Il peggior difetto di chi si crede furbo è pensare che gli altri siano stupidi

Frase dalla pagina Facebook
Il peggior difetto di chi si crede furbo è pensare che gli altri siano stupidi

Ho trovato la frase di oggi sulla pagina Facebook Pazzia, ma non ci trovo nulla di pazzo, anzi

Il peggior difetto di chi si crede furbo è pensare che gli altri siano stupidi

Così, per alleggerire un po’ il discorso, anzichè proporre l’immagine originale, ho optato per la versione proposta – sempre su Facebook – dalla pagina I like Snoopy.

Il cane creato da Schulz è il personaggio adatto per pronunciare un aforisma del genere. Anche se non parla come gli umani, osserva il mondo degli umani, cogliendone pregi e difetti…e proprio di difetti parla la frase.

Tuttavia, non credo sia esattamente un difetto: credo, piuttosto, che sia indice di stupidità. Chi si crede furbo dà per scontato almeno tre cose sul comportamento umano in generale ed altrui in particolare:

  1. Che  sia esclusivamente razionale
  2. Che non sia influenzato da vicende passate
  3. Che tutti ragionino allo stesso modo

Questo è un ragionamento da computer, non da uomini. Un ragionamento più umano sarebbe – forse – quello di porsi una domanda

Chissà perchè si comporta così?

Sarebbe un indizio che ci stiamo interessando del mondo che ci circonda.

Per essere felice devi imparare ad ignorare molte cose

Ritratto di Vin Diesel
Per essere felice devi imparare a ignorare molte cose

Non ho idea sul perchè chi ha realizzato l’immagine poi pubblicata sulla pagina Facebook  Le cose che feriscono insegnano abbia scelto un ritratto di Vin Diesel come sfondo.

A quanto mi risulta, l’attore non ha mai pronunciato la frase 

Per essere felice devi imparare a ignorare molte cose

Inoltre, mi sembra un aforisma adatto più ad un filosofo antico piuttosto che ad un attore. Di sicuro, c’è un fondo di verità: più problemi ci tormentano, più la vita ci sembra complicata.

Anche se molti consigliano di risolvere un problema per volta, non sempre riusciamo a farlo. Pensate ad una giornata qualsiasi. Dopo il lavoro, dovremmo anche occuparci di altre faccende:

  • La spesa
  • Le commissioni alla posta
  • I doveri famigliari

Come riuscire a trovare tempo per noi stessi e per assaporare un po’ di felicità? La soluzione è semplice in teoria, un po’ meno in pratica.  Vi propongo due alternative:

  1. Fissare un orario in cui dobbiamo smettere di preoccuparci dei problemi e dedicarci al piacere
  2. Trovare il lato piacevole delle mansioni che stiamo affrontando

Esiste anche una terza via: trovare un modo diverso per affrontare le stesse questioni.

Quest’ultimo caso richiede volontà e capacità di ascoltare i pareri altrui… In ogni caso, ce la potete fare.

Be different

Disegno di donna senza ombrello sotto la pioggia
Be different

Credo che la frase di oggi sia tra le più efficaci che abbia mai trovato da quando ho questo blog.

Qualcuno potrebbe pensare che sia dovuto al fatto che sono un fan Steve Jobs. In realtà, i motivi sono altri.

La frase non richiede certo lunghe spiegazioni

Be different

tradotta in italiano significa

Sii differente

e si riferisce palesemente allo slogan della Apple.

Tuttavia, fingiamo per un momento che non sia così famosa: quale sarebbe il suo significato?

L’immagine ce lo fa capire chiaramente: una bambina sotto la pioggia circondata da adulti che si protegono la testa con l’ombrello, il suo vestito rosso spicca in mezzo ad un mare di grigiore. …Non vi sembra forse un modo per distinguersi dalla massa?

Nella vita di tutti i giorni facciamo l’esatto opposto: tendiamo ad uniformarci alla massa. La cosa mi fa sorridere: in passato,  le dittature volevano proprio un comportamento  uniforme. Non avendo mai provato qualcosa di diverso dalla democrazia, molti non apprezzano il bene più prezioso che hanno: la libertà di esprimersi, preferendo – invece – essere accettati dal prossimo.

Il bisogno è sensato, il ragionamento che lo sostiene molto meno. Non voglio scomodare gli artisti per avallare la mia tesi. Basta una semplice considerazione: se facessimo tutti le stesse cose, il mondo non progredirebbe.

Strana la vita. Aspettiamo di diventare grandi per…

stranavitagrandimano
Strana la vita. Aspettiamo di diventare grandi per non dover dare la mano per strada. E da grandi, cerchiamo qualcuno che ci tenga per  mano

Non ho proprio idea di cosa significhi l’immagine scelta come sfondo…Sicuramente l’utente che l’ha condivisa sulla pagina Facebook I valori della vita avrà una sua risposta. A me questi pannelli fotovoltaici ricordano una strada in pendenza, su cui è difficile mantenere l’equilibrio.

