Ho preso una bella botta…

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Le dita della Iena Nadia Toffa fanno il segno di Vittoria sul letto dell’Ospedale San Raffaele di Milano

 

Il titolo del post di oggi non è l’inizio  nè di un aforisma, nè di un proverbio o di una frase qualsiasi, ma le prime parole del messaggio postato su Facebook dalla Iena Nadia Toffa  dalla camera dell’Ospedale San Raffaele di Milano dove è ricoverata a seguito del malore che l’ha colpita.

La frase di Nadia

Ho preso una bella botta, ma tengo duro

Fa ben sperare ma, nella sua semplicità, fa anche riflettere.

A volte la vita ci mette davanti a delle prove a cui dobbiamo per forza di cose tenere duro. Se lasciassimo proseguire gli avvenimenti che ci accadono senza reagire in alcun modo, non useremmo

  • Testa
  • Cuore
  • Anima

Saremmo dei computer che, dotati esclusivamente di intelligenza artificiale, analizzano i dati dando la risposta più pertinente al problema che ci si pone davanti. Ragionando così, molti dei problemi non avrebbero soluzione.

La testa che citavo nell’elenco precedente ci permette di risolvere i problemi razionali, il cuore ci permette di mettere passione nella risoluzione dei problemi ed anche in questioni più leggere.

Sull’anima occorrerebbe distinguere tra chi crede nella sua esistenza e chi no: userò il termine anima in un’ampia accezione del termine. Io lo definirei

tuttociò che non è possibile includere nei precedenti elementi: qualcosa di sottile e, pertanto, non percepibile o spiegabile

In parole più semplici, è il tenere duro a cui fa riferimento Nadia.

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Head Vs. Heart

HeadVsHeartInformazioneLibera
Head vs heart

Spero che voi non confondiate il titolo del post di oggi con quello che scrissi a proposito di Arisa tempo fa.

Comincio a credere che io e  la pagina Facebook Informazione Libera abbiamo lo stesso scopo: far pensare chi ci legge.

Ironia della sorte, è stata la frase

Head vs Heart 

a farmi gingere a questa conclusione.

Lo sfondo dell’immagine amplifica il concetto: mi ricorda uno schermo televisivo quando manca il segnale di ricezione o quando il segnale è disturbato.

Ci sono persone che ragionano, ammesso che il verbo sia adatto

  • Solo con il cuore
  • Solo con la testa
  • Con entrambi questi organi

Per esperienza personale, posso dirvi che i primi due modi non fanno raggiungere risultati e, anzi, fanno stare male: è proprio perchè ragionavo solo con la testa che sono finito dalla psicanalista.

Ragionare solo con i sentimenti potrebbe sembrare più logico, per usare un ossimoro. Sicuramente, vi sentirete la testa leggera, ma ricordate che siamo esseri pensanti, perciò non ci vorrà molto ad una persona più equilibrata di voi per smontare il vostro ragionamento, ammesso che si possa usare questo termine.

Non crediate che gli altri non si accorgano che stiate ragionando in uno di questi due modi: anzi, se ne accorgono…eccome! Putroppo, come dico sempre io

Sono tutti psicanalisti col cervello degli altri

Per stare bene, il consiglio che vi dò è quello di imparare a dosare forze emotive e forze cerebrali.

Conosciamo noi stessi solo fin dove siamo stati messi alla prova

Verso della poesia "Appello allo Yeti" di  Wislawa Szymborska
Conosciamo noi stessi solo fin dove siamo stati messi alla prova. Ve lo dico dal mio cuore sconosciuto

Se usato bene, internet ci può far conoscere molte cose: basta essere un po’ curiosi. Grazie alla pagina Facebook Informazione Libera, oggi ho conosciuto un Premio Nobel a me sconosciuto: Wisława Szymborska.

Proprio la parola sconosciuto è quella che mi ha colpito di più nella frase contenuta nella poesia

Conosciamo noi stessi solo fin dove siamo stati messi alla prova. Ve lo dico dal mio cuore sconosciuto

forse perché è associata al cuore…Chi lo sa?

Trovo comunque profondamente vero che una persona non si conosce mai abbastanzasia che parliamo di altri, sia che parliamo di noi stessi.

Una persona può conoscere gli altri e sé stessa solo giorno per giorno, per esempio

  • Mettendosi alla prova
  • Facendo nuove esperienze
  • Confrontandosi con gli altri

A volte è semplice, altre volte occorre aspettare l’occasione giusta. Ma come si fa a riconoscere quale sia l’occasione giusta? Occorre seguire l’istinto.

Qualcuno troverà buffo questo mio consiglio, visto che mi considerano ancora molto cerebrale, ma è solo la metà del tutto.

Il cervello serve a posteriori: riflettendo su quanto ci è accaduto in passato, capiremo il nostro presente.

Tutto è in disordine: i capelli, il letto, le parole. Il cuore. La vita

Frase di Jack Kerouac tratta da "Storie di ordinaria follia"
Tutto è in disordine: i capelli, il letto, le parole. Il cuore. La vita

Chi mi conosce, sa che sono una persona disordinata. Se fosse solo una questione di educazione oppure estetica, potrei imparare ad essere più ordinato.

Putroppo, la frase di Jack Kerouac ci dimostra che non è così semplice

Tutto è in disordine: i capelli, il letto, le parole. Il cuore. La vita

Il disordine visibile non è nient’altro che una dimostrazione pratica del fatto che la vita non è sempre rosa e fiori. Naturalmente, tutti dobbiamo fare i conti con imprevisti piccoli e grandi.

Ciò che ci rende difficile la vita non sono gli imprevisti quotidiani, ma ciò che ci turba da lungo tempo e che non sappiamo come risolvere.

