Se ti rende felice – If it makes you happy

John Lennon aveva già stabilito durante la scuola che il suo scopo era fare qualcosa che lo rendesse felice. In fin dei conti, è la stessa cosa che continuo a ripetere anche io: una persona dovrebbe fare ciò che lo rende felice.

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Quando esci un’ora prima dal lavoro e vedi gente

 

Quando esci un’ora prima da lavoro e vedi gente che vive e fa cose
Quando esci un’ora prima da lavoro e vedi gente che vive e fa cose

Il motivo per cui mi piace tanto camminare e prendere i mezzi pubblici é perché si vede gente che va in giro. Sinceramente, a volte ho la stessa espressione di Willy all’arrivo sul taxi a Bel Air.

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Suor Cristina Scuccia è tornata con “Felice”

Se non fosse cantato da Sister Cristina, alias Suor Cristina Scuccia (la vincitrice dell’edizione 2012 del talent The voice of Italy) il brano Felice sembrerebbe banale: la dedica ad un amico o ad un generico amore ferito.

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Buon giovedì 1 marzo: che questo mese possa portare …

 

Auguri di buon 1 marzo
Che questo nuovo mese possa portare tanta serenità a noi e alle nostre famiglie. Che sia un mese di rinascita, di nuove emozioni, di dolci ricordi. Un mese pieno di pace e di amore per tutti

Per celebrare l’inizio del mese di marzo, la pagina Facebook I battiti del cuore ha voluto fare un augurio particolare ai propri utenti tramite la frase

Che questo nuovo mese possa portare tanta serenità a noi e alle nostre famiglie. Che sia un mese di rinascita, di nuove emozioni, di dolci ricordi. Un mese pieno di pace e di amore per tutti

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La ricerca della felicità

Locandina del film "La ricerca della felicità"
La ricerca della felicità

Solo in un caso precedente ho proposto una locandina parlando di un film. Anche in questo caso, lo faccio perché è difficile proporre una scena emblematica a proposito di La ricerca della felicità.

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Opera visiva di Guy Billout

Opera visiva di Guy Billout
Opera visiva di Guy Billout

Di solito, mi concentro su una frase o una canzone per scrivere un articolo, lasciando l’immagine di contorno. Anche un’opera visiva (non necessariamente un quadro) ha molto da dire.

 

Oggi debbo per forza concentrami sull’immagine  realizzata da Guy Billout che ho trovato sulla pagina Facebook Informazione libera…perché la frase non c’è.  La donna bionda è triste in mezzo ad un prato fiorito, mentre la donna mora è felice in mezzo ad una realtà desertica perchè ha trovato un singolo fiore. Una siepe funge da divisorio fra i due mondi.

Guy Billoutt ha scelto di rappresentare con l’immagine di due donne  la differenza fra

  • Felicità ed infelicità
  • Ricchezza e povertà materiale
  • Ricchezza e povertà emotiva

La donna in alto trova un fiore e salta dalla felicità, come se avesse visto per la prima volta un’opera d’arte. La donna in basso, seduta con la schiena appoggiata all’altro lato della stessa siepe, è triste nonostante abbia un intero prato fiorito a sua disposizione.

Trovo che sia una rappresentazione grafica e floreale del proverbio

I soldi non fanno la felicità

o, per meglio dire, di quanto i poveri sappiano apprezzare le piccole cose ed i ricchi no. Non voglio denigrare i milanesi, che mi hanno – in un certo senso – adottato da tanti anni, però io mi sentirei più a mio agio in mezzo a quella realtà desertica della ragazza bruna piuttosto che nel prato fiorito della ragazza bionda. Fuor di metafora: preferisco un Kebap in mezzo alla strada ad una cena in ristorante stellato.

L’importante, per me, è essere in compagnia: questo simboleggiano i fiori. Per esempio: preferite andare ad un concerto  sentendovi da soli in mezzo ad una folla, oppure andare ad ascoltare un coro di monaci tibetani insieme ad un amico? Io preferisco la seconda opzione: non è importante ciò che si fa, l’importante è farlo insieme.

Qualsiasi cosa ti faccia felice, vivila più che puoi

Frase di un anonimo
Qualsiasi cosa ti faccia felice, vivila più che puoi

Esiste una differenza sostanziale fra vivere sopravvivere, come ben spiega la frase anonima di stasera, perché non sono assolutamente certo che l’abbia pronunciata Paulo Coelho

Qualsiasi cosa ti faccia felice, vivila più che puoi

Forse esagerando, considero tutti i doveri necessari alla nostra sopravvivenza: chi di noi non vorrebbe fare un lavoro non solo appagante, ma anche divertente? Purtroppo, è una cosa riservata a pochi eletti.

La giornata , però, può essere suddivisa in tre periodi:

  • Tempo del lavoro
  • Tempo dello svago
  • Tempo del riposo

Solo pochi eletti possono divertirsi lavorando. Per l’uomo comune, è proprio nel secondo periodo che può esprimere veramente sé stesso e provare una sensazione di felicità.

Invece di fare il solito esempio relativo a persone che conosco, oggi posso – finalmente – parlare di me stesso. Nessuno mi ha ordinato di aprire questo blog, né guadagno qualcosa da ogni articolo: è una semplice passione, ammesso che le passioni possono essere definite semplici.

Proprio la passione mi fa vincere la stanchezza della sera: scrivere è una cosa che mi rilassa, come avevo già scritto tempo fa.

A volte possiamo essere derisi per le nostre passioni: non dobbiamo cadere nel tranello di rinunciare.  Spiegare ad altri quanto ci faccia stare bene praticare una certa attività richiede una forte dose di empatia reciproca.

Con il tempo, la nostra passione emergerà: ogni volta che vedo che mettete un like ad un mio articolo, significa che capite ciò che provo quando scrivo.

Fai in modo che la felicità sia il tuo unico vizio

 

Il vizio di Marilyn Monroe
Fai in modo che la felicità sia il tuo unico vizio

Oggi la mia amica Linda, che ha il vizio di pubblicare contenuti interessanti sul suo profilo Facebook,  ha scelto  una frase di Marilyn Monroe

Fai in modo che la felicità sia il tuo unico vizio

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Hai mai conosciuto qualcuno che fosse felice e sano di mente?

Striscia di Charles Schultz
Hai mai conosciuto qualcuno che fosse felice?

Il titolo di stasera può sembrare provocatorio, ma volevo solo riassumemere le due frasi che compongono questa striscia di Charles Schulz.  Come vedete, Linus domanda a Lucy

Hai mai conosciuto qualcuno che fosse felice?

Snoopy di avvicina saltellando e da un bacio alla bambina. L’accaduto fa esclamare a Linus

E che fosse ancora sano di mente, intendo…

Nella vignetta in alto a destra, si nota una data: 18 ottobre 2004. In quel periodo, gli americani stavano ancora combattendo in Iraq: consciamente o meno, tutto il mondo stava con il fiato sospeso nella speranza che non si scatenasse un nuovo conflitto mondiale. Parlare di felicità allora, sembrava una cosa da folli.

Anche se non lo ammettiamo, essere felici può sembrare folle nella maggior parte dei casi ancora oggi: perchè?

Credo che sia una questione di prospettiva: tendiamo a pensare che gli eventi negativi passati possano ripetersi anche in futuro. Questo è vero, però voglio farvi una domanda

Non vi siete forse rialzati e vi siete ripresi dopo un evento negativo?

Certo, occorre tempo…ma ciò non significa che non accada.