Proprio come nella vita, se ci pensiamo bene. Leggendo la frase, mi sembra che la mia ipotesi non sia molto distante dalla verità

Strana la vita. Aspettiamo di diventare grandi per non dover dare la mano per strada. E da grandi, cerchiamo qualcuno che ci tenga per mano

I bambini hanno meno senso del pericolo rispetto agli adulti: cercherebbero di correre sui pannelli fotovoltaici da soli, scansando la mano dei genitori. Come ci ricorda la frase, però, quegli stessi bambini, una volta diventati adulti, cercheranno una mano metaforica da parte dei genitori.

Data la nostra età, dovremmo imparare a cavarcela da soli, giusto? Non so come la pensiate voi, ma credo che questo sia il più grosso errore della nostra vita. Proprio in questi giorni, Consolata mi sta dando una mano a realizzare un progetto,  tempo fa io aiutai lei a scrivere qualche testo. Credete davvero che io o Consolata saremmo riusciti a fare la stessa cosa senza un aiuto reciproco?

Dall’esperienza personale alla domanda diretta sul vostro vissuto il passo è breve: credete davvero che sareste la stessa persona se non ci fossero i vostri amici o i vostri famigliari al vostro fianco?

Finchè si sente dolore, sei ancora vivo…

Frase di un anonimo
Finchè si sente dolore, sei ancora vivo. Finchè si commmettono errori, sei ancora umano e finchè si continua a cercare, c’è ancora speranza

Fra poche ore, il 2016 ci saluterà definitivamente: sembra ieri che ho scritto il mio primo articolo su questo blog. Ogni 31 dicembre – da bravo ragioniere – mi trovo a fare un bilancio dell’anno appena passato e un preventivo di quello futuro….forse perchè sto ancora cercando qualcosa.

Il fatto di essere alla ricerca di qualunque cosa vogliate, potrebbe sembrare negativo, ma se leggete con calma la frase

Finchè si sente dolore, sei ancora vivo. Finchè si commmettono errori, sei ancora umano e finchè si continua a cercare, c’è ancora speranza

capirete che non c’è quasi nulla di negativo. Certo: soffrire non piace a nessuno. Però, voglio farvi una domanda: se ripensate ai successi che avete ottenuto, ricordate più piacevolmente quelli che avete ottenuto senza sforzo, oppure quelli che vi sono costati sofferenza?

Non possiamo sapere cosa ci riserveranno i prossimi 365 giorni, di una cosa però sono sicuro:

  • Alcuni giorni piangeremo
  • Alcuni giorni rideremo
  • Alcuni giorni ci sembreranno inutili

Fa parte della vita: dobbiamo accettare giorno per giorno ciò che ci viene dato. L’importante è non perdere la speranza.

Forse è questo il mio agurio per il nuovo anno: vi auguro di non perdere la speranza.

 

 

Tutto quello che vive è sacro

Frase di John Steinbeck
Tutto quello che vive è sacro

Pur apprezzando molto la letteratura americana, ammetto la mia ignoranza: non ho mai letto un romanzo di John Steinbeck. Questo è un bene: mi permette di parlarne a ruota libera, come se la frase di stasera l’avesse pronunciata una persona qualsiasi.

Tutto quello che vive è sacro

Credo che la prima persona da cui ho sentito pronunciare queste parole sia stata la mia amica Francesca: perchè?

La domanda è meno retorica di quanto non possa sembrare. Se tutti considerassero la vita sacra

  1. Non esisterebbero gli omicidi
  2. Ringrazieremmo un’entità superiore per i nostri pasti
  3. Rispetteremmo le decisioni altrui, considerandole di pari dignità delle nostre

Invece, siamo circondati da una solitudine che noi stessi abbiamo contribuito a creare: è comunemente chiamato egoismo. Io stesso sono caduto in questo errore molte volte: recentemente mi è capitato con Francesca. Ogni volta mi sono scusato: non per mera educazione, ma perché ogni volta è stata una vera e propria lezione di vita.

So che non è molto…ma è tutto ciò che ho

Tatuaggio con bambino e cuore in mano
So che non è molto…ma è tutto ciò che ho

Oggi sulla pagina Facebook amore è poesia ho trovato l’immagine di un insolito tatuaggio. Come potete vedere, raffigura un bambino a braccia tese, che regge con le mani un cuore. Altri cuori completano la figura.

Il tutto è completato dalla frase

So che non è molto…ma è tutto ciò che ho

Come hanno commentato già molti miei contatti, non è certo poco. Il problema è proprio questo: prestiamo troppa attenzione al gesto in sè e troppa poca attenzione al significato emotivo di quel gesto. Faccio un piccolo esempio, calzante con il periodo che stiamo vivendo. Fra quattro giorni, quando scarterete i regali di Natale, forse troverete sotto l’albero qualcosa che non sarà di vostro gradimento.

