Nessuno può farsi giudice

Nessuno può farsi giudice
Nessuno può farsi giudice degli altri, perché nel mare della vita ognuno ha imparato a nuotare a modo suo

Se Caterina Caselli negli anni sessanta cantava che nessuno la poteva giudicare, un anonimo è stato ancor più esplicito con l’aforisma

Nessuno può farsi giudice degli altri, perché nel mare della vita ognuno ha imparato a nuotare a modo suo

Nessuno è stato capace di ascoltare queste parole: la critica al modo di fare altrui sembra essere diventato lo sport nazionale delle persone. Persino le feste di Natale sono diventate un concentrato di ipocrisia: ci sentiamo costretti a trascorrere il giorno più bello dell’anno con chi non vedremmo volentieri nemmeno in cartolina.

Sarebbe troppo semplice porre la domanda

Come vi sentite quando qualcun altro vi giudica?

La risposta sarebbe un concentrato di sentimenti negativi. È impensabile non essere giudicati se siamo noi i primi a giudicare. Smettere di farlo sembra più difficile che smetterla con il vizio del fumo.

Il pensiero che ci deve guidare deve essere quello che non conosciamo a fondo la vita altrui. Persino le persone con cui stiamo a più stretto contatto  celano qualcosa di loro stessi. Non c’è nessuna cattiveria in tutto ciò, semplicemente non possiamo raccontare tutta la nostra vita ed i nostri pensieri.

Se ci trovassimo davanti ad un vero giudice, in una situazione del genere ci sarebbe l’assoluzione per insufficienza di prove. Noi invece, che non abbiamo nessuna prova, tendiamo a giudicare.

Se proprio vogliamo emettere un giudizio, assicuriamoci che ci sia stato richiesto e che conosciamo l’argomento alla base in ogni sua sfaccettatura possibile. Non dobbiamo avere paura di fare domande, anche le più scomode: la persona non si sentirà giudicata, anzi apprezzerà l’interesse che dimostrate.

Sono proprio le esperienze passate a stabilire – nostro malgrado – come ci comportiamo nella vita attuale. Non dobbiamo né dare, né pretendere alcuna spiegazione su queste esperienze: semplicemente, accettare il fatto che quanto abbiamo vissuto ci ha influenzato finora. Probabilmente, ci influenzerà anche in futuro.

 

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