È vero che ho la testa dura…Ma ho un cuore infinito per chi amo

TestaDuraCuoreInfinito

L’immagine di stasera proviene dal profilo Facebook di un mio amico, che l’ha condivisa: non so chi l’abbia realizzata, ma mi descrive talmente bene che ho deciso di dedicarci il post di Pasqua.

Il messaggio è talmente chiaro che mi sembra quasi inutile riscriverlo, ma lo faccio comunque

È vero che ho la testa dura, ma ho un cuore infinito per chi amo

Avere la testa dura non è certo un complimento. A me non è mai stata rivolta una frase così. La gente che mi odiava (e ce n’è stata molta) preferiva usare altri termini: il più gettonato era mongolo, inteso come affetto dalla sindrome di DownInutile dire che mi faceva soffrire molto.

A causa di una bassa autostima e di una forte ansia (che sto cercando di curare con la psicoanalisi) i miei risultati lavorativi e sociali sono spesso al di sotto delle aspettative.   Sul lavoro, cerco di compensare questi miei difetti con l’impegno: purtroppo, a volte non è sufficiente, ma di sicuro nessuno mi ha mai detto che sono un lavativo. Nei rapporti affettivi ho il difetto di essere timido. Di una cosa, però, sono sicuro: ci metto il cuore.

Potrei raccontarvi tanti aneddoti di come l’ho dimostrato. Per brevità, permettetemi di fare una battuta: se un giorno vi troverete in difficoltà, non stupitevi troppo se vi farò una sorpresa….

Fuori

Vorrei farvi una domanda: quante volte vi hanno detto di essere fuoriIo, ormai, non le conto più. Fino a pochi anni fa, mi offendevo ogni volta che me lo dicevano, perché pensavo: “Se per lui sono fuori, significa che sono matto, diverso o stupido!” e non sapevo come ribattere.

La mia psicanalista sta impiegando un bel po’ di tempo per sradicare questo pensiero dalla mia testa. Questa canzone dei Nomadi è un bel toccasana per la mia autostima quando si affaccia questo pensiero.

Penso a varie persone che ho conosciuto. Potrei parlare lungamente di ognuno di loro ma, alla fine, si possono ridurre le mie conoscenze a tre categorie:

  • Conformisti: avete presente le persone che seguono per filo e per segno le regole? I conformisti sono loro! Se ci fossero solo loro, non ci sarebbero reati di qualunque tipo, ma non conosceremmo il progresso. Un tempo facevo parte anch’io di questa categoria: fortunatamente, ne sto uscendo.
  • Pazzi cattivi: non sto parlando di persone clinicamente disturbate .Per loro provo rispetto e compassione: sono state sfortunate e devono subire molte ingiustizie dalla vita. Parlo di quei pazzi che hanno reso questo mondo un posto peggiore: dittatori, violentiladri ricchi (ricordate  Tangentopoli? Prima o poi, li avrebbero presi, ma loro hanno continuato imperterriti) e via discorrendo
  • Pazzi buoni: loro sono quelli che, citando Steve Jobs, fanno progredire l’umanità.

Nonostante ciò che dicono gli altri, io mi sento un conformista,  spero di riuscire a diventare un Pazzo buono, un giorno o l’altro.

 

 

Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai…

AmoSolitariBukowski

 

Ho sempre amato questa frase di Charles Bukowski:

Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l’anima in fiamme.

Sono cresciuto in un ambiente molto chiuso e ansiogeno, forse perché i miei genitori sono ansiosi e sono cresciuti a loro volta in un ambiente culturale molto legato alle tradizioni: la cultura contadina  italiana anni cinquanta. Qualunque cosa al di fuori di questo schema era sbagliato e da criticare

Ho scoperto il mondo in due modi:

  • Confrontandomi con altri
  • Leggendo molto

Quando lessi Post Officescoprii che le regole formali con cui ero stato educato non erano tutte giuste: se fossi riuscito maggiormente a trasgredirle, forse ora avrei una maggiore autostima.

Fortunatamente, sono sempre stato una persona curiosa del mondo che mi circonda: mi piace conoscere le cose e confrontarmi con gli altri. Se una persona non mi insulta apertamente, può parlare con me di ciò che vuole.

