Se osserviamo, la natura ci insegna sempre l'indipendenza e il non – conformismo

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Se osserviamo, la natura ci insegna sempre l’indipendenza e il non – conformismo

Questo articolo farà più che sorridere chi mi conosce di persona.

La frase condivisa da Ghiandola pineale – il terzo occhio recita

Se osserviamo, la natura ci insegna sempre l’indipendenza e il non-conformismo

Vi invito ad osservare l’immagine: un albero è cresciuto al di fuori della gabbia che qualcuno aveva costruito intorno a lui. Possiamo parlare di indipendenza, non conformismo o di libertà?

La differenza è sostanziale. L’albero aveva solo due scelte davanti a lui

  • Crescere all’interno dello steccato
  • Crescere al di fuori dello stesso

Mi sembra che questa sia una scelta anticonformista. Purtroppo, siamo persone, non alberi: io vorrei essere più anticonformista, ma devo comunque fare i conti con l’educazione ricevuta e le regole sociali che mi hanno imposto e che mi sono auto-imposto.

Perché accade questo? Perché  l’uomo è un animale sociale: deve vivere e convivere con gli altri.

Ammetto che – in vita mia – ho esasperato questo concetto: non mi sono mai concesso un attimo di libertà, finendo per tarparmi le ali da solo.

Come in tutte le cose, occorre seguire una giusta misura: concedersi un attimo di pazzia ogni tanto non può fare che bene, ma non dobbiamo mai dimenticarchi che esistono anche gli altri.

Che fatica dimostrare un'indifferenza che non si prova

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Che fatica dimostrare un’indifferenza che non si prova

Oggi la pagina Facebook Una pioggia di te ha condiviso la frase di una certa Arianna

Che fatica dimostrare un’indifferenza che non si prova

Trovo che l’immagine usata per lo sfondo sia appropriata: alberi sempreverdi sotto il gelo invernale….Quale migliore metafora per indicare che – anche quando dimostriamo freddezza – siamo comunque vivi?

La metafora può andare persino oltre: superare l’inverno non è cosa semplice, né per le piante, né per gli animali, né per gli esseri umani.

A livello emotivo, la cosa può risultare ancora più difficile: quante volte fingiamo di stare bene, ma in realtà stiamo reprimendo le nostre emozioni? Io lo faccio infinite volte perché:

  • L’ufficio non è il luogo adatto
  • Vivendo solo, a casa non saprei con chi sfogarmi
  • Le rare volte che esco a divertirmi, non è il momento adatto

Lo ammetto: è stata una strategia perdente! Ansia e depressione mi hanno aggredito.

Una cosa che richiederei all’umanità, cioè a tutte le persone, è quella di dedicarsi almeno venti minuti al giorno ad ascoltare il prossimo ed altrettanti ad ascoltare sé stessi. Probabilmente, non risolveremmo le guerre, ma di sicuro sarebbe una piccola rivoluzione nei rapporti interpersonali.

Purtroppo, sembra che la maggior parte della gente abbia deciso di curare il proprio corpo, non il proprio spirito.

Non sono questioni religiose come potrebbe sembrare a prima vista. La realtà è molto più semplice. Non vogliamo rispondere ad una semplice domanda

Cosa sto provando in questo momento?

Sia nel momento in cui siamo noi a stare male, sia quando (grazie all’empatia) vediamo qualcuno di afflitto. Se lo facessimo staremmo tutti meglio: purtroppo, siamo sempre più egoisti e sordi…anche verso noi stessi.

Alla fine, va così

VaCosi
Alla fine va così…ti stanchi di esserci, di metterci il cuore laddove cuore non c’è. Ti stanchi di esserci per chi non c’è. Ti stanchi di aspettare il nulla perché, anche se nulla ti aspettavi, un abbraccio forse te lo meritavi. Alla fine va così…senza far rumore, in punta di piedi, te ne vai.

Mi hanno sempre detto che i miei peggiori difetti sono quelli di non riuscire a perdonare e quello di commiserarmi troppo per la mia scarsa vita sociale.

