoscere bene.

Forse, rivedendo proprio un film con Renato Pozzetto, ci ricorderemo di quei luoghi che frequentavamo un tempo. Forse torneremo e li vedremo cambiati o, forse, non ci saranno più. Se è vero che – nel frattempo – siamo cambiati anche noi. Gli spazi di Milano, però, vogliono lo spirito di quel ragazzo – magari di campagna  che vive ancora in noi.

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