Hallelujah

 

Finalmente è arrivato dicembre: mi verrebbe voglia di cantare insieme a Jeff Buckley

hallelujah

Una delle sue canzoni o, meglio, cover più famose, visto che la versione originale è quella di Leonard Cohen.

Ci sono poche cose che uniscono, tre di queste sono sicuramente

  • Natale
  • La musica
  • La vita

Quest’ultima, la vita, è sicuramente quella che racchiude tutte le altre, non solo quelle che ho citato: i vostri commenti potrebbero elencare molte delle cose che uniscono e l’elenco sarebbe comunque incompleto.

Purtroppo, diamo per scontate molte cose, fino a darle per assodate e a sentirne la mancanza solo quando le abbiamo effettivamente perse. Personalmente, ho sempre pensato ad andare avanti, al futuro e al presente, più raramente al passato. Non so se ho fatto bene: del resto, la storia passata influenza le nostre decisioni presenti e future.

In ogni caso, ci sono molte cose per le quali cantare halleluia.

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These are the days…

 

Certe volte la vita è proprio strana: ci accade una cosa che influenzerà il nostro futuro,solo che in quel momento non lo sappiamo.

Leggendo il  testo di These are the days of our lifes,magari mentre la si sta ascoltando, è questo il messaggio che ho percepito e che l’ultima delle dieci storie della vita di Freddie Mercuy raccontata su Rolling Stone  per ricordarne l’anniversario della morte lascia trasparire come se fossimo noi stessi vicini al cantante durante quei momenti.

Non è necessario che sia una tragedia come l’AIDS a far sì che accada tuttociò: potrebbe essere qualcosa di infinitamente più bello.

Di certo, sapere come e quando è stato girato questo video dà più connotazione al tutto.

Anche noi persone attuali, comuni mortali che non possiamo essere di certo paragonati all’immortale Freddie Mercury, saranno capitato eventi di ogni tipo, belli e brutti:

  • La morte di un caro
  • La conoscenza di nuove persone
  • La visione di un film

Un esempio personale è quello che ci vuole per spiegarvi meglio questo articolo, anche se in modo generico: le cose migliori che mi hanno effettivamente cambiato la vita sono state quelle che ho preso inizialmente più alla leggera, come questo blog. Da semplice modo per sfogare la mia fame di scrivere nella speranza che qualcuno mi leggesse, è diventata una necessità per comprendere me stesso…e spero anche far sì che gli altri mi comprendano.

Gaetano e Giacinto

 

Dato il nome che portano e gli anni passati a suonare insieme, credo che solo gli Stadio potessero raccontare il calcio dei tempi di Gaetano e Giacinto, la canzone dedicata a Giacinto Facchetti e Gaetano Scirea.

Un calcio dimenticato, molto meno

  • Commerciale
  • Televisivo
  • Internazionale

In cui esisteva ancora il concetto di Bandiera, quella con la B maiuscola.

Dare la colpa al calcio per come si è evoluta la nostra vita non avrebbe senso: è sensato, invece, dare la colpa alla nostra vita per come si è evoluto il calcio.

Non sarebbe giusto nemmeno dare tutto la colpa alla pubblicità: se la pubblicità fa leva sui nostri bisogni immediati, lo fa perché noi cerchiamo di sopperire alle nostre mancanze profonde in modo immediato.

La vita può essere una splendida opera d’arte, ma occorre darle tempo.

In momenti come questo, dovremmo tutti fare nostro un proverbio (fatemelo chiamare così) abbastanza noto in campo artistico

Anche Leonardo ha disegnato scarabocchi prima di dipingere la Gioconda

 

Lovely on my hand

Un singolo spot pubblicitario dura mediamente trenta secondi.

L’azienda che lo commissiona vuole acquisire clienti o raccogliere donazioni, chi lo guarda ne è interessato o infastitidio. 

Per capire come stiano veramente le cose, occorrerebbe andare dietro le quinte, come permette di fare il video sulla campagna pubblicitaria Calzedonia del 2011,  incentrato sul venticinquesimo anniversario di attività aziendale.

Non ho contato artisti e tecnici che hanno lavorato: tanti si ricordano di Dorotea Mele per la voce o, al più, Fabrizio Campanelli per essere stato il paroliere del brano.