Non voglio rendere pubblica la diagnosi della mia terapeuta, ma citare una frase che ben spiega il mio modo di agire.. Il fatto che sia stata condivisa dalla pagina Facebook vabbè è un caso, ma – ironicamente – questa parola  è anche il mio segno di resa definitiva

Alla fine va così…ti stanchi di esserci, di metterci il cuore laddove cuore non c’è. Ti stanchi di esserci per chi non c’è. Ti stanchi di aspettare il nulla perché, anche se nulla ti aspettavi, un abbraccio forse te lo meritavi. Alla fine va così…senza far rumore, in punta di piedi, te ne vai.

Stando alle statistiche del mio cellulare, sono più le chiamate fatte che quelle ricevute, segno inequivocabile che mi sono circondato delle persone sbagliate. Da timido quale sono, ho sempre preferito la gente solare, come se potessero riattivarmi.

Se pensate che io volessi usare queste persone, non mi conoscete abbastanza: sono molto empatico, perciò stare vicino a persone più chiuse mi avrebbe – probabilmente – trasformato in una larva…e queste persone non avrebbero avuto colpa.

Il  problema è che spesso confondo le persone solari con quelle che fingono di essere solari: un conto è la persona che sei, un altro il ruolo che reciti.

Quando la recita non mi piace più, me ne vado: non pretendo mi rimborsino il biglietto…ma in questo teatro non mi vedrete più.

Io l’ho capito, spero che una mia amica lo capisca presto e giunga alle mie stesse conclusioni.

Tutti i giudici la bocciano…

Ancor prima di visualizzare il video di stasera ho capito che mi sarebbe piaciuto, perché sono stato attratto dal titolo scelto dalla pagina Facebook Video incredibili, anche se ho trovato una versione migliore su youtube

Tutti i giudici la bocciano, ma quando lei capovolge il quadro…wow!

Non è possibile riassumere ciò che accade nelle scene riprese: bisogna vedere tutto fino alla fine!

Trovo queste immagini una fantastica metafora della vita:

  • Quante volte pensiamo che la nostra vita potrebbe essere migliore?
  • Quante volte ci sentiamo giudicati da altri che poco sanno di noi?

In entrambi i casi, una risposta plausibile potrebbe essere

Molto più spesso di quanto non vorrei

Quando ci sentiamo giudicati da altri o da noi stessi, dobbiamo considerare tre cose:

  1. Solo noi conosciamo la nostra vita passata
  2. Nessuno la conosce meglio di noi
  3. Nè noi, nè altri possono prevedere il futuro

Prendendo spunto dal finale di questo video, vi propongo un piccolo esercizio: questa sera, prima di addormentarvi, ripensate alle ultime vicende che vi hanno reso tristi. Cercate di visualizzarle con il distacco che solo il tempo sa darvi: vi sembrano ancora così tanto brutte? Hanno un grandissimo pregio: vi hanno reso ciò che siete adesso…metaforicamente, vi renderete conto che siete un grandissimo quadro, con una qualità in più: siete vivi!

Ti chiedono se ti sei laureato, sposato, se hai avuto figli, come se la vita fosse la lista della spesa

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Ti chiedono se ti sei laureato, sposato, se hai avuto figli, come se la vita fosse la lista della spesa

Poche ore fa, la mia amica Tamara ha condiviso sulla sua pagina Facebook un immagine dalla pagina Quello che le ragazze non dicono.

Ciò che è importante, in questo caso, è il testo

Ti chiedono se ti sei laureato, sposato, se hai avuto figli, come se la vita fosse la lista della spesa

l’immagine in sé ci comunica solamente che si trova su un sito da ragazze.

Le parole  rivelano un insieme di domande quasi di circostanza, come se – superata una certa età –  certe condizioni di vita siano acquisite:

  • Se non ti laurei in tempo, non ti laureerai mai
  • Se non ti sposi entro i trent’anni, sarai single o convivente a vita
  • Se non avrai figli entro lo stesso termine, non avrai una discendenza

Che sorpresa riceviamo quando veniamo a sapere che una persona ha cambiato la sua condizione dopo la fatidica soglia!

