I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

Frase di Matt Baker
I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

 

Oggi, grazie alla pagina Facebook Informazione Liberaho conosciuto Matt Baker: ma si riferisce all’artista o al presentatore? Questo ci dimostra che internet ha ancora molta strada da fare per arrivare a sostituire tutto il sapere umano.

In ogni caso, la frase è molto interessante

I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

La traduzione letterale non sarebbe necessaria, ma in italiano suonerebbe più o meno

Ho una mente molto intelligente, ma un cuore maledettamente stupido

quasi a rimarcare il concetto che espressi il 20 settembre scorso. Il problema è sempre lo stesso: ascoltiamo più il nostro cervello che il nostro cuore.

Certo, c’è anche chi si fa guidare dal proprio istinto, ma non credo che – in questo caso – si possa parlare di ascolto.

Voglio farvi un esempio pratico: siete in casa con la radio accesa mentre state lavando i piatti. Un lavoro che non richiede una grossa concentrazione, ma probabilmente vi assicurerete che le stoviglie siano ben pulite ed asciugate, mentre – nello stesso tempo – non sapreste dirmi quale canzone stanno strasmettendo. Ecco il tipico caso di ascolto del cervello e non del cuore.

Il nostro cuore non è stupido: siamo noi che, stupidamente, non abbiamo studiato il suo linguaggio.

Se ho parlato di cuore e non di istinti il motivo è semplice: a volte confondiamo le due cose. Non credo nei colpi di fulmine: in questo caso, preferisco parlare di infatuazione La famosa scappatella ci può stare ma, se una cosa dura da tempo, forse è meglio chiamarlo amore, non credete?

C’è un piccolo esercizio che vorrei proporvi: quando credete di essere innamorati o – più semplicemente – vi siete emozionati per una qualsiasi cosa durante la giornata,  prima di addormentarvi, prendetevi qualche minuto. Ripercorrete l’accaduto con la mente e domandatevi

Cosa ho sentito in quel momento?

Saprete senz’altro distinguere amoree infatuazione.

 

The One That Got Away

 

A volte, ascoltiamo canzoni semplicemente per rilassarci pochi minuti, dimenticandoci di capirne il significato. Il 16 marzo dell’anno scorso avevo già detto quanto sostiene una mia coetanea, ma voglio riportarlo anche oggi

Nelle canzoni, ciò che conta veramente è il messaggio

Se, poi, il testo è in inglese, come nel caso di The one that got away, occorre fare anche uno sforzo di traduzione. Lo sforzo sarà ricompensato da una sorpresa, come quella che Katy Perry è capace anche di trasmettere un messaggio nei suoi brani.

Qualcuno potrebbe sostenere

È la semplice storia di due ragazzi che si lasciano

Forse avete ragione, ma vorrei farvi due domande:

  1. Se così fosse, perché realizzare un video così tragico come quello che vedete?
  2. Perché, in psicologia, si parla di lutto anche per la fine di un qualsiasi rapporto?

Credo che il nostro cervello voglia difenderci dalla sofferenza e che la vita, di tanto in tanto, ce la sbatta in faccia: dobbiamo affrontarla.

Se una persona soffre, occorre starle vicino, anche se lei vorrebbe il contrario e se non sappiamo esattamente come fare per aiutarla: la sola nostra presenza può essere di aiuto. Del resto, si parla di una spalla su cui piangere per indicare l’amico che sta vicino a chi soffre.

Non voglio augurarvi nulla di male, ma so una cosa: se vi comporterete così, il vostro amico sarà al vostro fianco quando voi avrete bisogno di lui.

The wall

 

A volte, tutti ci domandiamo

In che cazzo di società viviamo?

Quest’interrogativo dev’essere vecchio almeno quanto me, visto che i Pink Floyd se lo chiedevano già allora, nell’album The Wall.

Più che un album, una storia…più che una storia, una leggenda: definirlo in altri modi sarebbe impossibile.

