È bellissimo avere qualcuno…

Avere qualcosa di bellissimo
È bellissimo avere qualcuno che quando ti chiede “come stai?” e gli rispondi “bene”, ti guarda e ti dice “dimmi cos’hai..

Augusto Daolio, compianto leader e cantante dei Nomadi, aveva l’abitudine di terminare ogni concerto con la frase

È stato bellissimo

Dopo ore ed ore davanti al pubblico. Io preferisco un momento come quello descritto dalla frase proposta dalla pagina Facebook L’angelo del cuore

È bellissimo avere qualcuno che quando ti chiede “come stai?” e gli rispondi “bene”, ti guarda e ti dice “dimmi cos’hai..

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Amen – Francesco Gabbani – Eternamente ora

Anche se siamo solo a metà dell’anno, le prospettive non sembrano rosee. Per dirla con una canzone di Francesco Gabbani: Amen. Almeno, così direbbero gli italiani e probabilmente qualche altro popolo.

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I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

Frase di Matt Baker
I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

 

Oggi, grazie alla pagina Facebook Informazione Liberaho conosciuto Matt Baker: ma si riferisce all’artista o al presentatore? Questo ci dimostra che internet ha ancora molta strada da fare per arrivare a sostituire tutto il sapere umano.

In ogni caso, la frase è molto interessante

I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

La traduzione letterale non sarebbe necessaria, ma in italiano suonerebbe più o meno

Ho una mente molto intelligente, ma un cuore maledettamente stupido

quasi a rimarcare il concetto che espressi il 20 settembre scorso. Il problema è sempre lo stesso: ascoltiamo più il nostro cervello che il nostro cuore.

Certo, c’è anche chi si fa guidare dal proprio istinto, ma non credo che – in questo caso – si possa parlare di ascolto.

Voglio farvi un esempio pratico: siete in casa con la radio accesa mentre state lavando i piatti. Un lavoro che non richiede una grossa concentrazione, ma probabilmente vi assicurerete che le stoviglie siano ben pulite ed asciugate, mentre – nello stesso tempo – non sapreste dirmi quale canzone stanno strasmettendo. Ecco il tipico caso di ascolto del cervello e non del cuore.

Il nostro cuore non è stupido: siamo noi che, stupidamente, non abbiamo studiato il suo linguaggio.

Se ho parlato di cuore e non di istinti il motivo è semplice: a volte confondiamo le due cose. Non credo nei colpi di fulmine: in questo caso, preferisco parlare di infatuazione La famosa scappatella ci può stare ma, se una cosa dura da tempo, forse è meglio chiamarlo amore, non credete?

C’è un piccolo esercizio che vorrei proporvi: quando credete di essere innamorati o – più semplicemente – vi siete emozionati per una qualsiasi cosa durante la giornata,  prima di addormentarvi, prendetevi qualche minuto. Ripercorrete l’accaduto con la mente e domandatevi

Cosa ho sentito in quel momento?

Saprete senz’altro distinguere amoree infatuazione.

 

The wall Pink Floyd – il muro

A volte, tutti ci domandiamo

In che cazzo di società viviamo?

Quest’interrogativo dev’essere vecchio almeno quanto me, visto che i Pink Floyd se lo chiedevano già allora, nell’album The Wall. 

Più che un album, una storia…più che una storia, una leggenda: definirlo in altri modi sarebbe impossibile. La parola wall può rimandare a tanti concetti.

La storia è piena di muri che un popolo, per motivi politici o di razza, ha lasciato costruire ai propri governanti. Poche persone si lasciano influenzare dalla razza, ma molti si lasciano influenzare da politici razzisti. A parte questo, sappiamo tutti che il muro a cui si riferisce quest’album è psicologico.

Per quanto mi riguarda, quest’album non è nient’altro che la metafora della verità: non importa se la storia riguarda Syd Barrett oppure no…..può riguardare tutti noi! Siccome non conosciamo una persona o la conosciamo solo per sentito dire, ecco che erigiamo un muro nei suoi confronti. Ma che sappiamo di questa persona se non le rivolgiamo nemmeno una parola? Dal sentirsi esclusi a sentirsi male psicologicamente, il passo è breve.

Qualcuno potrebbe essere portato a considerarsi l’ultimo fra gli ultimi, qualcun altro ad essere un genio incompreso. Se, un tempo, erano solo le Rockstar e le persone ad alti livelli a soffrire di disturbi mentali (ma, forse, alle persone comuni mancava solo una corretta diagnosi), ora mi sembra che tutti abbiano problemi di qualunque genere.

