Svegliati di sabato sera

Quando non aveva ancora compiuto diciotto anni, Hillary Duff diceva al suo pubblico nella canzone Wake up

Svegliati

Il suo invito era quello di andare a divertirsi, ma noi sappiamo che la parola svegliati ha molti significati.

Quando una persona dice a qualcuno svegliati o si deve alzare dal letto oppure deve fare qualcosa per la propria vita.

Salvo che abbia dei problemi di salute  molto gravi, qualsiasi persona fa già qualcosa per la propria vita. Molti non lo notano perché – semplicemente – è una cosa che non va loro a genio o non la vogliono vedere.

Spesso l’errore che si fa è quello di non porre la domanda giusta o quello di criticare a priori ciò che qualcun altro fa, pensando che sia sbagliato.

L’errore lo sta commettendo, invece, chi pone la domanda: consciamente o meno, la persona che compie una determinata azione sa esattamente ciò che sta facendo. A volte, il gesto non è esattamente comprensibile agli occhi altrui oppure è giudicato improduttivo.

Ci sono solo due modi per capire se qualcuno sta sbagliando qualcosa oppure è nella direzione giusta:

  • Mettersi nei panni altrui
  • Porre la domanda giusta

Entrambe le azioni sono molto difficili: occorre un’empatia che pochi hanno sviluppato e la capacità di non giudicare. Chi si sente dire che le proprie azioni sono incomprensibili o sbagliate, ha il diritto di dedicare al proprio interlocutore una specifica canzone di Marco Masini.

L’esercizio che vi propongo non è quello di mettersi nei panni altrui: sarebbe troppo difficile. Piuttosto, è meglio che cominciate a guardarvi dentro e fare un po’ di sana autocritica.

Prendete un foglio di carta, dividetelo a metà e

  • A sinistra segnate una parola che vi ricordi un episodio in cui vi siete sentiti giudicati
  • A destra segnate la descrizione del vostro stato d’animo in quel momento

Pensate, quindi, a come ha reagito l’altra persona quando vi siete permessi di giudicarla. Per quanto esagerata sia stata la sua reazione, risulterà sicuramente più comprensibile.

 

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