Per quanto mi riguarda, quest’album non è nient’altro che la metafora della verità: non importa se la storia riguarda Syd Barrett oppure no…..può riguardare tutti noi!

Se, un tempo, erano solo le Rockstar e le persone ad alti livelli a soffrire di disturbi mentali (ma, forse, alle persone comuni mancava solo una corretta diagnosi), ora mi sembra che tutti abbiano problemi di qualunque genere.

La verità è proprio il problema di quel muro che abbiamo eretto intorno a noi, che ci isola dal resto del mondo e ci fa considerare – in un delirio di onnipotenza – i migliori sul pianeta…ma se ci consideriamo soli, con chi mai potremmo confrontarci?

 

Non mi piacciono i doppi giochi. Non mi piacciono le doppie facce. Non mi piacciono gli approfittatori. Mi piace un'unica cosa…la gente sincera

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Non mi piacciono i doppi giochi. Non mi piacciono le doppie facce. Non mi piacciono gli approfittatori. Mi piace un’unica cosa…la gente sincera

Come avrete capito leggendo il post di ieri, io e Paola stiamo tentando un riavvicinamenteo dopo un pesante litigio: non entro nei dettagli, proprio perchè sono state le parole a generare un grandissimo problema.

Stamattina, però, ho trovato una frase sulla pagina Facebook Pianeta donne che mi riporta all’inizio di tutto questo e ne è una degna conclusione

Non mi piacciono i doppi giochi. Non mi piacciono le doppie facce. Non mi piacciono gli approfittatori. Mi piace un’unica cosa…la gente sincera

A volte, omettiamo di dire delle cose ai nostri amici con varie motivazioni:

  • Non ci sembra il momento opportuno
  • Vogliamo dirglielo di persona
  • Varie ed eventuali

Il litigio con Paola mi ha insegnato una cosa: queste non sono motivazioni, sono scuse! Fossi stato più sincero con Paola fin da subito, forse non sarebbe successo nulla di grave: chi lo sa?

Ho capito che c’è un solo modo per iniziare o continuare un rapporto: dire sempre e subito la verità. Una persona va accettata nella sua totalità in quanto tale, con pregi e difetti.

I modi di contattare una persona li abbiamo sempre a portata di mano: si usano e si parla…Le altre strategie – se così posso chiamarle – sono solo un modo di prendersi in giro reciprocamente.

Tanto per chiarezza, voglio dire a Paola una cosa: la frase qui sopra è generale perchè questo è un blog, perciò mi rivolgo a tutti coloro mi leggono.

 

La gente non nasce depressa. Lo diventa a forza di trasformare i vaffanculo in silenzi.

Frase dal web
La gente non nasce depressa. Lo diventa a forza di trasformare i vaffanculo in silenzi.

Il web ci insegna non è necessario essere dei premi nobel della letteratura per conoscere ed esprimere la verità.

Proprio per questo mi piacciono le frasi anonime: ognuno di noi può dirle. Non avendo abbastanza competenze linguistico-letterarie (o non volendole usare) sono anche più schiette e sincere.  La frase di oggi ne è un esempio

La gente non nasce depressa. Lo diventa a forza di trasformare i vaffanculo in silenzi.

Solo Charles Bukowski usava un linguaggio scurrile nei suoi scritti: per tutti gli altri scrittori, non sarebbe risultato appropriato nemmeno stilisticamente parlando.

Forse è proprio per questo che la letteratura è piena di casi di depressione: gli autori non vengono ascoltati, ma letti! Manca il contatto umano tra autore e scrittore, tra blogger e utente internet, fra amici che debbono accontentarsi del telefono per sentirsi!

Non essere ascoltati può generare rabbia: non sfogare la rabbia può essere molto pericoloso.