Grazie a questa mia caratteristica ho potuto confrontarmi con molte persone, sia al lavoro che fuori. Le persone più interessanti che ho conosciuto sono quelle più informali, che cercando di essere sé stesse nonostante tutto. Non trasgrediscono la legge, sono educate e anche istruite, ed hanno capito una cosa molto tempo prima di altri, me incluso:

Credo che ci siano solo due cose per capire veramente il mondo e vivere sereni:

  1. Capire che le regole formali non sono la legge
  2. Lasciarsi andare…almeno quando è possibile

Almeno una volta ogni tanto, anziché la cosa giusta, bisognerebbe fare la cosa che rende felici

CosaGiustaRendeFelici

 

Ho già parlato del concetto di felicità in questo blog in almeno tre occasioni:

Lo faccio spesso perché il concetto di felicità  è diverso da persona a persona. Il paradosso della società moderna è ben riassunto dalla frase di oggi:

Perché almeno una volta ogni tanto, anziché la cosa giusta, bisognerebbe fare la cosa che rende felici

La cosa giusta è decisa dalla società, la cosa che rende felici è decisa da noi: le due cose possono non coincidere. Per farvi un  esempio, mi vengono in mente le adozioni gay:

  • La società vorrebbe che un bambino crescesse con un padre ed una madre: questa è la cosa giusta
  • Una coppia omosessuale vorrebbe adottare un bambino: questa è la cosa che rende felici

Notate anche voi la differenza dei concetti, vero?

Ammetto di riuscire a trovare dei momenti di felicità quasi ogni giorno, ma non ho ancora trovato il modo di essere felice tutto il giorno. Forse perché non ho ancora trovato la cosa che rende definitivamente felice, sentendo di più la necessità sociale di fare la cosa giusta.

Spero, un giorno, di riuscire ad invertire questa mia tendenza.

 

 

#mipiace, #condividi, #commenta

MiPiaceCondividiCommenta
Mia elaborazione grafica di #mipiace, #condividi, #commenta

 

Tre concetti e un cancelletto (pardon, hashtag) sono tra i termini più usati di questo decennio:

  • Mi piace: il like di Facebook mi ricorda la sigla RSVP scritta al termine delle lettere cartacee per esigere una risposta. È il modo più breve, immediato e meno invasivo per dire sono d’accordo con te. Basta cliccare un tasto e subito tutti sanno il tuo parere.  Possiamo anche mettere like a caso, cliccando distrattamente. Personalmente, lo uso anche come promemoria: se sono in metropolitana, è così che mi appunto le immagini ed i concetti di cui parlerò qui.
  • Condividi: una cosa bella, che ci fa pensare, ridere o sorridere, non si può non condividere. È così che nascono certi fenomeni virali: facendo leva sui sentimenti e le sensazioni delle persone. Sul verbo condividere si potrebbe aprire una discussione filosofica degna di Platone. Nonostante le definizione dei dizionari, la mia psicanalista lo usa come sinonimo di fare qualcosa insieme: un concetto forse grammaticalmente imperfetto, ma che io trovo bellissimo…e condivido. Peccato che i sentimenti e le sensazioni più viscerali siano un po’ passati di moda.
  • Commenta: commentare è un diritto sancito da tutte le Costituzioni Il suo contrario (no comment, come dico spesso) è un modo come un altro per dire e va bene cosìsenza parole senza citare Vasco Rossi.
  • Cancelletto (pardon, hastgag): lo chiamo cancelletto perché è il suo nome ufficiale. Me lo ricordo ancora quando lo vidi per la prima volta sul mio nuovo Sirio: a che diavolo serve il tasto in basso a destra dello zero? Cominciai ad usarlo solo nel settembre 1999: mi regalarono il primo GSM, che mi serviva per comunicare con la famiglia durante l’Università, per tornare indietro nei menu dei servizi vocali (per annullare, prema cancelletto)

A qualcuno questo post sembrerà sconclusionato, ad altri sembrerà la possibile risposta alla domanda: Come siamo arrivati fin qui?