Il testo si riferisce chiaramente ad una coppia. Già solo questo fatto sarebbe sufficiente a porsi molte domande:

  • Perchè comporlo appositamente per uno spot?
  • Perchè proprio una campagna su un indumento indossato da (quasi) tutti?

La risposta è univoca ed è più semplice di quanto sembri a prima vista.

Generalmente, l’amore porta chi va a formare una coppia a lasciare in secondo piano gle altre persone che le hanno accompagnate fino a quel punto.

Nonostante questo, la  vita continua e, anche quando le persone non ci saranno più o non si vedranno per un po’, contribuiranno con i loro insegnamenti alla nostra personale visione del mondo.

 

Wish You Were Here

 

Tutti noi dobbiamo fare i conti con l’assenza, presto o tardi:

  • Per un lutto
  • Per un cambiamento di vita
  • Per una qualsiasi incomprensione

A volte, si riescono a ricucire i rapporti, altre volte no: quando parlo di ascoltarsi di più, intendo anche (ma non solo) avere la capacità di comprendere lo stato d’animo altrui, senza fossilizzarsi sul proprio.

Non è semplicemente una questione di empatia: del resto, non tutti ce l’hanno.  È una questione legata anche alla capacità di comprendere che non siamo da soli sulla terra ed ognuno ha diritto di prendere la propria strada, ma che anche gli altri hanno il diritto di dire la propria opinione.

Questo sarebbe il ragionamento perfetto: i rapporti umani sarebbero idilliaci, non esisterebbero più guerre, il premio Nobel per la pace non avrebbe più motivo di esistere.

Siccome la vita non è perfetta, dobbiamo rassegnarci a pensare che certi rapporti possano finire. Tuttavia, è umanamente comprensibile che, come dice Roger Waters a Syd Barrett, ogni tanto ci ritroviamo a pensare

Vorrei che tu fossi qui

Domani

 

Milano e Legnano distano fra loro meno di un’ora di automobile: impossibile non aver mai sentito parlare dei Finley!

Non tutti sono così fortunati: come ci spiega bene la canzone Domani, ci sono coppie che si amano ma che abitano ad oltre mille chilometri di distanza l’uno dall’altra e possono vedersi solo nel week-end o anche meno.

Come si suol dire

L’amore non ha confini

inoltre, fa parte della vita. A volte, però, mi domando: perchè le coppie non possono avvicinarsi fisicamente fra loro?

Se fra chi mi legge c’è anche qualcuno che sta vivendo una relazione a distanza, me lo spieghi: io non lo capisco.

Se l’amore è vero, insieme al partner si dovrebbe riuscire a trovare il modo per avvicinarsi fisicamente: forse non si vivrà sotto lo stesso tetto, ma sarebbe comunque possibile vedersi quasi ogni giorno.

Ho alcuni  parenti che si sono sposati con persone di altri continenti: è vero che è accaduto negli anni ottanta e novanta del secolo scorso, quando l’economia era decisamente migliore, ma nel ventunesimo secolo dovrebbe essere più semplice avvicinarsi e vivere insieme.

Se tutti lo facessero, nessuno dovrebbe più dire

Domani ripartirò

 

Piccolo uomo

 

Per chissà quale ragione, stamattina mi sono svegliato con in testa la canzone Piccolo uomo della compianta Mia Martini: forse perché voglio continuare il discorso di ieri.

Un testo che conoscono tutti, che parla della fine di un amore. Mi piacerebbe che in casi come quelli narrati John Belushi risorgesse per dire

È finita? Hai detto finita? Non finisce proprio niente se non l’abbiamo deciso noi.

Perché difficilmente due persone smettono di amarsi contemporaneamente: un componente della coppia si sente sollevato per aver dato la notizia all’altro, che invece si sente distrutto. Lasciarsi di comune accordo è più unico che raro,  sia che si tratti di amore, sia che si tratti di amicizia. Più spesso, l’amore continua per lungo tempo, anche quando una delle persone è morta.

Ecco uno di quei casi in cui vorrei ci fosse più dialogo, non tanto per cercare di appianare i contrasti o rimettere insieme i pezzi, quanto per puro e semplice rispetto dell’altro.

Il problema è che non è facile affrontare questi argomenti e i due interlocutori pensano sempre di essere dalla parte della ragione.

L’empatia, in questi casi, può aiutare solo fino ad un certo punto: l’istinto di conservazione e la voglia di primeggiare sull’altro tramutano il dialogo in uno scontro che raramente ha vinti e vincitori.