Lavori M4

L'annuncio/Tweet dei lavori ATM su M4
Lavori M4: da oggi, 4 marzo, chiusa via San Vittore tra via Carducci e via De Togni. Il passaggio pedonale sarà sempre garantito

Esistono lavori che non piacciono a nessuno: né a chi li fa, né a chi li subisce. Mi riferisco – per esempio – ai lavori in corso per i cantieri della nuova linea metropolitana di Milano, annunciati tramite l’account ufficiale del Comune con il tweet

Lavori M4: da oggi, 4 marzo, chiusa via San Vittore tra via Carducci e via De Togni. Il passaggio pedonale sarà sempre garantito

In linea di principio, ciò significa che le persone auto-munite dovranno trovare percorsi alternativi se vorranno attraversare quella parte della città. Per chi è poco pratico, si tratta di una zona  centralissima che include, tra le altre cose

  • L’Università Cattolica del Sacro Cuore
  • Corso Magenta
  • Il  Cenacolo di Leonardo Da Vinci.

Facile immaginare che il percorso sarà molto difficoltoso da oggi al termine dei lavori, con relativi improperi dei cittadini. Tuttavia, una volta terminato il tutto, dovremmo ringraziare per i benefici che ne deriveranno.

Difficile immaginare i benefici in termini assoluti:dovremo aspettare l’inaugurazione della linea. Tuttavia, facile immaginare che i milanesi  fra qualche anno si faranno una domanda

Come facevamo prima?

Difficile immaginare una risposta: probabilmente, al termine dei lavori, nessuno penserà ai disagi che hanno creato alla viabilità quei particolari lavori, ma si concentreranno sui casini causati da altre opere in corso in quel momento.

La verità è che non siamo mai contenti e cerchiamo sempre qualcosa per cui lamentarci. Credo sia un modo per sfogare la frustrazione che si ha della propria vita, di cui ci lamentiamo spesso.

L’esercizio da fare sarebbe semplice in teoria, poco applicabile in pratica: ogni volta che ci viene in mente qualcosa di negativo per cui lamentarci, dovremmo aggiungere a questa frase anche un però positivo, come

Stanotte ho dormito male, però godo di buona salute

Pensando espressamente a Milano, ci si potrebbe porre la seguente domanda

Come facevamo prima?

Se abbiamo sopportato il traffico del centro o gli scioperi dei mezzi pubblici, non vedo perché non dovremmo sopportare dei lavori in corso

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