Liberate Micheal Bublé

A dicembre si ascolta Micheal Bublé
È il 1° dicembre, liberate Micheal Bublé

Come ci ricorda la frase condivisa dalla pagina Facebook Ti strappo na risata, ogni dicembre se sentiamo il nome Micheal, non pensiamo all’arcangelo Michele, ma al cantante Bublè

È il 1° dicembre, liberate Micheal Bublé

Ci sono nomi di persona che sembrano cuciti addosso ad un periodo storico o annuale. Le canzoni di Micheal Bublé a Natale sono come le hit estive di Takagi e Ketra o – per stare  in tema natalizio – Una poltrona per due su Italia uno la Vigilia di Natale.

In tutti i casi, mi sembra di parlare di tradizioni moderne, spesso imposte dal mercato.

Non voglio dire di rinunciare a queste tradizioni: se un film piace, non vedo perché rinunciare a vederlo quando lo trasmettono in televisione. A queste tradizioni potremmo aggiungerne di personali per farci sentire di più il clima natalizio con qualcosa che non ci viene imposto dal mercato.

Per esempio, a casa mia non è tradizione il cenone; anzi, la vigilia di Natale è il giorno in cui mangio peggio durante l’anno, perché preferiamo preparare un pranzo con i controfiocchi. Una tradizione strana agli occhi altrui, forse, ma che mi fa sentire il clima natalizio andando un po’ controcorrente.

Il Natale non deve essere per forza tutto tradizionale, ma deve essere festeggiato in un modo che piace a voi: se le altre persone non lo capiscono, non dovete preoccuparvene. Non è rincorrendo le tradizioni che si può sentire l’atmosfera di festa.

Un aspetto divertente che forse non è molto considerato è che fare qualcosa di personale è il modo migliore per farsi conoscere da altri. Non è necessario che qualcuno imiti la vostra vita: deve solo notare che non c’è un modo giusto per le ricorrenze o qualsiasi altro contesto. Ci sono molti modi, alcuni dei quali inconsueti.

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