Borderline sulla mini zattera

La notizia dell’incidente di Casal Palocco ha fatto conoscere al grande pubblico il gruppo di Youtuber denominati The Borderline.

Prima di allora, la parola borderline era poco usata nel linguaggio comune. Non credo che tanti ne conoscano la definizione corretta, che – vocabolario alla mano –  può significare due cose:

  1. Affetto da situazione patologica localizzabile al confine tra due malattie o tra una condizione normale e una patologica.
  2. Di valori ai limiti della norma

Non sono uno specialista, ma personalmente definirei un borderline una persona comune….finché non commette una cazzata o causa la morte di qualcuno.

Facile fare analisi ed emettere condanne con il senno del poi; nel frattempo, hanno spezzato due vite.

Una soluzione – più o meno sbrigativa – potrebbe essere quello di fare uno screening psichiatrico a tutta la popolazione italiana. Poco praticabile, ma si parla di salute mentale solo nel caso in cui certe turbe psichiche non si manifestano in modo da compromettere l’incolumità altrui.

Secondariamente, dovremmo rivedere – o, quantomeno, riconsiderare – il concetto di libertà. Non tutti sembrano essere concordi sul fatto che ognuno è libero di fare ciò che vuole finché non mina la vita o la stessa libertà altrui.

Queste cose passano – per così dire – sotto traccia finché non compare una notizia che colpisce l’opinione pubblica…o qualcuno ci lascia le penne!

Piuttosto che arrabbiarsi ex-post, sarebbe meglio allertare chi di dovere (dai famigliari agli psichiatri) prima che la situazione degeneri. Il problema è che la gente si diverte a vedere le cazzate altrui e si fa i fatti propri.

Solo chi è vicino – emotivamente e praticamente – a queste persone può fare qualcosa; viceversa, vorrebbe dire instaurare una sorta di regime Orwelliano in cui tutti controllano tutti.

Dall’altra parte, ci vorrebbe anche chi raccoglie questi allarmi. Spesso certi eventi sono considerati quasi casuali…finché qualcuno non ci lascia le penne.

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