Non dir di me finché di me non sai,

NonDirMeFincheNonSaiPensaTePoiDirai
Non dir di me finché di me non sai, pensa di te poi di me dirai

I proverbi sono strani: nessuno potrà mai dire chi ha pronunciato per primo una determinata frase, ma tutti trovano nel testo qualcosa di profondamente giusto.

La frase di stasera ben rispecchia queste caratteristiche

Non dir di me finché di me non sai, pensa di te poi di me dirai

Un concetto talmente condivisibile che l’immagine non mente: è stata scritta su pietra!

 

Le persone parlano molto degli altri, ma parlano pochissimo di sè stesse. In entrambi i casi, spesso lo fanno in modo improprio

  • Elogiano sè stesse e chi gli sta vicino
  • Trovano difetti in chi non fa parte della propria cerchia
  • Biasimano chi non la pensa come loro

Mi domandoperchè ci comportiamo così? Se avete una risposta, sarò felice se la scriverete nei commenti di questo articolo, perchè io non so proprio cosa pensare.

Di certo, la vita ha forgiato in modo diverso il carattere di tutti noi, ma non riusciamo a fare una riflessione banale: la nostra vita ed il nostro modo di pensare vale quanto quella del prossimo!

Il modo per risolvere il problema sarebbe molto semplice: lasciare che gli altri parlino di sè stessi e chiedere qualsiasi chiarimento venga in mente. Eppure, tanti saltano questi passaggi per giungere alle più classiche delle conflusioni affrettate e sbagliate.

Il carattere ha sicuramente una forte influenza in tutto questo: c’è chi è più sanguigno e chi più pacato, chi più riflessivo e chi più irruento. A prescindere dal carattere, però, nessuno pensa al modo in cui il prossimo reagisce a certi eventi.

 

 

Non c'è bisogno di grandi cose….

NonBisognoGrandiCoseCiaoCiSonoAttenzionePiccolaSollievoGiornateBuie

Oggi ho trovato una frase sulla pagina Facebook Vabbè di cui sembrerebbe superfluo parlarne

Non c'è bisogno di grandi cose; Un "Ciao", "Io ci sono", un'attenzione piccola masincera, talvolta è di sollievo anche nelle giornate più buie

Invece, credo sia importante parlarne, perchè sono proprio le piccole attenzioni quelle che dimentichiamo più spesso.

I problemi alla base di qesto comportamento sono sempre gli stessi:

  • Egocentrismo
  • La propensione a credere che tutti debbano cavarsela da soli
  • La propensione a credere che i nostri problemi siano peggiori di quelli altrui, salvo rare eccezioni
  • La supposizione di non sapere cosa fare

Invece, molto spesso, basta molto meno di quanto crediamo. Per spiegarmi meglio, devo fare un esempio. Circa un mese fa, conobbi Eric, figlio della mia amica Linda. Linda mi aveva fatto sapere che Eric aveva la passione per le canzoni rap: Eric non ascolta canzoni rap…compone proprio canzoni rap. Sapendo questo, ebbi l'idea di regalare ad Eric un quaderno personalizzato con il proprio nome dove poter comporre testi e – perchè no – appuntare i suoi pensieri. Ebbi proprio l'impressione di aver indovinato il regalo: Eric aveva lo sguardo raggiante.

In quel caso, l'empatia aveva giocato a mio favore, altre volte devo meditare più profondamente. L'esempio fatto non serve certo ad auto-elogiarmi, ma vuole solo farvi notare quanto sia semplice aiutare il prossimo, spesso con poco tempo e poco sforzo.

L'importante è – comunque – riflettere sulla situazione altrui: troverete sicuramente un piccolo gesto che possa alleviare un po' la sua pesante condizione.

Chissà se un giorno quelli che contano ci diranno a quanto sono arrivati

Immagine dalla pagina Facebook "Informazione Libera"
Chissà se un giorno quelli che contano ci diranno a quanto sono arrivati

Proprio nel giorno in cui il re dei social Gianluca Vacchi balza agli onori della cronaca per un’attività che non ha nulla a che fare con Instagram, ho trovato questa immagine sulla pagina Facebook Informazione Libera: una scritta in pennarello incorniciata.

