Vannacci, ti saluta tanto Simonelli

Simonelli saluta Vannacci
Vannacci, ti saluta tanto Simonelli

Federico , direttore di Wired Italia, nel suo tweet di sabato ci ricorda che al Generale Vannacci dev’essere venuto un travaso di bile quando  l’italiano Lorenzo Simonelli, tanzaniano di nascita,  ha vinto l’oro europeo per  nei 110 ostacoli

Vannacci, ti saluta tanto Simonelli

Nel momento in cui scrivo, non ho trovato dichiarazioni del Generale Vannacci.

La storia sembra ripetersi come  nelle Olimpiadi del 1936, quando l’afroamericano  Jesse Owens fece incetta di medaglie nella tana del lupo Adolf Hitler. Anche allora, il Führer dovette incassare e portare a casa. Le dimensioni non sono certo quelle di allora, ma il paragone ci può stare.

Il mondo è vittima di un razzismo strisciante: pochissimi sostengono di essere razzisti, tantissimi lo sono. La maggior parte di questi ultimi salgono sul carro del vincitore quando possibile.

Non esiste una persona anche solo parzialmente sana di mente che si lamenterebbe di successi ,sportivi e non, se si è anche solo parzialmente patriottici.

Occorre fare i conti con la realtà. La realtà vede contrapporsi due elementi:

  • L’Italia sta diventando un Paese multietnico: i figli di immigrati erano una rarità anche solo negli anni Ottanta, oggi sono la normalità
  • Gli italiani soffrono di un razzismo strisciante

Una battuta becera, recita più o meno

Io non sono razzista, è lui che è….

Continuate la frase con l’appellativo che più vi aggrada, il risultato cambia poco.

Lo sport ci aiuta a combattere questo tipo di razzismo. Putroppo, nasceranno sempre persone con le idee del Generale Vannacci. L’unico modo per riuscire a batterle è con i fatti.

I fatti – in questo caso – sono sinonimo di successi, in qualunque campo. Quando gioiremo dei successi italiani senza guardare il colore della pelle, avremo battuto il razzismo, almeno nel nostro Paese. Nel frattempo, chi non è razzista dovrebbe far sentire con più forza la sua voce.

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