Il rispetto se non lo dai…non lo pretendere

foglio di carta
Il rispetto se non lo dai…Non lo pretendere

Un semplice foglio di carta, di quelli che spesso usiamo per segnare la lista della spesa, è stato posto su un cuscino di prezioso tessuto rosso, quasi fosse un gioiello.

Quale frase potrà mai essere così preziosa per ottenere un trattamento così rispettoso?

Il rispetto se non lo dai..non lo pretendere

Un concetto semplice a parole, molto meno nei fatti. ll rispetto è trattato allo stesso modo della libertà: siamo così affamati di rispetto ma lo teniamo così poco in considerazione che abbiamo dovuto scomodare la giurisprudenza per proteggere una cosa che dovrebbe essere naturale.

La storia ci insegna che l’umanità ha tenuto poco conto del rispetto: è dai tempi di Caino e Abele che le persone si scannano a vicenda.

Ma da cosa deriva tutto questo? Le risposte possono essere molteplici:

  • Convinzioni troppo radicate
  • Incapacità di ascoltare il prossimo
  • Carattere irruento
  • Chiusura mentale

Personalmente, credo che non teniamo conto che tutte le persone sono imperfette: non lo sono io, non lo siete voi! Non solo: ognuno di noi ha avuto un percorso di vita diverso dagli altri: ciò che per me è scontato, per voi può essere difficile…e viceversa.

Un esempio pratico e reale può spiegare meglio questo concetto. Circa un anno e mezzo fa, ebbi una sorta di litigio con Paola: ero convinto che lei non mi ascoltasse. In preda ad attacco d’ansia da campionato mondiale, le urlai al telefono tutta la mia frustrazione. Per un po’ non ci sentimmo. Quando l’incazzatura mi passò, le telefonai scusandomi.

Quali furono i miei errori? Furono quattro:

  1. Ero convinto di avere ragione
  2. Non l’avevo ascoltata
  3. Mi comportai in modo irruento (non la feci parlare)
  4. Ero troppo preso dai miei pensieri

Come potevo pretendere che lei mi ascoltasse? Se mi fossi spiegato subito, non sarei giunto a quel punto.

 

Non si perde nulla a perdere ciò che è inutile

Non si perde nulla a perdere ciò che è inutile
Non si perde nulla a perdere ciò che è inutile

Per un banale errore di salvataggio, non ricordo da quale pagina Facebook ho preso l’immagine di stasera: poco male, visto che è una frase che potrebbe dire ciascuno di noi.

Non si perde nulla a perdere ciò che è inutile

Ma cosa è effettivamente inutile? La lista è più difficile di quanto non possa sembrare in apparenza. A parte vecchi quotidiani, è difficile separarsi da qualcosa, ancor più difficile separarsi da qualcuno.

Tutti noi abbiamo in casa non solo soprammobili, ma anche altri oggetti che non usiamo più, ma che conserviamo quasi fossero degli importanti promemoria. Capita a tutti, prima o poi, di fare pulizia in casa: quanti dubbi avete avuto prima di gettare nell’immondizia quella cartolina spedita da un vostro conoscente nel 1987?

Parlando sopratutto di rapporti umani,spesso non ci rendiamo conto di quanto il nostro carattere possa essere inconciliabile con quello di un altro fino a quando non l’abbiamo frequentato per un po’ di tempo, a volte anche anni. è valido per le amicizie, ancor di più per le relazioni sentimentali.

Separarsi da una persona è molto doloroso, anche se ci ha fatto del male: a volte, però, è necessario. Il nostro animo non è il bidone dell’immondizia, ma la nostra casa: ogni tanto, bisogna pulirlo.

Chiuso per ferie

Chiuso per ferie fino al 28 agosto
Chiuso per ferie

Oggi scrivo il post per questo blog con qualche ora di anticipo:  come potete vedere dall’immagine scelta, anche per me è giunto il momento  di andare in vacanza.

Per le prossime due settimane avrò difficoltà a scrivere articoli: il computer di casa dei miei è obsoleto e non supporta wordpress. Dal 22 al 26 agosto, inoltre, sarò a Berlino: anche se l’hotel che ho prenotato mi garantisce la connessione wi-fi, per motivi di bagaglio non potrò portare con me il tablet. Chi ha provato ad usare l’app  per scrivere un post sul proprio smartphone, sa quanto possa risultare frustrante.

Ci rivedremo – se lo vorrete – domenica 28 agosto. Non preoccupatevi: non starò con le mani in mano. Grazie allo smartphone, riuscirò a recuperare da internet tanto di quel materiale che – probabilmente – qualcosa finirà nel dimenticatoio. Se sarò fortunato, forse riuscirò anche a fare qualche buono scatto da proporvi prossimamente.

Tra di voi ci sarà qualcuno che starà scherzando nello stesso modo in cui gli ascoltatori di Radiofreccia sbeffeggiavano la chiusura della radio nell’omonimo film.

Ci sono solo due differenze:

  1. Quella era finzione, questa è realtà…anche se un po’ virtuale.
  2. Questo blog non ha bisogno di finanziamenti per tenersi in piedi…ed ha meno di diciotto anni.

 

L’amicizia è come un ponte: unisce se ha basi solide

Paragone fra amicizia e ponte
L’amicizia è come un ponte: unisce se ha basi solide, ma crolla se costruito con materiale scadente

 

Il disegno a matita di un libro fa da cornice alla frase di oggi

L’amicizia è come un ponte: unisce se ha basi solide, ma crolla se costruito con materiale scadente.