Anche se la fotografia è leggermente sfocata, la frase si legge benissimo

Chissà se un giorno quelli che contano ci diranno a quanto sono arrivati

Sembra quasi una risposta alla famosa battuta di Alberto Sordi ne Il marchese del Grillo

Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazzo!

ma ripetuta a bassa voce, sospirando una vita che appartiene ad altri, non a noi.

Non so se sia giusto avere questa forma di invidia, ma trovo giusto cercare di migliorarsi continuamente, anche a livello sociale. A volte, dobbiamo ricominciare da zero, più spesso possiamo fare riferimento

  • Al nostro modo di vivere
  • Al nostro modo di pensare
  • Alle nostre passioni

Se crediamo di non avere più passioni, occorre sperimentare cose nuove. Se non troviamo subito qualcosa di nuovo, dobbiamo osservare il mondo e capire cosa ci piace veramente e provarlo.

Io ho trovato questo blog ma, forse, è solo la prima delle tante cose che troverò anche in futuro.

Spero che anche voi riuscirete a trovare più di una passione.

 

 

Quando sei davanti a due decisioni, lancia in aria una moneta…

Quando ti trovi davanti a due decisioni, lancia in aria una moneta
Quando ti trovi davanti a due decisioni, lancia in aria una moneta. Non perché farà la scelta giusta al posto tuo, ma perché nell’esatto momento in cui la moneta è in aria, saprai improvvisamente in cosa stai sperando

È strano: è la seconda volta che parlo di Bob Marley e – per la seconda volta – cito solo una sua frase nonostante sia stato un cantante. Probabilmente lo farei anche lanciando in aria una moneta, come suggerisce Bob

Quando ti trovi davanti a due decisioni, lancia in aria una moneta. Non perché farà la scelta giusta al posto tuo, ma perché nell’esatto momento in cui la moneta è in aria, saprai improvvisamente in cosa stai sperando

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C'è una vita da vivere, ci sono biciclette da inforcare, marciapiedi da passeggiare e tramonti da godere

Frase di Cesare Pavese
C’è una vita da vivere, ci sono biciclette da inforcare, marciapiedi da passeggiare e tramonti da godere

Spero che gli aministratori della pagina Facebook Informazione Libera non se ne abbiano a male: la frase da loro proposta è molto bella, ma ho preferito scaricare il file del sito Il perlaio

C’è una vita da vivere, ci sono biciclette da inforcare, marciapiedi da passeggiare e tramonti da godere

Sapere che è stata scritta da Cesare Pavese in modo scherzoso a Giulio Einaudi, come scrive Il Postnon ne cambia la profondità.

Quando parliamo di vita, di solito aggiungiamo un aggettivo:

  • Famigliare
  • Lavorativa
  • Sociale

Come se le nostre attività si limitassero ad una serie di azioni, molto spesso obbigatorie.

Le persone non sono solo azioni, ma hanno anche un’anima e ciò che viene comunemente definito spirito di osservazione.

Vorrei farvi una domanda: come descrivereste, prendendo a riferimento le azioni proposte da Pavese, una gita in bicicletta, una passeggiata su un marciapiede, un tramonto visto?

Quando ero alle elementari, avevo una maestra molto pratica: ci lasciava poco tempo e spazio sulla carta per scrivere le nostre impressioni emotive…ma, senza di esse, che tema scriveremmo e che vita vivremmo?

Anche nel rapporto con altri, la razionalità dovrebbe lasciare parecchio spazio all’emotività e all’empatia, in modo da convivere gli uni con gli altri con serenità, nonostante opinioni diverse.

 

Non dimenticare che dare gioia dà anche gioia

Frase di Friedrich Nietzsche
Non dimenticare che dare gioia dà anche gioia

Tutti vogliono ed hanno il diritto di essere felici. Del resto, la ricerca della felicità non è solo il titolo di un film, ma anche sancito esplicitamente dalla Costituzione americana e, implicitamente, anche dalla Costituzione Italiana.