Non credo sia il caso di farvi un esempio personale: una cosa del genere sarà capitata sicuramente a molti di voi.

In questo caso, però, vorrei chiedervi

Perché restiamo convinti che la nostra vita non possa cambiare mai?

 

Perché là dove non c’è guarigione possa esserci almeno un po’ di comunione. E così facendo, ogni figlio può rimediare agli “sbagli” del Padre

Frase di Padre Alberto Caccaro
Perché là dove non c’è guarigione possa esserci almeno un po’ di comunione. E così facendo, ogni figlio può rimediare agli “sbagli” del Padre

La frase di stasera è stata postata sul proprio profilo Facebook da un collega. Per garantire la sua privacy, ne ho coperto il nome. Ogni tanto, per fortuna, anche le persone che frequento di persona dicono cose sensate:

Perché là dove non c’è guarigione possa esserci almeno un po’ di comunione. E così facendo, ogni figlio può rimediare agli “sbagli” del Padre

Anche senza aver mai sentito parlare di padre Alberto Caccaro o essere credenti se ne possono apprezzare le parole, anche se la lettera maiuscola fa intuire facilmente a quale Padre si riferisca.

Il virgolettato può far sorridere dato che…quel Padre non sbaglia mai. Qualcuno lo chiama fato, qualcun altro destino, altri ancora fede…ma non è il caso di fare il pignolo, come mi ha accusato ironicamente di essere la mia amica Angelica.

Qualunque sia la vostra parola preferita per definire tutto questo, il concetto è sempre il medesimo: al mondo non siamo soli…ma ci comportiamo come se lo fossimo putroppo.

Trovo amaramente ironico che l’aiuto sia la cosa che più chiediamo a questo mondo…e quella che siamo disposti a dare.

Chiedere aiuto è visto come segno di debolezza, dare aiuto richiede tempo…ma non vi sentite forse meglio quando aiutate qualcuno o avete risolto un problema grazie all’aiuto cdei qualcuno?

Più che di sbagli, nel caso del Padre, dovremmo parlare di segnali che ci indicano una strada:

  • Se abbiamo bisogno di aiuto, bisogna chiederlo
  • Se possiamo dare una mano, dobbiamo darla

Non credo che il diavolo c’entri molto, in questi casi: c’entra più l’indifferenza della società odierna.

 

 

 

Oggi parleremo di un fenomeno sovrannaturale: "la sfida accettata"

Fotomontaggio di Piero Angela a Superquark
Oggi parleremo di un fenomeno sovrannaturale: “la sfida accettata”

Non so come si divertano i bambini all’asilo attualmente ma, ai miei tempi, spesso facevamo il gioco del telefono.

Il fotomontaggio proposto dalla pagina Facebook figli del Kaos me lo ricorda molto.

Piero Angela introduce il primo servizio della serata con la frase

Oggi parleremo di un fenomeno sovrannaturale: “la sfida accettata”

Basta prendere un qualsiasi articolo su internet per capire che il messaggio reale o, per meglio dire, il suo scopo è stato travisato.

Se non apprezzassi internet, probabilmente non avrei nemmeno aperto questo blog: comunque la rete non è il mezzo di comunicazione perfetto che molti credono.

Ai tempi dei nostri nonni, c’era la convizione che una cosa detta in televisione fosse assolutamente fondata. Oggi è cambiato il mezzo, ma il concetto resta il medesimo. Gli utenti sembrano pensare

Se è scritto su internet, allora è vero

 

Ci sentiamo tutti dei moderni giornalisti, dimenticando leregole fondamentali del giornalismo:

  • Controllare le fonti
  • Ragionare
  • Non lasciarsi prendere dall’emotività

Col tempo, la situazione sta addirittura peggiorando: vi ricordate dell’Ice Bucket ChallengeScopi e modalità erano molto simili alla campagna attuale. Tuttavia, quella volta nessuno perse di vista l’obiettivo

Oggi non ho parlato molto dell’immagine semplicemente perchè voglio invitarvi a ragionare…possibilmente con la vostra testa.