La verità è proprio il problema di quel muro che abbiamo eretto intorno a noi, che ci isola dal resto del mondo e ci fa considerare – in un delirio di onnipotenza o di indegnità  – i migliori sul pianeta o gli ultimi fra gli ultimi…ma se ci consideriamo soli, con chi mai potremmo confrontarci?

La domanda non contiene una risposta: certo, qualcuno deve pur cominciare ad abbattere il muro

 

Anche l'assenza di lei è una cosa che sta con me

 

Frase di Fernando Pessoa
Anche l’assenza di lei è una cosa che sta con me

Mi è capitato recentemente di perdere un’amica: no, non è morta, per fortuna…è la nostra amicizia che sembra essere finita.

Forse questo è il motivo per il quale oggi ho scelto la frase di Fernando Pessoa

Anche l’assenza di lei è una cosa che sta con me

L’assenza di sfondo è eloquente: non c’è altro da dire, se non come mi sembra grigia ogni giornata senza di lei.

Abbiamo litigato? Sinceramente, non so nemmeno se è giusto parlare di litigio: guardo la luna e mi dico

Dio, che casino per una banalità

 

Sì, sono stato proprio un imbecille!

Una cosa mi consola: essendo umani, abbiamo tre caratteristiche

  • Possiamo sbagliare
  • Dobbiamo perdonare
  • Dobbiamo imparare dai nostri errori

Riconosco i miei sbagli, sempre e comunque, perdono quelli altrui (ma concedetemi di perdonarmi anche i miei, altrimenti sarei l’unico colpevole).

Cosa ho imparato, da questa storia? Che è sempre meglio essere chiari, in ogni frangente, e ragionare con la propria testa.

Potrei chiuderla qui ma, come avrebbe detto Steve Jobs

One more thing

Ho imparato anche un’altra cosa: non sempre (o, meglio, quasi mai) le cose ci vengono dette nel modo in cui vorremmo. Ci sono infinite variabili che condizionano il dire e l’agire delle persone. Insomma: dobbiamo stare calmi e ascoltarci un po’ di più, oppure…leggere fra le righe. Più il discorso è complesso, più la persona ci tiene a chiedere scusa e rimettere tutto a posto, ma sente anche il bisogno di giustificarsi.

 

La seconda cosa fastidiosa dopo gli imbecilli…

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La seconda cosa fastidiosa dopo gli imbecilli, sono i sostenitori degli imbecilli.

 

Chi mi legge abitualmente, sa che ho una personale concezione dell’umanità: salvo rare eccezioni, non esistono persone assolutamente cattive o assolutamente buone.

Credo, però, di aver confuso il concetto di bontà con quello di imbecillitàper questo mi colpisce molto la frase condivisa dalla pagina Facebook Collisioni Festival

La seconda cosa fastidiosa dopo gli imbecilli, sono i sostenitori degli imbecilli.

Io stesso posso definirmi imbecille, in senso lato: mi sono fidato di persone che miravano al loro tornaconto personale. Credo sia questo che intenda la mia psicanalista, quando dice che sono una persona buona, ma immatura: credo che tutte le persone siano incondizionatamente buone, senza ricordarmi che sono esistiti personaggi del calibro (negativo) di Hitler e Stalin.

Insieme a me esistono anche altri imbecilli: tecnicamente parlando, sono le persone narcisistiche e che tendono a sminuire (magari in modo mellifluo) chi si trovano di fronte.  Inutile dire che queste persone mi abbiano usato senza che me ne rendessi conto.

Ma la frase parla di sostenitori: chi mai potrebbero essere? Il vocabolario ci dice chi sia un sostenitore in modo asettico, la storia ci insegna le conseguenze che portano i sostenitori. Abbagliati dal carisma del nuovo leader, una persona buona di indole si lascia condizionare, abbandonando le persone che le erano veramente amiche in favore della novità.

Per spiegarmi, devo farvi una domanda: come vi siete sentiti quando qualcuno vi ha abbandonato in favore di una persona appena conosciuta? Una sensazione simile alla morte, senza dubbio. La cosa più brutta è che chi vi ha abbandonato crede di essere dalla parte della ragione, mentre voi sapete che si è lasciata abbindolare.

Cosa fare, in questi casi? Aspettare che una persona guarisca dall’imbecillità.

E il silenzio che parla molto più rumorosamente delle parole di promesse infrante

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E il silenzio che parla molto più rumorosamente delle parole di promesse infrante

 

Le canzoni sono solo delle poesie con un accompagnamento musicale: credo sia per questo che Bob Dylan sia stato insignito del Nobel.