Tutti hanno una situazione simile, seppure per motivi diversi da persona a persona. Sono mesi che predico il maggior ascolto reciproco piuttosto che il chiudersi in sè stessi…ma nessuno mi ascolta mai, come direbbe la mia amica Luna.

Trovo semplicemente ridicolo il fatto che tutti noi non riusciamo a risolvere i nostri problemi da soli, ma ci prodighiamo come forsennati in consigli per il prossimo, ergendoci a maestri di vita, per poi non essere ascoltati.

Il dialogo e l’aiuto reciproco potrebbero essere soluzioni ottimale a tutto questo, non trovate?

Noi gente pazza ragioniamo con il cuore

Immagine dalla pagina Facebook "Dillo con il cuore"
Noi gente pazza ragioniamo col cuore

È la prima volta che parlo di una frase trovata sulla pagina Facebook Dillo con il cuore e non avevo notato l’assonanza fra testo proposto e nome della pagina

Noi gente pazza ragioniamo col cuore

L’immagine è emblematica: Heath Ledger nei panni del  Joker come immaginato da Christopher Nolan. Un personaggio facente parte dell’iconografia classica della pazzia rappresentato (nell’ ideologia benpensante comune) da un drogato mentre fuma una sigaretta. Guardandola di sfuggita, si potrebbe confondere con un fotogramma de Il Corvo, altro caso in cui la pazzia di certi personaggi è abbastanza evidente.

Mi piacerebbe poter etichettare questa affermazione come

Una cagata pazzesca

Per citare un film in cui il regista cita La corazzata Potëmkin: putroppo, non posso farlo.

motivi sono tre:

  1. Esiste sempre un modo razionale per raggiungere il risultato desiderato
  2. Dobbiamo comunque fare i conti con la nostra emotività
  3. Non sempre il modo razionale è la scelta migliore

In questo periodo, per esempio, la mia amica Linda sta cercando di riavvicinarmi ad una conoscenza comune: razionalmente parlando, basterebbe chiedersi scusa reciprocamente e continuare la nostra amicizia come se nulla fosse.  In pratica,ci sono stati dei cambiamenti sia nella mia vita che in quelli dell’altra persona che renderebbero tutto molto complicato.

A volte vorrei che cuore e razionalità fossero molto più vicini.

So che non è molto…ma è tutto ciò che ho

Tatuaggio con bambino e cuore in mano
So che non è molto…ma è tutto ciò che ho

Oggi sulla pagina Facebook amore è poesia ho trovato l’immagine di un insolito tatuaggio. Come potete vedere, raffigura un bambino a braccia tese, che regge con le mani un cuore. Altri cuori completano la figura.

Il tutto è completato dalla frase

So che non è molto…ma è tutto ciò che ho

Come hanno commentato già molti miei contatti, non è certo poco. Il problema è proprio questo: prestiamo troppa attenzione al gesto in sè e troppa poca attenzione al significato emotivo di quel gesto. Faccio un piccolo esempio, calzante con il periodo che stiamo vivendo. Fra quattro giorni, quando scarterete i regali di Natale, forse troverete sotto l’albero qualcosa che non sarà di vostro gradimento.

Posso immaginare la delusione che proverete: non importa che non siate più bambini. Considerate, però, che la persona ha pensato a voi: vi ha fatto un regalo che riteneva di vostro gradimento.

Non penso che i regali siano fatti semplicemente per mantenere un usanza: si fanno solo se si vogliono fare. Escludendo questa ipotesi, si giunge a due sole possibili conclusioni:

  1. La persona che vi ha fatto il regalo vi conosce poco
  2. Voi non vi siete aperti abbastanza con questa persona

Ci vuole poco a smontare la prima ipotesi: generalmente, non siamo portati a regalare qualcosa a persone appena conosciute (anche se sarebbe bello, devo ammetterlo).

Dunque, resta in piedi solo la seconda ipotesi: cosa intendete fare?

Le persone sensibili sono fatte così…

Frase di Agostino Degas
Le persone sensibili sono fatte così: fanno tutto col cuore. E se anche ce l’hanno pieno di cicatrici, non cambieranno mai. Continueranno a fare tutto col cuore

 

Come sono fatte le persone  sensibili? A questa domanda cerca di rispondere Agostino Degas

Le persone sensibili sono fatte così: fanno tutto col cuore. E se anche ce l’hanno pieno di cicatrici, non cambieranno mai. Continueranno a fare tutto col cuore

In effetti, è vero: per le persone sensibili, il cervello è solo un organo al servizio del cuore…perchè al cuore non si comanda.

Qualcuno potrebbe domandarsi

è possibile mettere a tacere il cuore?

Tecnicamente, è possibile: io l’ho fatto per molto tempo…ma, per altrettanto tempo, sono stato male. Il mondo appare in bianco e nero e i sentimenti hanno fatto di tutto per uscire allo scoperto.  Non pensate che io sia il solo: in passato, ho conosciuto molte persone che avevano fatto lo stesso. I risultati sono stati i medesimi.

Non c’è nulla di giusto, nè nulla di sbagliato nelle persone sensibili: è semplicemente l’aspetto predominante di un carattere.

Altri aspetti caratteriali possono far sembrare una persona sensibile

  • Scontrosa
  • Triste
  • Apatica

Credo che sia un messaggio interno: la sensibilità cerca di uscire in qualche modo, ma è tenuta sotto controllo dal cervello. Chi soffre per non riuscire ad esternare la propria sensibilità sta compbattendo una sorta di battaglia interna, che può essere interrotta accettando le persone sensibili come parte del nostro vivere quotidiano.