Sono quel genere di amico…

AmicoNascondiCadavere

Questa frase mi è stata spedita oggi via whatsapp da un collega: anche lavorando otto ore al giorno, riusciamo a trovare dei momenti ludici.  Peccato non conoscere l’autore di questa frase, i toni usati mi ricordano la pagina Io ti maledico

Sono quel genere di amico che ti aiuterebbe a nascondere un cadavere,ma se mi tradisci ricorda: io so come nascondere un cadavere

Fughiamo subito i dubbi: non so nascondere un cadavere! Ammettendo che lo sappia fare, avrei davanti due scelte:

  1. Aiutare l’amico, con il rischio di essere accusato di concorso in occultamento di cadavere
  2. Non aiutare l’amico a nascondere il cadavere, uscendone pulito a livello giudiziario

Tralasciando i reati, però, io mi sento quel genere di amico: il rimorso di coscienza per non aver aiutato l’amico sarebbe più forte della paura di essere condannato .

In cambio chiedo solo un po’ di amicizia. Questa mia richiesta è stata raramente presa in considerazione. Spesso mi sono trovato nella situazione in cui si faceva solo ciò che voleva l’amico, mai quello che volevo io,obiettando vari tipi di scuse. La mia psicanalista ha elencato varie ipotesi:

  • Potrei aver confuso semplice conoscenze per amicizie
  • Potrei non essere stato abbastanza convincente
  • Potrei avere usato un tono sgarbato

Può essere tutto questo…e anche altro: non dico di aver sempre ragione io, anzi. Una cosa che mi dispiace è che raramente (per educazione o antipatia…chi lo sa?) la gente non mi ha mai parlato come un amico fraterno, ma come un padrone dei miei pensieri.

 

 

Ogni maledetto lunedì…

OgniMaledettoLunediZerocalcalre

Aspettavo con ansia questo lunedì: non vedevo l’ora di postare qualcosa di umoristico o satirico a proposito del giorno più odiato da lavoratori e studenti.

Casualmente, l’immagine sembra fare il verso Ogni maledetta domenica, di cui avevo già parlato. C’è un dettaglio, però, che può sfuggire, perché scritto in bianco su sfondo azzurro.

La scritta recita:

Ogni maledetto lunedì…su due

Zerocalcalcare forse esagera: non sempre capita qualcosa di bello a lunedì alterni. Sicuramente, però, ci sarà stato qualche  bel lunedì nella vita di qualcuno.

Per esempio, alzi la mano chi ha un figlio nato di lunedì: non eravate forse felici?

Ammesso che ricordiate la data in cui avete conosciuto chi vi sta accanto da chissà quanto tempo, quel giorno poteva essere un lunedì: Se è vero che l’amore è cieco, di sicuro non guarda il calendario.

Magari avete ricevuto una promozione proprio di lunedì, ma non ve lo ricordate perché  è passato troppo tempo.

Di lunedì si esce poco, questo è vero:

  • Si vuole risparmiare qualcosa
  • Molti locali sono chiusi
  • Si è un po’ stressati dal rientro

ma potreste aver passato qualche bel lunedì in compagnia dei vostri amici in passato: quando andavo all’Università, il lunedì non era una scusa valida per non trascorrere del tempo insieme.

Abbiamo l’abitudine di augurare buon week-end  il venerdì, buona domenica il sabato e buona giornata gli altri giorni della settimana: io proporrei di sostituirlo con buon lunedì, buon martedì, buon mercoledì, buon giovedì, buon venerdìbuon sabato.  Ogni giorno è diverso dall’altro e – uscendo la mattina – non si sa mai ciò che ci capiterà nelle ore successive.

Non puoi sapere dove vai, se non sai da dove vieni

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Non sorprendetevi se vedete un’immagine così povera per una frase così bella. Non trovando lo spezzone del film che mi interessava su youtube:

  1. Ho dovuto arrangiarmi 
  2. Non sono molto bravo con la grafica
  3. Apprezzo la semplicità
  4. Mi ha permesso di ricordarvi l’indirizzo del mio blog
  5. Consolata dovrebbe aiutarmi a trovare un logo per la mia immagine

Mentre Alex Hitch Hitchens/Will Smith corteggia Sarah Melas/Eva Mendes portandola ad Ellis Island, i due parlano del proprio passato. Come tutti gli americani, i due hanno un antenato che è giunto nel Nuovo Mondo come immigrato.  Hitch è riuscito a trovare la firma di arrivo dell’antenato di Eva su un registro. Pochi attimi prima di mostrarla ad Eva, recita la frase:

Non puoi sapere dove vai, se non sai da dove vieni

Questa frase potrebbe essere stata pronunciata da Socrate: trovo che abbia qualcosa di filosofico, perché invita a conoscere il passato come se fosse una parte di sé stessi.

