Protestare contro la chiusura dei negozi

 

Come non dobbiamo protestare
Protestare contro la chiusura dei negozi, saccheggiando i negozi

 

In molte città ieri la gente si è ritrovata a protestare contro la chiusura dei negozi.  Più in generale la gente ha protestato contro le nuove norme che dovrebbero portarci fuori da questa pandemia, assieme al vaccino.

La vignetta proposta dalla pagina Facebook Vaffancloud  è volutamente ironica quando ricorda che gli italiani hanno protestato contro la chiusura dei negozi saccheggiandoli.

Trovo giusto protestare contro qualcosa che non ci va a genio. Su cinquantasei milioni di italiani, è impossibile trovare una legge che metta tutti  d’accordo. Il testo proposto ha fatto arrabbiare molte categorie, ma non è vandalizzando le città che si risolve il problema.

Le persone dovrebbero comprendere che il virus sta portando ad un nuovo tipo di società e che non sarà possibile tornare indietro quando tutto sarà finito.

Adattarsi sembra essere l’unico verbo possibile. La vita di tutti più o meno nello stesso modo: forse è il caso di evitare proteste per tornare alla situazione pre-coronavirus ed inventarsi nuovi modi di concepire la società.

Non è distruggendo i negozi che ne impediremmo la chiusura voluta dalla legge. Le attività economiche potranno restare aperte se troveranno un modo per vivere in una società in cui i contatti con i propri clienti non avverranno più de visu.

Lo stesso dovrebbero riuscire a fare le persone: se i contatti umani non potranno più avvenire in un pub o in un locale qualsiasi in orario serale, allora occorre trovare un nuovo modo.

Per esempio, sarebbe possibile organizzare piccole cene con pochi partecipanti di volta in volta. Per quanto riguarda i negozi chiusi, pochi di loro sono attrezzati per una vendita online e bar e ristoranti – forse – potrebbero convertire la propria attività in consegne a domicilio per la maggior parte, come stanno già facendo.

 

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