Giudicare qualcuno senza conoscerlo

Giudicare qualcuno senza conoscerlo
C’è una cosa peggiore del giudicare qualcuno senza conoscerlo. È giudicarlo attraverso le opinioni degli altri

Non mi piace giudicare le altre persone: se  – a volte – l’ho fatto, chiedo scusa. Il motivo è racchiuso nella frase proposta dalla pagina Facebook I Leopardiani

C’è una cosa peggiore del giudicare qualcuno senza conoscerlo. È giudicarlo attraverso le opinioni degli altri

È un dato di fatto che esistano persone pettegole. Potremmo definire il pettegolezzo la versione casereccia del gossip, oppure un gossip senza mettere di mezzo un VIP, sostituendolo con qualcuno della nostra cerchia. Questo è quello che succede quando giudichiamo qualcuno.

Il problema è sempre lo stesso: nella migliore delle ipotesi, conosceremo il venti percento della vita di questo individuo. Non consideriamo che le azioni di qualcuno si distinguono in due categorie:

  1. Quelle razionali, compiute per un motivo a noi ignoto
  2. Quelle irrazionali, messe in atto senza rendersene conto

La situazione peggiora quando ci basiamo su eventi riportati da qualcun altro, considerando questa persona una fonte attendibile. Bene che vada, avremo un riassunto stringato dell’evento (e solo di quello) senza sapere nulla del protagonista, né degli eventi collegati all’episodio considerato.

Considerato che è Venerdì Santo, i Vangeli ci possono essere d’aiuto con un esempio: ci poniamo nella stessa situazione di Ponzio Pilato, che condannò Gesù Cristo basandosi su accuse riportate e scarsamente verificabili.

Generalmente, ci asteniamo nel giudicare un libro dalla copertina, ma giudichiamo qualcuno senza sapere nulla della sua vita, considerando solo – per esempio – il modo in cui si veste o una frase pronunciata distrattamente. Riportare questa frase o la descrizione dell’abbigliamento del soggetto sembra essere diventato lo sport nazionale. Da questo aneddoto a costruire un castello di fatti non verificati e non verificabili, il passo è breve.

La cosa migliore da fare sarebbe chiedere al diretto interessato la sua versione dei fatti. Ammetto che – ogni tanto – questo si faccia, ma sembra che molti di noi non siano tanto portati nel cambiare opinione alla luce di nuovi elementi. Se le indagini giudiziari procedessero nello stesso modo, i tribunali condannerebbero in contumacia tanti innocenti.  Noi condanniamo spesso in contumacia, ma non ce ne rendiamo conto.

 

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