Il problema della musica straniera è che la ascoltiamo senza premurarci di capirne il senso.Non traduciamo il testo mentre ascoltiamo il brano, sedotti dall’insieme di musica, voce e ammirazione per questo o quel cantante

 Se prendete questa frase dei Pink Floyd

E il silenzio che parla molto più rumorosamente delle parole di promesse infrante

Non è nient’altro che la traduzione di un verso del brano Sorrowquanti di noi l’hanno ascoltata cercando di capirne il senso? Credo pochi.

Anche io ho commesso lo stesso errore: non ho tradotto il testo, ma solo ora lo capisco. C’è voluta una settimana di silenzio per capirla.

Fortuna vuole che ci sono persone che stanno cercando di riempire questo silenzio. Stamane Simonetta ha messo da parte i suoi problemi per venirmi incontro, è una settimana che Linda sta tessendo una tela degna di Penelope.

Cercare di riempire questo silenzio con il lavoro o qualsiasi altra cosa non porta a nulla: di cose belle nella vita ne abbiamo a bizzeffe

  • Figli
  • Amici
  • Abitudini

Solo che non le apprezziamo e vogliamo qualcosa di diverso. Cosa ci resterà dopo aver provato tutto, senza aver trovato nulla che ci soddisfa? Credo ci resterà solo l’amarezza di non aver apprezzato quanto era vicino a noi….

Alla fine, va così

VaCosi
Alla fine va così…ti stanchi di esserci, di metterci il cuore laddove cuore non c’è. Ti stanchi di esserci per chi non c’è. Ti stanchi di aspettare il nulla perché, anche se nulla ti aspettavi, un abbraccio forse te lo meritavi. Alla fine va così…senza far rumore, in punta di piedi, te ne vai.

Mi hanno sempre detto che i miei peggiori difetti sono quelli di non riuscire a perdonare e quello di commiserarmi troppo per la mia scarsa vita sociale.

Non voglio rendere pubblica la diagnosi della mia terapeuta, ma citare una frase che ben spiega il mio modo di agire.. Il fatto che sia stata condivisa dalla pagina Facebook vabbè è un caso, ma – ironicamente – questa parola  è anche il mio segno di resa definitiva

Alla fine va così…ti stanchi di esserci, di metterci il cuore laddove cuore non c’è. Ti stanchi di esserci per chi non c’è. Ti stanchi di aspettare il nulla perché, anche se nulla ti aspettavi, un abbraccio forse te lo meritavi. Alla fine va così…senza far rumore, in punta di piedi, te ne vai.

Stando alle statistiche del mio cellulare, sono più le chiamate fatte che quelle ricevute, segno inequivocabile che mi sono circondato delle persone sbagliate. Da timido quale sono, ho sempre preferito la gente solare, come se potessero riattivarmi.

Se pensate che io volessi usare queste persone, non mi conoscete abbastanza: sono molto empatico, perciò stare vicino a persone più chiuse mi avrebbe – probabilmente – trasformato in una larva…e queste persone non avrebbero avuto colpa.

Il  problema è che spesso confondo le persone solari con quelle che fingono di essere solari: un conto è la persona che sei, un altro il ruolo che reciti.

Quando la recita non mi piace più, me ne vado: non pretendo mi rimborsino il biglietto…ma in questo teatro non mi vedrete più.

Io l’ho capito, spero che una mia amica lo capisca presto e giunga alle mie stesse conclusioni.

Chiedi alla luna

 

La vita è molto strana: quando questa mattina ho scelto la canzone Chiedi alla luna di  Baby K, mai avrei immaginato che avrebbe ben rappresentato la mia giornata odierna.

Cosa significa questo brano per me? Significa semplicemente che non ricordiamo mai dei fatti:

  1. Al mondo, esistono circa 7 miliardi di persone
  2. In comunicazione, si dice che bastino 7 passaggi per collegare due persone che non si conoscono fra loro

Internet ha ridotto numericamente questi passaggi: posso digitare un nome a caso sulla tastiera e trovare qualcuno da conoscere. Magari facciamo la conoscenza di qualcuno tramite un nostro amico nella vita reale.

Fare la conoscenza di, però, è diverso che conoscere veramente qualcuno.

Gli amici, quelli veri, sono quelli che si preoccupano: quelli che mi hanno salvato dalla solitudine che certe persone mi hanno fatto provare.

Lo so: chi mi legge spesso, troverà che il mio post di oggi sia ermetico.

Potrei usare un verso di Baby K per spiegarlo

Non ti confondere non sai nulla di me
della mia vita, e la mia bio,
tutto questo è mio.

No, non è questo il verso giusto…credo sia un altro

Chiedi alla luna di me.