Intro: il bello d’esser brutti

Il titolo della canzone scelta per questo post e quello del relativo album possono avere un significato oscuro se ci si lascia trarre in inganno dai pregiudizi. J-Ax non è tra i miei cantanti preferiti, ma trovo molto bella questa canzone: rispecchia molto anche me stesso.

Al primo ascolto, il titolo  ed il fatto che sia la prima traccia dell’album il bello d’esser brutti mi avevano disorientato: mi sarei aspettato un breve brano esclusivamente strumentale (come, del resto, avevo scritto nella mia recensione su ciao.it), invece si tratta di una vera e propria canzone.

L’accompagnamento non è assolutamente Rap ed il testo sembra un racconto autobiografico molto triste, quasi un diario. Il video che vedete, poi, mi ha emozionato ancora di più. Mi considero milanese d’adozione. Ho viaggiato tanto, ma mai come a Milano mi sento a casa: da fotografo, potrei dire che è il mio set preferito. Da circa un anno, inoltre, faccio il percorso dall’ufficio a casa camminando: una passeggiata di sette chilometri.

A parte questo, cosa c’entra con questo blog? Molto più di quanto si possa immaginare. A tutti può capitare un brutto periodo che ci costringe a ricominciare da zero. Non è facile, ma dobbiamo farlo: non ci sono molte alternative! È capitato anche a me: lasciate che vi racconti….

Circa due anni fa, ebbi dei problemi che mi portarono a bussare alla porta della mia attuale psicanalista. Quel giorno non potevo saperlo, ma oggi posso affermare con certezza che sdraiarmi sul lettino è stato come ricominciare da meno di zero.

Non vi sto incitando a consultare un terapeuta: dovete farlo solo se ne siete convinti. Ricordate, però, che tutti noi abbiamo delle risorse che ci possono aiutare in caso di bisogno. Se vi sembra che le persone che conoscete (amici, parenti, conoscenti, colleghi…) non vi capiscono, trovate del tempo per guardarvi dentro. Non serve necessariamente uno psicologo: è sufficiente che vi dedichiate un po’ di più a voi stessi, lasciando gli altri fuori dalla porta, anche solo per venti minuti al giorno.

 

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Ti criticheranno sempre

Ti criticheranno sempre Chaplin

Non sono un grande fan di Charlie Chaplin: non ho visto tanti suoi film,  il cinema muto non mi fa impazzire. Forse avrei dovuto nascere in un’epoca più vicina a quella di Charlot per capirne veramente il contenuto.

Ci sono, però, aforismi senza tempo, adatti sia all’epoca in cui sono stati detti la prima volta, sia ai giorni nostri. La frase di Chaplin appartiene a questa categoria:

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca senza applausi.
Seguire questo consiglio al giorno d’oggi può essere difficile: sul lavoro dobbiamo comportarci e vestirci in maniera appropriata, dobbiamo tenere la nostra casa ordinata e pulita e – appunto – ci sarà qualcuno dei nostri amici che criticherà il nostro modo di vivere o di pensare.
Trovare qualcuno che ci apprezzi per ciò che veramente siamo, sia fisicamente che mentalmente, è difficile: spesso i diverbi nascono per una semplice divergenza di opinioni. Non accettiamo nè che una persona la pensi diversamente da noi, nè che non cambi opinione, nè che cerchi di farci cambiare opinione.
L’unica che riesce a farci cambiare opinione consapevolmente è la televisione. Nemmeno la stampa riesce a fare altrettanto: siamo talmente convinti del nostro modo di pernsare che acquistiamo sempre lo stesso quotidiano. Non è una critica: è una constatazione.
Credo che, al giorno d’0ggi, manchino nel mondo due cose:
  1. Coraggio di vivere come si vuole: non consiglio a nessuno di violare la legge, sia chiaro, ma solo di seguire di più l’istinto
  2. Empatia: c’è chi più empatico e chi meno, su questo sono d’accordo…Ciò non toglie che dovremmo tutti sforzarci di esserlo di più

 

 

 

Essere sinceri significa essere molto coraggiosi

Coraggio Sincerità

Come tante frasi che analizzerò in questo blog, queste sei parole provengono da una pagina Facebook: I valori della vita

Sappiamo che su Facebook si può scrivere e condividere ciò che si vuole senza grossi rischi. Tuttavia, non prestiamo attenzione alla profondità di certe frasi. Del resto, Facebook non è nient’altro che una piazza pubblica virtuale: ognuno può dire ciò che vuole ma, una volta spento il computer o l’IPhone, torniamo (si spera) alla vita reale.

Osservate questa fotografia: un comune (per gli standard americani, ovvio) ponte sospeso durante una giornata con il cielo coperto. In lontananza si scorgono alcune persone. Il bianco della scritta quasi si perde sullo sfondo grigio. I cavi che sorreggono il ponte convergono verso il punto di fuga dell’immagine, il centro dei due archi in pietra all’inizio del ponte.

Sembra quasi che l’immagine non abbia nulla a che fare con la frase posta al centro:

Essere sinceri significa essere molto coraggiosi

Un banale punto a segnare la fine del testo: nessun interrogativo, nessuna esclamazione. Solo un semplice, piccolo punto. Tutto estremamente semplice, quasi banale…almeno, in apparenza.

La sincerità e la verità sono le cose più semplici da dire: non è necessario inventarsi nulla per essere credibili. Non servono frasi colorite (difatti in quest’immagine si nota l’assenza di colore) o parole ad effetto. 

Allora, perché serve coraggio per dire la verità?  La nostra è la società dell’apparire: ci sentiamo costretti a sembrare importanti, mascheriamo il nostro lavoro comune dietro anglicismi (employee fa più effetto sul curriculum vitae di impiegato). Non accettiamo una cosa molto semplice: noi siamo chi siamo.

Cerchiamo di non dimenticarlo mai….