Usando il sinonimo gioia, la frase di oggi proposta dalla pagina Facebook Scrigno di ghiaccio ci ricorda un modo per ottenere la felicità

Non dimenticare che dare gioia dà anche gioia

Quante volte vorremmo che gli altri ci stessero vicini o ci facessero un favore? Moltissime, secondo me. Quante volte siamo stati vicini agli altri? Dipende dal carattere, ovviamente, ma credo che abbiamo dato meno di ciò che abbiamo ricevuto.

Come spesso accade, voglio proporvi un esperimento: per alcuni giorni, provate a fare un piacere a qualcuno, sia un vostro amico o una persona che incontrate casualmente

  • Fornite informazioni stradali
  • Offrite il vostro aiuto senza che nessuno ve lo chieda
  • Trattate gli altri come vorreste essere trattati voi

Forse la vostra vita non cambierà dal punto di vista pratico ma, sicuramente, lo farà quello emotivo.

Ho personalmente sperimentato questa strategia varie volte e sono i giorni che ricordo con più piacere della mia esistenza

I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

Frase di Matt Baker
I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

 

Oggi, grazie alla pagina Facebook Informazione Liberaho conosciuto Matt Baker: ma si riferisce all’artista o al presentatore? Questo ci dimostra che internet ha ancora molta strada da fare per arrivare a sostituire tutto il sapere umano.

In ogni caso, la frase è molto interessante

I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

La traduzione letterale non sarebbe necessaria, ma in italiano suonerebbe più o meno

Ho una mente molto intelligente, ma un cuore maledettamente stupido

quasi a rimarcare il concetto che espressi il 20 settembre scorso. Il problema è sempre lo stesso: ascoltiamo più il nostro cervello che il nostro cuore.

Certo, c’è anche chi si fa guidare dal proprio istinto, ma non credo che – in questo caso – si possa parlare di ascolto.

Voglio farvi un esempio pratico: siete in casa con la radio accesa mentre state lavando i piatti. Un lavoro che non richiede una grossa concentrazione, ma probabilmente vi assicurerete che le stoviglie siano ben pulite ed asciugate, mentre – nello stesso tempo – non sapreste dirmi quale canzone stanno strasmettendo. Ecco il tipico caso di ascolto del cervello e non del cuore.

Il nostro cuore non è stupido: siamo noi che, stupidamente, non abbiamo studiato il suo linguaggio.

Se ho parlato di cuore e non di istinti il motivo è semplice: a volte confondiamo le due cose. Non credo nei colpi di fulmine: in questo caso, preferisco parlare di infatuazione La famosa scappatella ci può stare ma, se una cosa dura da tempo, forse è meglio chiamarlo amore, non credete?

C’è un piccolo esercizio che vorrei proporvi: quando credete di essere innamorati o – più semplicemente – vi siete emozionati per una qualsiasi cosa durante la giornata,  prima di addormentarvi, prendetevi qualche minuto. Ripercorrete l’accaduto con la mente e domandatevi

Cosa ho sentito in quel momento?

Saprete senz’altro distinguere amoree infatuazione.

 

Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

5000AnniArcheologiResti
Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

Mi chiedo spesso

Come giudicheranno gli storici il nostro mondo attuale?

Sinceramente, non vedo chi o cosa potrebbe essere tramandato ai posteri. Sembriamo così preoccupati di noi stessi che non ci rendiamo conto di chi ci circonda.

L’immagine proposta dalla pagina Facebook Metteteci una pietra sopra ma anche no rende bene l’idea. Lo scheletro fossilizzato di un uomo intento a farsi un selfie spiega benissimo la frase

Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

Una cosa molto diversa dal futuro immaginato nella saga cinematografica Ritorno al futuro o nel cartone I pronipoti. In entrambi i casi, si nota una certa permanenza di cose che – ai tempi in cui uscirono questi lavori – sembravano dover durare per sempre.Concetti come

  • Famiglia
  • Amici
  • Persone

Sembrano invece essere stati dimenticati, lasciando spazio all’edonismo e all’egocentrismo.