Posso immaginare la delusione che proverete: non importa che non siate più bambini. Considerate, però, che la persona ha pensato a voi: vi ha fatto un regalo che riteneva di vostro gradimento.

Non penso che i regali siano fatti semplicemente per mantenere un usanza: si fanno solo se si vogliono fare. Escludendo questa ipotesi, si giunge a due sole possibili conclusioni:

  1. La persona che vi ha fatto il regalo vi conosce poco
  2. Voi non vi siete aperti abbastanza con questa persona

Ci vuole poco a smontare la prima ipotesi: generalmente, non siamo portati a regalare qualcosa a persone appena conosciute (anche se sarebbe bello, devo ammetterlo).

Dunque, resta in piedi solo la seconda ipotesi: cosa intendete fare?

In case of war break glass

Immagine dalla pagina Facebook "Informazione Libera"
In case of war break glass

L’immagine di oggi mi piace soprattutto perchè è un fotomontaggio molto diretto: non so quale utente della pagina Facebook Informazione Libera abbia avuto questa idea, ma debbo farglii complimenti.

Se pensiamo alla colomba con un ramocsello d’ulivo, pensiamo alla pace, se pensiamo ad una teca su cui è scritto

In case of war break glass 

ovvero

In caso di guerra rompere il vetro

Pensiamo – appunto – alla guerra: solo Lev Tolstoj  è stato capace di tanto.

Putroppo, far scoppiare la guerra è molto più semplice che far scoppiare la pace…ma il vetro è una buona metafora: la guerra divide le nazioni così come il vetro divide l’interno dall’esterno. Se abbiamo bisogno di aria fresca possiamo solo aprire la finestra…ma se la finestra è bloccata? Dobbiamo rompere il vetro?

La risposta è – ovviamente – no: rischiate di farvi male. Abbiamo varie alternative:

  • Provare a scardinare la finestra con i giusti attrezzi
  • Collaborare per aprire la finestra

Non vi ricorda un po’ una mediazione? A me sì….

Non confondere la verità con l'opinione della maggioranza

Frase di un anonimo
Non confondere la verità con l’opinione della maggioranza

Al tempo delle scuole elementari, ebbi una sola insegante. Data la mia giovane età, fui portato a pensare che – essendo la mia unica insegnante – ciò che ci infondeva fosse l’unica verità possibile.

Dentro di me, però, già allora faceva capolino una vocina interiore, che mi ripeteva la frase

Non confondere la verità con l’opinione della maggioranza

un concetto talmente semplice da non avere un autore, ma da essere condiviso spesso online., tanto da farmi pensare che siamo tutti d’accordo in teoria, ma nessuno lo mette in pratica.

In un Paese in cui si legge sempre meno, è facile affidarsi ad una sola fonte, spesso la più seguita. Questo non siginifica conoscere la verità e nemmeno farsi un’opinione. 

Per tentare di capire, occorre

  1. Confrontare più fonti
  2. Meditare
  3. Giungere a proprie conclusioni

Pochi hanno l’abitudine di seguire questo percorso…Anzi, spesso si legge una sola fonte. Questo non è informarsi: è ripetere a memoria ciò che ci viene detto.

Abbiamo un cervello: usiamolo! La nostra opinione ha lo stesso valore dell’opinione altrui.

Non lasciare che il comportamento degli altri distrugga la tua pace interiore

Frase del Dalai Lama
Non lasciare che il comportamento degli altri distrugga la tua pace interiore…

Dopo aver scritto l’articolo di ieri, ero un po’ scosso: per oggi mi ero ripromesso di scrivere qualcosa di leggero, dato che ci stiamo avvicinando alle Feste. Con questo blog, però, è difficile: la profondità di certi concetti è importante tanto quanto la leggerezza di altre frasi

Se, poi, la frase  è stata pronunciata dal Dalai Lama…come potrei evitare di parlarne? Sentire la massima carica buddista predicare la via per preservare la pace interiore è come sentire il Papa predicare come non cadere in tentazione.

Non lasciare che il comportamento degli altri distrugga la tua pace interiore…

Come mi insegnò un mio professore, siamo unici e diversi. Per questo motivo, il concetto di pace interiore è diverso da persona a persona. Da qui a capire come raggiungere la pace interiore, il passo è breve: occorre fare ciò che ci fa sentire bene.

Conservare la pace interiore può essere più difficile, specie quando siamo spesso criticati. Credo che occorrano soprattutto due caratteristiche:

  1. Sicurezza nel compiere le proprie azioni
  2. Un gran lavoro su sè stessi

Non so se la mia amica Francesca aggiungerebbe qualcosa a riguardo, ma ciò che ho appena citato è solo la base per partire….poi dobbiamo camminare da soli.