Incidente in un’azienda

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Foto Aerea della Lamina ripresa dal sito aziendale

Milano è una metropoli: impossibile conoscere tutte le persone che vi abitano e ancor meno tutte le persone che vi lavorano, la maggior parte dei quali pendolari. Purtroppo, deve accadere qualcosa di grave affinché una persona sia ricordata, almeno per qualche tempo.

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I passeggeri spingono il filobus

Immagine dal sito de "La Repubblica"
I passeggeri della Linea 91 spingono il filobus fermo su Viale Tibaldi a Milano

Da utenti dei mezzi pubblici che risiedono in una metropoli, noi milanesi a volte non ci rendiamo conto di quanto sia complesso far funzionare un servizio nel migliore dei modi possibili. L’imprevisto è sempre in agguato:

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La legge del buon cuoco

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Primo Piano dello chef Gualtiero Marchesi

Sembra strano dover parlare di una morte in un periodo come questo. Del resto, il legame fra vita e morte resta indissolubile: credo che sia questo il primo messaggio che ci ha lasciato la notizia della morte di Gualtiero Marchesi.

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Piazza della Scala

PiazzaScala7Dicembre2017
Piazza della Scala la mattina del 7 dicembre 2017

Oggi è un giorno particolare per questo blog: approfittando della ricorrenza di Sant’Ambrogio, patrono di Milano, inauguro la nuova sezione dedicata alla città che amo e che mi ha adottato ormai dal 1999.

Quale argomento migliore per farvela conoscere con i miei occhi, se non la prima della Scala, in programma stasera?

Sono andato a scattare la fotografia che vedete nel primo pomeriggio: chiedo scusa per la qualità non eccelsa.

Di certo, il teatro fa sempre il suo effetto in ogni giorno dell’anno, ma oggi si percepiva la tipica atmosfera di trepida attesa

  • La piazza transennata
  • I furgoni delle troupe televisive parcheggiate
  • I turisti, specie giapponesi, a fotografare lei…perchè la Scala è una Signora, non un Teatro

milanesi sembrano averla snobbata, ma mancava ancora qualche ora prima che le auto blu arrivassero, con annessa protesta. I turisti, invece, cercavano di fotografarla come sfondo dei propri selfie.

Mentre scrivo, guardo l’orologio e mi accorgo che fra un’ora esatta, alle 18.45, si alzerà il sipario.

Che ci volete fare? Sono così: mi è sempre piaciuto anticipare i tempi….

Siamo nati a Milano

 

Quando ancora frequentavo le superiori a Sondrio, una mia compagna di scuola mi invitò a casa sua per ascoltare un po’ di musica. Mentre la stanza si riempiva delle note della prima canzone, la mia amica disse questa frase:

Nelle canzoni, ciò che conta veramente è il messaggio

Allora, quella frase mi sembrò strana: non capivo cosa intendesse dire. Lo capii con il tempo: il testo di una canzone ha un messaggio. Non un messaggio nel senso semiotico del termine, ma un messaggio più personale, quello che l’autore voleva trasmettere nel testo.

Non importa dove abbiamo sentito una canzone o chi l’abbia cantata: l’importante è che a noi, semplici ascoltatori, un brano trasmetta un messaggio personale.

In questo caso specifico, non importa che sia stata usata per una sigla televisiva o che a cantarla sia Giorgio Faletti, di cui non conosco certo tutta la discografia. L’importante è che – per me – abbia un messaggio.

Nel mio caso, credo che il destino abbia deciso subito che – un giorno – mi sarei trasferito a Milano. Mio padre ha frequentato l’Università a Milano e ci ha trascorso anche alcuni anni di lavoro, durante la mia infanzia. I suoi aneddoti di questi lunghi periodi mi hanno fatto innamorare di Milano ancor prima di conoscerla.

Anch’io, come mio padre ha fatto prima di me, ho frequentato e frequento Milano: prima come semplice turista, poi come studente fuori sede, attualmente come lavoratore. In tutti i casi, ho scelto io di andare a Milano. Le alternative non sarebbero certo mancate:  per esempio, avrei potuto studiare a Bologna,  tornare a Sondrio dopo la Laurea , trasferirmi all’estero o in qualsiasi altra parte d’Italia . Non ho fatto niente di questo.

Il motivo è semplice da spiegare, difficile da capire: credo che ognuno di noi abbia un suo luogo che raramente coincide con quello di nascita. Parafrasando il linguaggio burocratico, potremmo chiamarlo il luogo di rinascita. Non sappiamo spiegare bene il perché, ma in quel luogo ci sentiamo casa, anche se non siamo a casa.

Per me, ovviamente, quel luogo è Milano.