Fumetti, dischi, i quindici e postalmarket

La generazione dei fumetti
Fumetti, dischi, i quindici e postalmarket

Faccio parte di quella generazione arrivata prima di internet e cresciuta leggendo i fumetti di Topolino e il Giornalino, logico che mi sia commosso leggendo l’elenco proposto nella vignetta condivisa dalla pagina Facebook Anni 80 le Girls dei cartoni animati

Fumetti, dischi, i quindici e postalmarket

Posso dire di aver imparato a leggere anche tramite i fumetti. Per quanto riguarda la musica, i vinili e le musicassette erano l’unico supporto possibile. Comprare su internet era impossibile: la rete non esisteva ancora, figuriamoci il web 2.0!

Non ho nulla contro le diavolerie moderne, per usare un linguaggio un po’ da vecchio, ma sono queste a creare il divario fra le persone. Se una volta si ostentavano gioielli e macchine di lusso, oggi si ostenta la tecnologia, sebbene un cellulare da centocinquanta Euro possa assolvere le stesse funzioni di uno da sette volte tanto, salvo necessità lavorative.

Il risultato è che ci isoliamo dal mondo. Quando andavo a scuola, c’era un contrabbando di fumetti già letti e figurine doppie: era questo il nostro modo di passare il tempo. Oggi, se non abbiamo nulla di meglio da fare, ci attacchiamo allo smartphone e ci isoliamo dal mondo…connettendoci col mondo!

Ben lungi dal proporre l’impossibile abolizione della rete ma, forse, le persone che hanno aperto l’anta potrebbero far conoscere quella realtà remota alle nuove leve.

Impedire l’uso di mezzi tecnologici  è impossibile, perciò tanto vale usarli a nostro vantaggio.

Un genitore potrebbe porsi la domanda

Come faccio a fare in modo che mio figlio possa apprezzare le piccole cose?

Novanta volte su cento, la risposta che viene data è: tenendo determinati comportamenti in casa. Io non sono d’accordo. Visto che su internet si trova di tutto, si possono trovare anche occasioni di aggregazione sociale, per sè e per i propri figli, proprio grazie alla rete.

Il passo vero da compiere è fare appassionare i bambini alle cose che esistevano già una volta, tipo il Monopoli (rigorosamente con la i). Insomma: assolvere il compito di genitore ed educatore vedendo il computer come un mezzo, non come un nostro sostituto.

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