Come un sasso che rotola via

Dire che Charlie Watts è morto, non rende merito alla notizia: preferisco dire che un sasso è rotolato, probabilmente in Paradiso.

Il batterista è una persona strana all’interno di qualsiasi band anche se ti chiami Charlie Watts  quindi sei un sasso rotolante a tutti gli effetti. Pensando ad una qualsiasi band, è più facile che il primo a venire in mente sia il nome del cantante o del chitarrista.

Prendete proprio i Rolling Stones come esempio. Il primo sasso rotolante che vi verrà in mente sarà Mick Jagger, seguito a ruota e corde da Keith Richards. Già parlare di Ronnie Wood comincerebbe a mettere in difficoltà qualcuno che non sia un fan della band; il nome più spinoso è proprio quello del batterista di turno.

Eppure non è facile immaginare una canzone come Satisfaction  senza quel tocco inconfondibile ai rullanti, oppure un attacco diverso della cover di Like a Rolling Stone senza un colpo di batteria. Il discorso potrebbe ampliarsi ai Beatles con Come together oppure ai Queen con Somebody to love, senza parlare del compianto Charlie Watts.

Ora pensate al vostro gruppo di amici o di colleghi con cui condividete molto tempo della vostra vita. Magari ci sono giorni in cui siete talmente arrabbiati con loro che non vorreste vederli mai più, salvo poi sbollire il giorno dopo e rendervi conto che vi mancano.

Se rimanete fedeli alla vostra rabbia, dovete mettervi in testa di dover elaborare il lutto della perdita del vostro amico. Trovo molto meglio, però, riuscire a perdonare, per quanto possibile.

Sicuramente, ci vorrà del tempo per ristabilire un rapporto come una volta: non è detto nemmeno che ci riuscirete definitivamente. Eppure, è bello pensare di avere almeno la possibilità di tentare.

Probabilmente, anche Charlie Watts avrà avuto più di una diatriba con i propri compagni di band, ma ora nessuno può più scusarsi reciprocamente.

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