Cosa ci aspettiamo di raggiungere agendo così? Probabilmente, una sorta di soddisfazione. Se è vero che è immediata, è altrettato vera che è effimera. La fotografia potrebbe essere cancellata pochi minuti dopo o disperdersi tra i miliardi di cose postate ogni giorno. L’unica cosa che potrebbe salvarli dall’essere dimenticati è fare il backup del proprio account molto di frequente,a meno che un giorno i server dedicati non vengano dismessi.

Se, invece, collaborassimo più spesso l’uno con l’altro o – più semplicemente – ci parlassimo di più, avremmo qualcosa di bello da tramandare alle prossime generazioni.

 

 

 

Tutto è in disordine: i capelli, il letto, le parole. Il cuore. La vita

Frase di Jack Kerouac tratta da "Storie di ordinaria follia"
Tutto è in disordine: i capelli, il letto, le parole. Il cuore. La vita

Chi mi conosce, sa che sono una persona disordinata. Se fosse solo una questione di educazione oppure estetica, potrei imparare ad essere più ordinato.

Putroppo, la frase di Jack Kerouac ci dimostra che non è così semplice

Tutto è in disordine: i capelli, il letto, le parole. Il cuore. La vita

Il disordine visibile non è nient’altro che una dimostrazione pratica del fatto che la vita non è sempre rosa e fiori. Naturalmente, tutti dobbiamo fare i conti con imprevisti piccoli e grandi.

Ciò che ci rende difficile la vita non sono gli imprevisti quotidiani, ma ciò che ci turba da lungo tempo e che non sappiamo come risolvere.

Tutti hanno una situazione simile, seppure per motivi diversi da persona a persona. Sono mesi che predico il maggior ascolto reciproco piuttosto che il chiudersi in sè stessi…ma nessuno mi ascolta mai, come direbbe la mia amica Luna.

Trovo semplicemente ridicolo il fatto che tutti noi non riusciamo a risolvere i nostri problemi da soli, ma ci prodighiamo come forsennati in consigli per il prossimo, ergendoci a maestri di vita, per poi non essere ascoltati.

Il dialogo e l’aiuto reciproco potrebbero essere soluzioni ottimale a tutto questo, non trovate?

Questo è un piccolo passo per un uomo…

 

Neil Armstrong sulla luna
Questo è un piccolo passo per un uomo, un balzo gigantesco per l’umanità

Quale migliore frase, se non le parole di Neil Armstrong, per celebrare l’anniversario dello sbarco sulla luna?

Questo è un piccolo passo per un uomo, un balzo gigantesco per l’umanità

A distanza di quarantotto anni, fa ancora effetto sentirla. Certamente, molti di noi hanno dovuto accantonare il sogno infantile di diventare astronauta e chi sta ancora coltivando questo sogno, forse sbarcherà su Marte.

Le persone che dovranno restare con i piedi per terra e con i piedi sulla terra, devono smettere di sognare?

Il dubbio è certamente legittimo: dobbiamo sicuramente pensare anche e soprattutto alle cose pratiche. Sono le stesse parole di Armstrong a dirci che, comunque

  1. Non dobbiamo smettere di sognare
  2. Possiamo sempre migliorare la nostra vita

Come nel caso della conquista della luna, anche la nostra vita deve essere costruita piano piano. Di certo, non si può prevedere tutto nei minimi dettagli e fare un progetto ingegneristico. In ogni caso, abbiamo dalla nostra parte ventiquattro ore al giorno.

Anche se siamo impegnati nel lavoro, la sera possiamo dedicarci allo svago e a costruire qualcosa per il futuro, che sia in senso fisico o in senso figurato.

Credo che la scusa della mancanza di tempo sia il modo migliore che abbiamo trovato per giustificare noi stessi e mascherare la paura di fallire.

Vi invito a fare un esperimento: anzichè guardare la televisione o leggere il mio blog, stasera provate a prendervi due ore per sognare ad occhi aperti. Spero che vi venga in mente qualcosa che possa assomigliare ad un desiderio che volete realizzare.

Da domani in poi, usate le due ore dedicate alla televisione per realizzare il vostro sogno….magari sarà un piccolo passo oggi, ma un balzo gigantesco per l’umanità domani.