L’ acca e i complotti delle potenze mondiali

acca: dove va?
Ancora non avete capito dove va l’acca e dove no e pensate di aver capito di complotti delle potenze mondiali

Pochi italiani molto acculturati conoscono così bene la grammatica da non fare mai errori; tanti altri sbagliano a mettere l’acca nel posto giusto. Eppure, come dice la pagina Facebook Io ti maledico

Ancora non avete capito dove va l’acca e dove no e pensate di aver capito di complotti delle potenze mondiali

Non mi sembra molto complicato comprendere che l’acca andrebbe nella prima declinazione singolare del verbo avere , rileggere le filastrocche di Gianni Rodari potrebbe aiutare . eppure – a volte – sbagliamo, forse per la fretta, forse perché abbiamo bisogno di un ripasso di grammatica. Ammetto che capiti anche a me, di tanto in tanto.

Se ci vuole attenzione e metodo per comprendere la grammatica, ancor di più ce ne vorrebbe per capire le dinamiche mondiali. Facile giungere a conclusioni affrettate in base alla banale osservazione dei fenomeni che ci capitano nella vita senza approfondire. Da qui a pensare che sia tutto un complotto, il passo è breve.

La soluzione – sia per la grammatica che per le questioni più spinose – sarebbe semplice: tornare a studiare con la mente aperta e la  curiosità di  capire veramente il mondo. Per quanto possiamo essere acculturati ed intelligenti, sicuramente ci sarà sfuggito qualcosa.

Anche l’interazione fra più persone può essere molto utile: personaggi come Dario Fo o Umberto Eco – solo per citare un paio di esempi di cui ho avuto modo di parlare in questo spazio – non sarebbero arrivati ai loro livelli se si fossero chiusi nelle loro convinzioni. Loro hanno assorbito il loro sapere sia dai libri, sia da chi ne sapeva più di loro , anche di chi aveva una diversa opinione.

Noi dovremmo fare un po’ la stessa cosa: ripassare le regole e confrontare le opinioni.

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