Il problema nasce da vari fattori:

  • Ci vediamo sempre meno
  • Chattiamo sempre di più
  • Ci ascoltiamo sempre meno
  • Parliamo sempre di più

Avete notato che vogliamo parlare tutti, ma nessuno ascolta il prossimo? Lo facciamo perché siamo così convinti delle nostre ragioni che….non ascoltiamo quelle altrui, costringendo il nostro interlocutore a tenersi dentro un vaffanculo che non riesce a venir fuori perché è sempre più percepito come un offesa, non come un modo forse un po’ troppo sanguigno per far capire al prossimo che siamo tutti uguali e tutte le opinioni devono essere rispettate.

Con le delusioni non si diventa più forti, ma più freddi

DelusioniNonPiuFortiPiuFreddi
Con le delusioni non si diventa “più forti”, ma più freddi

Molti utenti di Tumblr hanno condiviso spesso la frase

Con le delusioni non si diventa “più forti”, ma più freddi

Ponendola con uno sfondo privo di colore o con una dominante fredda, come in questo caso, per rimarcare il concetto.

Trovo che sia un concetto tanto giusto quanto lapalissiano: ciò che ci rafforza non sono le delusioni, ma i tentativi falliti nel conseguire un risultato pratico.

La delusione ci indebolisce ed è più rivolta ad una o più persone che ad un qualsiasi evento. Una frase semplice come

Non mi capisci!

non è sintomo di rabbia, ma di delusione: convinti di essere accettati per ciò che si è, ci troviamo spesso a confrontarci con persone che hanno preferito trincerarsi nelle loro convinzioni piuttosto che ascoltarci.

Di esempi personali ne è piena la mia vita: trovo difficile concentrarmi su uno solo di essi per descriverlo.

Quale potrebbe essere la nostra forza, in casi come questo? La certezza di aver fatto la scelta giusta, dettata dalle nostre esperienze passate, che gli altri non conoscono. Questo ci rende più tenaci e, solo in apparenza, più freddi.

In realtà, rivolgiamo il nostro calore verso altre persone, perché ci siamo resi conto di aver rivolto le nostre attenzioni alla gente sbagliata.

 

"Non lo sai, vero? Che ogni piccola cosa per me è importante."

Frase di Eugenio Montale
“Non lo sai, vero? Che ogni piccola cosa per me è importante.”

Oggi la pagina Facebook I valori della vita mi ha veramente spiazzato, condividendo una frase di Eugenio Montale

“Non lo sai, vero? Che ogni piccola cosa per me è importante.”

Mi sarei aspettato da un poeta  Premio Nobel qualcosa di molto più complicato da spiegare o su cui riflettere, invece ho poco da dire.

La vita è fatta anche di piccoli gesti:

  • Un caffè preso prima dell’ufficio
  • Una telefonata per salutarsi
  • Essere sinceri con il prossimo

Cose banali? Forse…ma per me contano molto, tanto che non sarei capace di infrangere quello che io chiamo il mio personalissimo codice civile e penale.

Mi costa fatica? Si e no: a volte sarebbe meglio tacere la verità. Tuttavia, ho imparato una cosa: prima o poi, la verità viene sempre a galla! Perché infrangere il terzo punto? Non ha senso: a meno che vogliate fare una sorpresa a Natale a vostro figlio, meglio dire subito come stanno le cose, senza tergiversare.

Ci sarebbe l’alternativa del silenzio: non dite la verità, ma non dite nemmeno una bugia. Ma quanta fatica vi costa, in termini emotivi?

Parlando degli altri due punti, basta poco a capire che – a volte – non è necessario organizzare un evento mondano per condividere del tempo con qualcuno: basta un semplice aperitivo al bar e una chiamata per organizzare il tutto.

