Glicine, Noemi – Sanremo 2021

Il glicine, pianta scelta da Noemi per la canzone con cui ha partecipato a Sanremo,  nel linguaggio dei fiori è associato all’amicizia ed alla disponibilità, sia ad Oriente che ad Occidente.

Dato il testo del brano, non sembra che il glicine abbia questo significato: più probabilmente, rappresenta semplicemente la fragilità di una persona appena lasciata dal proprio compagno o dalla propria compagna.

L’idea di paragonare un qualsiasi rapporto ad una pianta nota per la sua fragilità rende l’idea di come sia difficile coltivare entrambi. Per farli fiorire occorre tempo e perseveranza, per farli morire basta un trattamento sbagliato.

Naturalmente, le persone sanno essere più forti dei glicini, ma anche le prime possono essere molto sensibili e – a volte – anche suscettibili.

Per fare in modo che un rapporto duri, non basta semplicemente amarsi o volersi bene. Occorre che entrambi riescano a capire il carattere e le necessità altrui, anche se sembrano contrastare con ciò che vorremmo fare in realtà.

Per esempio, può capitare che un amico vi inviti a bere qualcosa da lui, ma siete troppo stanchi anche solo per alzarvi dal divano. Se è un amico sincero, probabilmente capirà la vostra necessità; dal vostro lato dovrete fare tutto il possibile per riparare, accettando il prossimo invito.

In amore la questione è molto simile, ma più complicata da gestire, perché il rapporto  è più stretto. Quasi sempre, si abita sotto lo stesso tetto e si fatica a trovare tempo e spazio per sé stessi. Non prendetevela, perciò, se il vostro glicine una sera esce a giocare a biliardo con gli amici o va a fare shopping con le amiche ogni venerdì pomeriggio. Semplicemente, oltre alla luce, il glicine ha bisogno anche di terra, concime e acqua.

Fuor di metafora, la vita di una persona non è fatta solo d’amore, ma anche di altro.

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