In effetti, il passato è una parte di noi stessi: ciò che possiamo definire la nostra identità. Forse è per questo che la psicanalisi si concentra tanto sugli eventi passati.

Non occorre una psicanalisi per capire che gli eventi passati ci hanno forgiato come siamo ora. La psicanalisi va più a fondo: descriverla qui sarebbe troppo lungo ed è forse per questo che molti miei conoscenti non si sono mai sdraiati sul lettino e non capiscono perché io lo faccia.  La psicanalisi mi ha dato una nuova chiave di lettura ai miei eventi passati.

Pazienza se il percorso che sto facendo richiede tempo e denaro: il fine ultimo (essere sereno) non ha prezzo!

Il mio non è un invito a sdraiarsi tutti sul lettino, ma a trovare il tempo di guardarsi dentro, per capire

  1. Da dove veniamo
  2. Dove andiamo

Vi pare poco?

La bellezza può attirare l'attenzione, ma la personalità cattura il cuore

BellezzaAttenzionePersonalitaCuore
La bellezza può attirare l’attenzione, ma la personalità cattura il cuore

 

Avevo promesso su Twitter che avrei scritto a proposito di una canzone, poi sono incappato casualmente in questa frase, detta da un anonimo:

La bellezza può attirare l’attenzione, ma la personalità cattura il cuore

Potrebbe essere una frase detta da un maestro spirituale ad un discepolo attratto più dalla bellezza esteriore che da quella interiore. La bellezza esteriore, quella fisica, è subito evidente: basta uno sguardo per capire se una persona ci piace esteticamente oppure no. La bellezza interiore, la personalità, la percepiamo frequentando le persone per lungo tempo.

Anche il luogo è importante per conoscere una persona: a casa propria sarà più rilassata e spontanea che sul lavoro.

Durante il secondo anno di Università, una mia compagna mi disse: All’inizio non ti conoscevo, ma poi mi sono resa conto di essermi sbagliata sul tuo conto! Scoprii che le sembravo spocchioso….Invece ero solo timido! Lei è stata una delle poche persone che, con me, ha fatto una cosa bellissima:

  • Si è presa il tempo di conoscermi
  • Mi ha dato il tempo di conoscerla

Altri, la maggior parte, si è fatta accecare delle apparenze. Anche rischio di fare l’errore della maggior parte delle persone…poi mi ricordo della mia compagna al secondo anno di Università. Da allora, prendo tempo per conoscere gli altri, sperando che gli altri si prendano il tempo per conoscermi.

Non sempre accade, ma posso andare avanti sapendo di aver fatto tutto il possibile.

 

Stay hungry, stay foolish

Quando ho aperto il blog, sapevo che – prima o poi – avrei scritto a proposito del discorso di Steve Jobs: proprio per questo ho scelto il motto Stay hungry, stay foolish.

Il 12 giugno 2005 avrei voluto essere fra i neolaureati di Stanford, invece mi laureai tre giorni dopo allo IULM di Milano.

Criticare questo discorso è impossibile: per trovare dei difetti, avrei dovuto conoscere Jobs di persona ed avere tre lauree.

Mi piace perchè è sincero: mentre parla, Jobs crede fermamente in ciò che dice. Nel 2011, Walter Isaacson rivelò nella biografia del fondatore della Apple alcuni retroscena: Jobs sapeva che il tumore aveva ripreso a svilupparsi già da tempo quando fece il suo discorso a Stanford. Nonostante questo, Jobs credeva sinceramente in ciò che faceva, sia nella vita privata che lavorativa: era tenace e sapeva di poter realizzare qualcosa di innovativo.I fatti gli hanno dato ragione.

Io sono molto più modesto di Steve Jobs, ma condivido con lui – a mio modo – la tenacia: mi ripeto molto spesso vai avanti finchè non ce la fai più…poi continua come se niente fosse . Non è la traduzione letterale di Stay hungry, stay foolish, ma si avvicina nel suo significato.