Non dimenticare che dare gioia dà anche gioia

 dare gioia dà anche gioia - Nietzsche
Non dimenticare che dare gioia dà anche gioia

Tutti vogliono ed hanno il diritto di essere felici. Ciò sembrerebbe dipendere anche dal fatto che vorremmo una gioia, per usare un sinonimo, di tanto in tanto. Del resto, la ricerca della felicità non è solo il titolo di un film, ma anche sancito esplicitamente dalla Costituzione americana e, implicitamente, anche dalla Costituzione Italiana.

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Alice

 

È appena nata mia nipote Alice.

Sono zio per la prima volta, non sono padre, perciò non so descrivere bene le emozioni che provo in questo momento. Mentre scrivo, ho un sorriso stampato sul volto per la felicità ed un groppo in gola per la commozione.

Ma come sarà la sua vita? Non posso prevedere il suo futuro e tutti noi ci aspettiamo solo il meglio per lei. Intorno a lei ci sono già due genitori, quattro nonni, tre zii e non so quanti altri parenti emozionati.

Come cantano Ligabue e Francesco De Gregori in questa canzone

Tutto questo Alice non lo sa

 

Di certo non sa quanto abbiamo aspettato con ansia questo momento, soprattutto negli ultimi giorni.

Potrei solo immaginare un ipotetico futuro per lei, ma le cose potrebbero anche andare diversamente, perciò preferisco che sia il tempo a dire quale strada prenderà.

Oggi mi fermo qui: non riesco a fare discorsi troppo filosofici.

I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

Frase di Matt Baker
I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

 

Oggi, grazie alla pagina Facebook Informazione Liberaho conosciuto Matt Baker: ma si riferisce all’artista o al presentatore? Questo ci dimostra che internet ha ancora molta strada da fare per arrivare a sostituire tutto il sapere umano.

In ogni caso, la frase è molto interessante

I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

La traduzione letterale non sarebbe necessaria, ma in italiano suonerebbe più o meno

Ho una mente molto intelligente, ma un cuore maledettamente stupido

quasi a rimarcare il concetto che espressi il 20 settembre scorso. Il problema è sempre lo stesso: ascoltiamo più il nostro cervello che il nostro cuore.

Certo, c’è anche chi si fa guidare dal proprio istinto, ma non credo che – in questo caso – si possa parlare di ascolto.

Voglio farvi un esempio pratico: siete in casa con la radio accesa mentre state lavando i piatti. Un lavoro che non richiede una grossa concentrazione, ma probabilmente vi assicurerete che le stoviglie siano ben pulite ed asciugate, mentre – nello stesso tempo – non sapreste dirmi quale canzone stanno strasmettendo. Ecco il tipico caso di ascolto del cervello e non del cuore.

Il nostro cuore non è stupido: siamo noi che, stupidamente, non abbiamo studiato il suo linguaggio.

Se ho parlato di cuore e non di istinti il motivo è semplice: a volte confondiamo le due cose. Non credo nei colpi di fulmine: in questo caso, preferisco parlare di infatuazione La famosa scappatella ci può stare ma, se una cosa dura da tempo, forse è meglio chiamarlo amore, non credete?

C’è un piccolo esercizio che vorrei proporvi: quando credete di essere innamorati o – più semplicemente – vi siete emozionati per una qualsiasi cosa durante la giornata,  prima di addormentarvi, prendetevi qualche minuto. Ripercorrete l’accaduto con la mente e domandatevi

Cosa ho sentito in quel momento?

Saprete senz’altro distinguere amoree infatuazione.

 

Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

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Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

Mi chiedo spesso

Come giudicheranno gli storici il nostro mondo attuale?

Sinceramente, non vedo chi o cosa potrebbe essere tramandato ai posteri. Sembriamo così preoccupati di noi stessi che non ci rendiamo conto di chi ci circonda.

L’immagine proposta dalla pagina Facebook Metteteci una pietra sopra ma anche no rende bene l’idea. Lo scheletro fossilizzato di un uomo intento a farsi un selfie spiega benissimo la frase

Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

Una cosa molto diversa dal futuro immaginato nella saga cinematografica Ritorno al futuro o nel cartone I pronipoti. In entrambi i casi, si nota una certa permanenza di cose che – ai tempi in cui uscirono questi lavori – sembravano dover durare per sempre.Concetti come

  • Famiglia
  • Amici
  • Persone

Sembrano invece essere stati dimenticati, lasciando spazio all’edonismo e all’egocentrismo.

