La follia, quella sana, non curatela…

Elogio alla follia
La follia, quella sana, non curatela.Alimentatela!

Oggi ricordiamo cosa può fare la follia umana. Forse ha ragione la pagina Facebook YouFlame a tessere gli elogi di questo sostantivo.

La follia, quella sana, non curatela. Alimentatela!

Le persone ricordano le follie di Osama bin Laden   ed altri con facilità. Faticano a ricordare anche solo una singola follia di Einstein che – stando ad un suo famoso ritratto – doveva essere un bel simpaticone. Come suggerisce l’immagine, un ombrello giallo in mezzo a tanti ombrelli neri.

Con gli amici è  leggermente diverso: se facciamo qualcosa di folle, divertente e che non fa male a nessuno in loro compagnia, ci sentiremo circondati  da tanti ombrelli gialli. Quando la cosa folle fa del male a qualcuno – come è successo recentemente e l’11 settembre di diciannove anni fa – ci sentiamo impotenti ed arrabbiati. Per questo non riusciamo a rimanere impassibili le sere in cui le notizie del telegiornale sono una peggio dell’altra.

Sembriamo spesso spettatori passivi di qualcosa per cui non possiamo fare nulla. In realtà, possiamo fare moltissimo: se una persona sta male, possiamo consigliare di seguire un percorso terapeutico. Se – invece – la follia si manifesta, per esempio, con una sviluppata vena artistica dobbiamo fare in modo che questa inclinazione si sviluppi. Potremmo anche scoprire le passioni degli apatici.

Genitori, insegnanti e finanche colleghi di lavoro devono aiutare il prossimo a sviluppare la propria vita suggerendo come sfruttare al meglio una determinata inclinazione. Se – invece – questa inclinazione è vista come una sciocchezza o semplicemente non compresa appieno, si rischia di alimentare un senso di frustrazione. La persona le cui inclinazioni sono state represse si sente frustrata.

Se una follia vi sembrerà insana, potrete contare sull’aiuto di un terapeuta: troverà la strada giusta per incanalare certe forze interne che solo un esperto può comprendere sulla strada giusta.

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