 

 

 

 

 

Quante volte pensano che tu non ti accorga di niente, e invece sei solo educato

Frase di Ginevra Cardinal
Quante volte pensano che tu non ti accorga di niente, e invece sei solo educato

Oggi  la pagina Facebook Perle di saggezza ha condiviso una frase di Ginevra Cardinal che mi rappresenta molto

Quante volte pensano che tu non ti accorga di niente, e invece sei solo educato

In vita mia, ho ingoiato molti rospi. I motivi sono fondamentalmente tre:

  1. Educazione
  2. Carattere
  3. Sensazione di inferiorità

Il fatto che stia parlando di una sensazione non fà sì che l’inferiorità non sia reale: generalmente, le persone più sanguigne hanno facilmente la meglio su di me. L’educazione ed il carattere fanno il resto: odio litigare anche per le cose che considero vitali.

L’alternativa sarebbe pazzescamente semplice: sedersi ad un tavolo e discutere….magari animatamente, ma discutere, non litigare.

Cosa vedono le persone quando discutono con me? Semplicemente un ansioso. Il problema (per loro e per me) è che non sono semplicemente un ansioso: come tutti voi, anche io sono molto complesso, difficilmente etichettabile con un singolo aggettivo.

Per non rompere quel fragile equilibrio che si instaura nei rapporti, lascio correre …fino a quando non mi stufo… e le persone non mi vedranno più.

 

 

Mi piacciono le persone ferite, quelle che hanno paura.

Frase di Vasco Rossi
Mi piacciono le persone ferite, quelle che hanno paura. Mi piacciono perché pensano di non essere speciali ed invece non sanno che sono le persone migliori

Non sono un grande fan di Vasco Rossi: del resto,  questa è solo la terza volta che parlo di una sua frase, ma in questo caso…sembra che parli di me, almeno in parte.

Mi piacciono le persone ferite, quelle che hanno paura. Mi piacciono perché pensano di non essere speciali ed invece non sanno che sono le persone migliori

Non credo di essere migliore: sono solo una persona e, come tale, con pregi e difetti. Come tutte le persone, anche io ho le mie ferite da curare: sentirsi soli è una di queste! Una ferita che sanguina copiosamente ogni giorno…e fa male!

Nonostante questo, devo confrontarmi con la vita di tutti i giorni, mascherando la sofferenza dietro un sorriso.

Su un punto, do ragione al rocker di Zocca: non è semplice vivere così, ma vado avanti. Sinceramente, mi fanno sorridere le persone che cercano di darmi un consiglio per scuotermi (psicanalista a parte, ovvio): che ne sanno??

Come si suol dire

L’apparenza inganna

ma voglio andare oltre: raramente ci capita di trascorrere una settimana o più tempo continuativamente con qualcuno. Solo così potremmo capire – forse – una piccola percentuale di un amico.

Sei così forte che quando piangi nessuno se ne accorge

Frase Anonima
Sei così forte che quando piangi nessuno se ne accorge

La vita richiede molta forza d’animo: ci è concesso arrabbiarci, ci è concesso ridere, ci è concesso litigare….ma non c’è spazio per il pianto.

Forse è questo il significato della frase condivisa da Extreme Videos

Sei così forte che quando piangi nessuno se ne accorge

Forse nessuno non è il termine adatto: a me basta una frase detta a mezza bocca da qualcuno per capire che ha dei problemi…esternare il mio pensiero faccia a faccia è un altro discorso.

Perché abbiamo vergogna di piangere? Perchè pensiamo che ognuno di noi ha i suoi problemi e, ammesso e non concesso che ci voglia ascoltare, non potrà comunque fare nulla per risolvere una situazione. C’è anche una componte di pauratemiamo di essere ripresi per il nostro comportamento.

Dal punto di vista dell’ascoltatore c’è un problema altrettanto grande:

  • Siamo distratti
  • Siamo troppo presi dai nostri problemi personali

Quante volte, presi dallo sconforto, avremmo voluto una spalla su cui piangere? Forse, ricordando tutte queste volte, ci avvicineremo di più gli uni agli altri, soprattutto nei momenti di sofferenza.