Malika, la ragazza cacciata da casa

Un primo piano di Malika
Un frame con un primo piano di Malika

Molti di noi, io per primo, sono rimasti molto colpiti dal servizio de Le iene che parla della storia di Malika, la ragazza cacciata di casa perché innamorata di un’altra donna.

Sembra una storia proveniente da chissà quale contesto tribale, invece siamo nella civilissima ed italianissima Toscana: Malika è costretta fuori di casa da due genitori  che non accettano che abbia una relazione con un’altra donna.

Accusare i genitori di essere retrogradi sarebbe troppo semplice, anche se sarebbe meritato. Più difficile è cercare di comprenderli. Si può comprendere una reazione di shock e di scarsa accettazione che – comunque – dovrebbe durare pochi minuti.

Per ogni persona che non accetta il comportamento di Malika, ce ne sono dieci che vanno avanti come se nulla fosse, e cento che hanno preso a cuore la sua situazione, tanto da organizzare una raccolta fondi che ha già decuplicato il risultato che si era prefisso.

Non sempre i numeri sono dalla nostra parte: a volte, ci dobbiamo trovare a fronteggiare anche la più bislacca delle cause perse e trovarci di fronte gente che sarebbe vicino a noi per una semplice questione di genealogia ma che, invece, ci ostacola.

In questi casi, dobbiamo ricordarci che – purtroppo – non siamo i primi né gli unici a dover andare contro il volere altrui e – magari – andare anche contro il destino. A chiunque lotti per ciò che sente – a volte – sembra di essere da sola contro il mondo, per lo meno contro il proprio mondo, quello che era abituato a frequentare fino a quel momento. Al di fuori di quello che possiamo considerare un  recinto, però, c’è molto altro. Malika ha trovato la sua compagna. Chissà cosa può trovare qualcun altro che dovesse seguire il proprio istinto, contro tutti e tutto?

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