Cosa ci aspettiamo di raggiungere agendo così? Probabilmente, una sorta di soddisfazione. Se è vero che è immediata, è altrettato vera che è effimera. La fotografia potrebbe essere cancellata pochi minuti dopo o disperdersi tra i miliardi di cose postate ogni giorno. L’unica cosa che potrebbe salvarli dall’essere dimenticati è fare il backup del proprio account molto di frequente,a meno che un giorno i server dedicati non vengano dismessi.

Se, invece, collaborassimo più spesso l’uno con l’altro o – più semplicemente – ci parlassimo di più, avremmo qualcosa di bello da tramandare alle prossime generazioni.

 

 

 

Domani

 

Milano e Legnano distano fra loro meno di un’ora di automobile: impossibile non aver mai sentito parlare dei Finley!

Non tutti sono così fortunati: come ci spiega bene la canzone Domani, ci sono coppie che si amano ma che abitano ad oltre mille chilometri di distanza l’uno dall’altra e possono vedersi solo nel week-end o anche meno.

Come si suol dire

L’amore non ha confini

inoltre, fa parte della vita. A volte, però, mi domando: perchè le coppie non possono avvicinarsi fisicamente fra loro?

Se fra chi mi legge c’è anche qualcuno che sta vivendo una relazione a distanza, me lo spieghi: io non lo capisco.

Se l’amore è vero, insieme al partner si dovrebbe riuscire a trovare il modo per avvicinarsi fisicamente: forse non si vivrà sotto lo stesso tetto, ma sarebbe comunque possibile vedersi quasi ogni giorno.

Ho alcuni  parenti che si sono sposati con persone di altri continenti: è vero che è accaduto negli anni ottanta e novanta del secolo scorso, quando l’economia era decisamente migliore, ma nel ventunesimo secolo dovrebbe essere più semplice avvicinarsi e vivere insieme.

Se tutti lo facessero, nessuno dovrebbe più dire

Domani ripartirò

 

The One That Got Away

 

A volte, ascoltiamo canzoni semplicemente per rilassarci pochi minuti, dimenticandoci di capirne il significato. Il 16 marzo dell’anno scorso avevo già detto quanto sostiene una mia coetanea, ma voglio riportarlo anche oggi

Nelle canzoni, ciò che conta veramente è il messaggio

Se, poi, il testo è in inglese, come nel caso di The one that got away, occorre fare anche uno sforzo di traduzione. Lo sforzo sarà ricompensato da una sorpresa, come quella che Katy Perry è capace anche di trasmettere un messaggio nei suoi brani.

Qualcuno potrebbe sostenere

È la semplice storia di due ragazzi che si lasciano

Forse avete ragione, ma vorrei farvi due domande:

  1. Se così fosse, perché realizzare un video così tragico come quello che vedete?
  2. Perché, in psicologia, si parla di lutto anche per la fine di un qualsiasi rapporto?

Credo che il nostro cervello voglia difenderci dalla sofferenza e che la vita, di tanto in tanto, ce la sbatta in faccia: dobbiamo affrontarla.

Se una persona soffre, occorre starle vicino, anche se lei vorrebbe il contrario e se non sappiamo esattamente come fare per aiutarla: la sola nostra presenza può essere di aiuto. Del resto, si parla di una spalla su cui piangere per indicare l’amico che sta vicino a chi soffre.

Non voglio augurarvi nulla di male, ma so una cosa: se vi comporterete così, il vostro amico sarà al vostro fianco quando voi avrete bisogno di lui.

A chi lo dovevo

Frase di Paolo Borsellino
È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola

Gli amministratori della pagina Facebook Informazione Libera sono sempre molto attenti: oggi ricorre il venticinquesimo anniversario della Strage di via D’Amelio ed hanno postato una frase di Paolo Borsellino

È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola

Per come è impostata l’immagine, sembra quasi una poesia, con titolo e testo.

Forse è veramente poesia: vedo sempre meno gente coraggiosa in questo mondo e sarebbe poetico vederne di più.

Da cosa deriva il coraggio? Sicuramente, da come si è formato il nostro carattere nel corso del tempo e dagli ideali con cui siamo cresciuti.

Sicuramente, molte persone non sono in prima linea nella lotta alla mafia o in qualsiasi altro cancro che affligge la nostra società. Magari qualcuno più giovane di me sogna – un giorno – di poter contribuire a sconfiggere qualcosa che reputa ingiusto:

  • Una malattia
  • La povertà
  • Qualsiasi cosa

Il bello di questo sogno è che – se si realizzerà – sarà sicuramente al di fuori della luce dei riflettoriPensate ai premi Nobel: non credo che Dario Fo sognasse di raggiungere questo traguardo fin dall’infanzia. Da giovane, pensava solo a fare l’attore, perché credeva fosse la strada giusta per lui.

