In un Paese normale, una professoressa

Cosa accadrebbe in un Paese normale
In un paese normale una professoressa che invita i propri studenti ad isolare un compagno definendolo scimpanzé sarebbe immediatamente sospesa e sarebbe avviata una procedura di licenziamento. Ha tradito la costituzione e tutti i suoi valori.

Nel suo tweet di oggi, Laura riassume bene cosa accadrebbe in un Paese normale:

In un paese normale una professoressa che invita i propri studenti ad isolare un compagno definendolo scimpanzé sarebbe immediatamente sospesa e sarebbe avviata una procedura di licenziamento. Ha tradito la costituzione e tutti i suoi valori.

Il problema non è che l’Italia non sia un Paese normale, il problema è che il mondo non è mai stato normale. Sebbene lo neghiamo a noi stessi,  il razzismo è fin troppo presente. I libri di storia sono pieni di episodi di razzismo. Alcuni di questi, molto importanti, risalgono agli anni trenta del XX secolo, perciò non sono tanto distanti da noi ed hanno riguardato – in qualche misura – anche l’Italia. Andando a cercare qualcosa di più recente, per trovarne basta attraversare il Mare Adriatico… o forse no.

L’Italia soffre di un razzismo molto strisciante. Poche volte, come nel caso dell’insegnante, ne veniamo a conoscenza. Tuttavia, è presente molte volte tutti i giorni. Siamo noi stessi razzisti ogni volta che sbuffiamo perché infastiditi dal venditore ambulante che sembra importunarci mentre facciamo shopping.

Stando a questo principio, tutte le persone hanno tradito la Costituzione ed i suoi valori almeno una volta. Non si può pretendere che siano tutti condannati per vilipendio alla Costituzione: sarebbe impossibile.

Per risolvere il problema, basterebbe dedicare qualche approfondimento alla Costituzione nei programmi radiotelevisivi, facendo dei raffronti con la vita di tutti i giorni. Grazie ad internet ed allo streaming, non è difficile raggiungere la popolazione e nemmeno avere una copia della Costituzione a portata di mano, da rileggere ogni sera.

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