Se vengo eletto

Si avvicinano le elezioni comunali in vari paesi e città italiane. Ci potremmo porre la domanda

Cosa accadrebbe se questo o quel candidato venisse eletto?

Maurizio Crozza prova a rispondere imitando Vittorio Feltri, candidato a Milano.

Supponiamo che questo video non riguardi un’imitazione, ma una vera intervista pre-elettorale: ci potremmo domandare se l’intervistato manterrà le promesse.

Una persona che vota un candidato può farlo per due motivi:

  1. Ha sempre votato quel partito, perché se ne sente rappresentato oppure perché è una sorta di tradizione famigliare
  2. Crede o spera che il candidato di turno mantenga le promesse fatte una volta eletto

Da una parte abbiamo la speranza di aver fatto – mentalmente, ovvero seguendo un ragionamento – la scelta giusta, dall’altra abbiamo la convinzione che quello che abbiamo imparato (o ci hanno inculcato?) nel corso del tempo sia corretto.

Esiste, però, una terza domanda che un non candidato, ma un semplice elettore, potrebbe farsi

Cosa vorrei fare io se fossi candidato e fossi eletto?

Pur non essendoci una risposta giusta univoca per tutti ad ognuna dei quesiti, l’unica domanda giusta da porsi è l’ultima. Dovremmo votare il candidato che sentiamo più affine a noi.

Se abbiamo dubbi su ciò che sappiamo, giusto informarsi  da più parti cercando di distinguere le fonti corrette dalle cosiddette fake news, ma la decisione finale spetta solo a noi.

Se questo è vero per delle semplici elezioni, questo è vero ancor di più per la vita, soprattutto quando si tratta di prendere decisioni importanti, che vanno ben oltre la scelta del prossimo sindaco. Dobbiamo fare la scelta che sentiamo più affine .

Quando abbiamo dei dubbi su quale sia la scelta giusta, dobbiamo considerarci come il giorno prima delle elezioni: la legge prevede un periodo di silenzio. Concediamoci del tempo per riflettere, poi andiamo avanti per la nostra strada.

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