La poesia è una lettera d’amore indirizzata al mondo
Dalle mie veloci ricerche su internet, sembra che Charlie Chaplin non abbia mai pronunciato l’aforisma
La poesia è una lettera d’amore indirizzata al mondo
Condivisa oggi dalla pagina FacebookIl mondo del sorriso. L’unica cosa che ho trovato è un libro di Donato Danza, Giustino De Santis e Bortolo Regazzoli.
Non sono un fautore di discoteche e musica dance, non mi piace danzare, non apprezzo particolarmente Franco Battiato: allora perché parlare di Voglio vederti danzare, brano da discoteca firmato da Prezioso e Marvin?
Non aver paura della perfezione. Non la raggiungerai mai.
Vorrei farvi una domanda
Vi considerate perfetti?
Se darete una risposta affermativa, vi suggerisco di rileggere il mio post del 27 settembre scorso.
Se non avete voglia di passare da un articolo all’altro, può bastare la frase di Salvador Dalì
Non aver paura della perfezione. Non la raggiungerai mai.
Qualcuno, conoscendomi, potrebbe ridere leggendo questa affermazione sul mio blog. Visto l’argomento che sto trattando, mi sento in dovere di scusarmi con voi in questo modo: se vado in psicanalisi, un motivo ci sarà.
Per quanto possa sostenere il vocabolario, credo che la perfezione abbia due significati distinti
Il primo appartenente al nostro mondo psicologico
Il secondo appartenente al nostro mondo socio-filosofico
Fare un paragone fra mondo esterno e mondo interno sarebbe troppo sbrigativo: credo sia più completo dire che un conto è come valutiamo il mondo esterno, un altro è riuscire a stabilire oggettivamente come è il mondo.
La perfezione come l’intendeva Dalì è sicuramente irraggiungibile: tanto vale vivere seguendo i consigli di Charlie Chaplin. Il motivo è semplice e non può essere tacciato di menefreghismo: è la strada per raggiungere la felicità.
Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione.
Questa mattina, mentre andavo a lavorare, ho trovato questa frase di Charlie Chaplin
Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro.
Il Potere serve solo se vuoi danneggiare gli altri, altrimenti l’Amore è più che sufficiente
Non è la prima volta che condivido una frase di Charlie Chaplin: del resto, un personaggio che ha vissuto ottantotto anni, credo che abbia avuto molto da dire. Ironia della sorte, è stato un personaggio del cinema muto.
Il Potere serve solo se vuoi danneggiare gli altri, altrimenti l’Amore è più che sufficiente
Se penso alle parole amore e potere, non potrebbero essere più distanti fra loro: la prima ricorda la famiglia, la seconda il lavoro.
In ogni ambiente che frequentiamo, però, abbiamo a che fare con delle persone:
Clienti
Colleghi
Superiori
Usiamo questi termini per differenziare gli uni dagli altri….ma fanno tutti parte dell’insieme delle persone.
A chi non piace essere trattato amorevolmente? Salvo rare eccezioni di masochismo, credo a tutti. Eppure, vuoi per lo stress, vuoi perchè la persona che ci sta a fianco non ci è gradita, ci dimentichiamo di trattare gli altri come persone.
Qualcuno potrebbe obiettare che non tutti i caratteri sono compatibili fra loro: spesso dobbiamo frequentare anche persone che non gradiamo. Siccome non possiamo scappare, preferiamo fingere. Io ho un terzo suggerimento: state zitti ed osservate la persona per un po’ di tempo.
Ti criticheranno sempre: parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei!
Non mi piace criticare, non sono un grande fan di Charlie Chaplin: il cinema muto non mi fa impazzire. Forse avrei dovuto nascere in un’epoca più vicina a quella di Charlot per criticare costruttivamente il contenuto della frase
Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca senza applausi.