La sola vera riforma delle istituzioni…

Giorgio Gaber sulla riforma delle istituzioni
La sola vera riforma delle istituzioni è che ve ne andiate tutti fuori dai coglioni.

Ogni maggioranza propone la sua riforma per questo o  quell’aspetto che considera importante, ma credo che l’aforisma di Giorgio Gaber – di cui ieri ricorreva l’anniversario di morte – condiviso dalla pagina Facebook Faber Nostrum renda bene il concetto di quanto gli italiani siano stufi di una certa politica

La sola vera riforma delle istituzioni è che ve ne andiate tutti fuori dai coglioni.

Le considerazioni da fare sono molteplici. Quando una persona vota, si aspetta che il candidato rispetti gli impegni presi. Se ciò non accade, o si è veramente convinti delle idee alla base di un partito, oppure l’elettore cambia bandiera senza pensarci due volte.

Dall’altra parte della barricata, quella dei candidati eletti in parlamento, abbiamo due tipologie:

  1. Il politico navigato, che ben conosce le dinamiche parlamentari e sa che non sempre è possibile rispettare gli impegni presi con gli elettori
  2. Il neo-eletto, che nulla sa di questo ambiente

Spesso non si dice il vero motivo per cui una certa riforma non è stata attuata, accusando l’opposizione o l’Europa.

Per usare un eufemismo, questo comportamento fa incazzare una parte degli elettori, che alla prossima tornata elettorale non ci penseranno due volte a punire chi non ha mantenuto le promesse.

Piuttosto che invitare i politici ad andare fuori dai coglioni come proponeva il Signor G. sarebbe meglio rimettersi a studiare. Dovremmo riprendere in mano i libri di educazione civica, una materia tanto importante per conoscere i propri diritti, quando bistrattata in ambito scolastico.

Non credo che una riforma della scuola in questo senso possa portare dei risultati concreti: molto meglio studiare per conto proprio l’educazione civica, anche se abbiamo abbandonato le aule già da un pezzo. La prossima volta che proporranno una legge o si dovrà andare alle urne, saremo tutti più consapevoli.

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