 

Giorgia fa gli auguri ad Alex Baroni con un commovente messaggio su Facebook

La notizia è apparsa sul sito de L’Huffington Post il 22 dicembre scorso, ma è stata condivisa su Facebook solo oggi

Giorgia fa gli auguri ad Alex Baroni con un commovente messaggio su Facebook

Che Giorgia fosse la compagna di Alex Baroni è un fatto risaputo, così come è risaputo che la Todrani si è rifatta una vita, con un nuovo compagno ed un figlio.

Considerando tutto, il post di Giorgia, che riporto

Nel giorno del suo compleanno trovo giusto ricordare col suo pubblico che mai dimentica Alex Baroni, l’artista che è stato e la sua voce eccezionale e per sempre unica

 

risponde – a suo modo – alle domande esistenziali che ognuno di noi si pone:

  1. Esiste una vita dopo la morte?
  2. L’amore è eterno?

Anche se indirettamente, Giorgia risponde affermativamente: per quale altro motivo avrebbe dovuto postare una frase del genere?

Un dubbio potrebbe venire: Giorgia potrebbe domandarsi

Come sarebbe stata la mia vita se Alex fosse ancora vivo?

Il fatto di essere un personaggio pubblico, non la esclude dall’essere anche una persona: quando un nostro caro è venuto a mancare, la sua domanda ce la siamo posti tutti

Perchè dovremmo smetterla di stereotipare le persone

Che i Social Network possano essere usati per condividere pubblicità è cosa nota, così come è noto che la pubblicità sia fatta per vendere o per raccogliere sostenitori, come nel caso della politica o della Pubblicità Progresso.

La domanda che mi pongo e che vi pongo stasera è

La pubblicità commerciale può anche far riflettere?

Se ci limitiamo all’Italia, fatico a ricordare uno spot commerciale che sia riuscito in questo intento. Probabilmente, non sono l’unico ad avere questa difficicoltà, visto che La Repubblica ha pubblicato sul suo sito e sulla sua pagina Facebook la pubblicità della televisione pubblica danese.

Inoltre, il video è stato condiviso anche dalla Pagina Psicologia applicata, segno che anche gli psicologi trovano in questo spot un messaggio che va ben oltre i fini commerciali.

Gli indizi raccolti fin qui, mi duole dirlo, mi portano alla conclusione che probabilmente  noi italiani siamo troppo legati ai preconcetti dettati da varie motivazioni

  • Insegnamenti
  • Vita vissuta
  • Credenze

Tutte cose giuste fino a quando non ci scontriamo con la realtà dei fatti. Inoltre, ci dimentichiamo una cosa importante: una persona è molto di più di quanto ci possa apparire a prima vistaIn Germania se lo ricordano bene: c’è stato un tizio che ha ammazzato sei milioni di persone e ha condannato a morte  settantotto milioni di suoi connnazionali.

Buffo a dirsi, quella stessa persona ha usato per i suoi scopi la pubblicità, sfruttando il fatto che la gente non è abituata a riflettere.

 

Va pensiero su l'ali…d'orate?!?

Va pensiero sulle ali d'orate
Va pensiero sulle ali d’orate

Visto che oggi è venerdì, ho deciso di parlare di un argomento leggero ed ironico.

Come potete vedere dall’immaginetrovata su Facebook,  questo noto veicolo commerciale è visibilmente di proprietà di un Leghista…ma lo è veramente?

Poichè il famoso coro Va, pensiero è stato proclamato l’inno ufficiale del (non) ufficiale Stato della Padania, dovrebbe essere ben noto ai suoi abitanti.

L’adesivo affisso sul retro di questo veicolo, invece, recita

Va pensiero sulle ali d’orate

Non mi risulta che le orate abbiano le ali, ma potrei sbagliarmi.

Forse qualcuno sorriderà a questa mia battuta: il mio intento era quello di ironizzare su una frase, non certo denigrare una persona. Allora mi domando: perchè ce la siamo presi tanto per una vignetta satirica su un fatto?