Se imbocchiamo la strada giusta, moriremo una sola volta: alla fine dei nostri giorni.

The wall

 

A volte, tutti ci domandiamo

In che cazzo di società viviamo?

Quest’interrogativo dev’essere vecchio almeno quanto me, visto che i Pink Floyd se lo chiedevano già allora, nell’album The Wall.

Più che un album, una storia…più che una storia, una leggenda: definirlo in altri modi sarebbe impossibile.

Per quanto mi riguarda, quest’album non è nient’altro che la metafora della verità: non importa se la storia riguarda Syd Barrett oppure no…..può riguardare tutti noi!

Se, un tempo, erano solo le Rockstar e le persone ad alti livelli a soffrire di disturbi mentali (ma, forse, alle persone comuni mancava solo una corretta diagnosi), ora mi sembra che tutti abbiano problemi di qualunque genere.

La verità è proprio il problema di quel muro che abbiamo eretto intorno a noi, che ci isola dal resto del mondo e ci fa considerare – in un delirio di onnipotenza – i migliori sul pianeta…ma se ci consideriamo soli, con chi mai potremmo confrontarci?

 

Non mi piacciono i doppi giochi. Non mi piacciono le doppie facce. Non mi piacciono gli approfittatori. Mi piace un'unica cosa…la gente sincera

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Non mi piacciono i doppi giochi. Non mi piacciono le doppie facce. Non mi piacciono gli approfittatori. Mi piace un’unica cosa…la gente sincera

Come avrete capito leggendo il post di ieri, io e Paola stiamo tentando un riavvicinamenteo dopo un pesante litigio: non entro nei dettagli, proprio perchè sono state le parole a generare un grandissimo problema.

Stamattina, però, ho trovato una frase sulla pagina Facebook Pianeta donne che mi riporta all’inizio di tutto questo e ne è una degna conclusione

Non mi piacciono i doppi giochi. Non mi piacciono le doppie facce. Non mi piacciono gli approfittatori. Mi piace un’unica cosa…la gente sincera

A volte, omettiamo di dire delle cose ai nostri amici con varie motivazioni:

  • Non ci sembra il momento opportuno
  • Vogliamo dirglielo di persona
  • Varie ed eventuali

Il litigio con Paola mi ha insegnato una cosa: queste non sono motivazioni, sono scuse! Fossi stato più sincero con Paola fin da subito, forse non sarebbe successo nulla di grave: chi lo sa?

Ho capito che c’è un solo modo per iniziare o continuare un rapporto: dire sempre e subito la verità. Una persona va accettata nella sua totalità in quanto tale, con pregi e difetti.

I modi di contattare una persona li abbiamo sempre a portata di mano: si usano e si parla…Le altre strategie – se così posso chiamarle – sono solo un modo di prendersi in giro reciprocamente.

Tanto per chiarezza, voglio dire a Paola una cosa: la frase qui sopra è generale perchè questo è un blog, perciò mi rivolgo a tutti coloro mi leggono.

 

Se ne vale la pena, si trova sempre tutto. Tempo, coraggio, scusa e motivo

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Se ne vale la pena, si trova sempre tutto. Tempo, coraggio, scusa e motivo

Sono trascorsi solo tre giorni da quando ho pubblicato un articolo su un’immagine della pagina Facebook Vabbè: forse è un po’ presto per parlarne ancora, ma gli amministratori di quella pagina sono molto prolifici.

Il campo neutro lascia spazio alla frase

Se ne vale la pena, si trova sempre tutto. Tempo, coraggio, scusa e motivo

Non sempre è facile individuare ciò per cui vale veramente la pena vivere: abituati così come siamo al nostro tranquillo ménage quotidiano fatichiamo a vedere delle alternative a ciò che abbiamo fissato in testa o sulla nostra agenda.

Siamo sicuri di una cosa: sappiamo che esiste un modo diverso di vivere la giornata, ma non sappiamo quale sia. Forse è la paura che ci blocca, ma non ce ne rendiamo conto.

Non credo che fissarsi sulla decisione di fare qualcosa di diverso sia producente: trovo più opportuno lasciare fare al caso, alla fatalità, al destino, all’inconscio…a quella cosa che (in qualunque modo vogliate chiamarlo) vi farà fare la scelta giusta.

Noi dobbiamo fare solo due cose:

  1. Prenderci il tempo di ascoltarci
  2. Essere aperti al cambiamento

Il secondo punto è la chiave del cambiamento che tanti cercano, ma che pochi trovano, a causa della loro chiusura mentale.

La mia psicanalista sosterrebbe che faccio parte dei tanti, ma credetemi che sto cercando di entrare nell’èlite dei pochi.