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Sarebbe bello parlare con i bambini che eravamo e chieder loro cosa ne pensano degli adulti che siamo diventati

Sarebbe bello parlare con i bambini che eravamo e chieder loro, cosa ne pensano degli adulti che siamo diventati
Sarebbe bello parlare con i bambini che eravamo e chieder loro, cosa ne pensano degli adulti che siamo diventati

Il bello di internet è che ognuno di noi può far conoscere a tutti i propri pensieri in tutto il mondo. Questo blog ne è un esempio: oggi è stato visitato anche da un finlandese e da un tedesco.

Anche la frase di stasera  lo è: Juan Felipe Gabanhia non è così noto da meritarsi una biografia su internet, come dimostra una ricerca con Google.

 

Ciò non toglie che la frase di stasera sia molto interessante

Sarebbe bello parlare con i bambini che eravamo e chieder loro cosa ne pensano degli adulti che siamo diventati

Da piccoli abbiamo immaginato una vita adulta totalmente diversa da quella che – poi – è stata la vita reale.

Dei bambini tutti apprezzano sicuramente

  • L’innocenza
  • La schiettezza
  • La sincerità

Tutte doti che possono mettere una persona letteralmente con le spalle al muro, soprattutto se unite ad una visione del mondo molto semplice, come quella di un bambino, appunto.

Mi immagino al tempo delle elementari ed incontrare me stesso a 37 anni: curioso come sono, sarei capace di domandare tuttociò che mi sarebbe capitato in oltre un quarto di secolo e di come sarebbe cambiato il mondo in generale.

Da piccolo, bastava poco a commuovermi ed ancora oggi le lacrime altrui mi turbano profondamente. Credo che vedermi piangere sarebbe terapeutico: le lacrime mi scuotono come un temporale.

E finché saprò ancora emozionarmi, saprò che le delusioni non hanno vinto

E finché saprò ancora emozionarmi, saprò che le delusioni non hanno vinto
E finché saprò ancora emozionarmi, saprò che le delusioni non hanno vinto

Come lo scorso 22 maggio, anche oggi non ho trovato informazioni sull’autore (o l’autrice) della frase di stasera…so solo che è molto condivisa su tumblr

E finché saprò ancora emozionarmi, saprò che le delusioni non hanno vinto

A me ricorda il proverbio

finchè c’è vita, c’è speranza

 

ma suona grandiosamente meglio. I  proverbi sono come una canzone monocorde, questa frase è una sinfonia di Mozart!

A chi non è mai capitato di rimanere deluso? Immagino la reazione:

  • Frustrazione
  • Rabbia
  • Pianti
  • Tristezza

E chissà cos’altro ancora! Non sono sensazioni piacevoli, concordo…ma sono emozioniciò che ci fa sentire vivi!

 

 

Be Kind. Work hard. Stay humble….

Be Kind. Work hard. Stay humble. Smile often. Keep honest. Stay loyal. Travel when possible. Never stop learning. Be thankful always. And love.
Be Kind. Work hard. Stay humble. Smile often. Keep honest. Stay loyal. Travel when possible. Never stop learning. Be thankful always. And love.

La frase di stasera, condivisa da Linda, mia ex-compagna di Università, su Facebook appartiene alla raccolta che potete trovare all’indirizzo http://dailyvibes.org/. È un sito strano e bellissimo: una specie di ambiente zen nella rete.

Se non fosse per la lingua, queste parole potrebbero essere pronunciate – appunto – da un monaco buddista

 Be Kind. Work hard. Stay humble. Smile often. Keep honest. Stay loyal. Travel when possible. Never stop learning. Be thankful always. And love.

Tradotta in italiano per i non anglofoni, la frase è

Sii gentile. Lavora duramente. Rimani umile. Sorridi spesso. Mantieniti onesto. Rimani fedele. Viaggia quando possibile. Non smettere mai d’imparare. Sii sempre grato…E ama.

 

Se contate, noterete che sono usati dieci imperativi: il numero non vi ricorda qualcosa?

Forse sarò troppo sensibile, ma credo di aver incontrato sulla mia strada tante persone che – con il loro comportamento – mal si conciliano con questi concetti.

L’immagine di sfondo è un classico nei messaggi che vogliono trasmettere

  • Calma
  • Serenità
  • Amore

Ma credo che siano come le canzoni di Fiorella Mannoia: non passano mai di moda. Non solo perchè sono bellissimi concetti, ma perchè sono le tre cose su cui dovremmo costruire il mondo.

 

Non so cosa dirvi davvero…

Gli ultimi giorni sono stati un po’ pesanti: non lo posso negare.

In questi casi, anzichè della musica o delle singole frasi, preferisco i film:

  • Mi aiutano a concentrarmi con tutti i sensi su altro
  • Riescono ad emozionarmi più a lungo
  • Anche se opere di fantasia, nascondono un fondo di verità

Ogni maledetta domenica, in due ore e mezza di durata, non si apprezza solo per la magistrale interpretazione di Al Pacino, ma anche per i dialoghi e i monologhi.

Il monologo che precede la partita finale è riconosciuto come un discorso motivazionale: ovvio che lo sia, dato il contesto pre-finale, sia sportiva che cinematografica!

La frase che mi piace di più è di più è

Ma i centimetri che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo

Si parla di football come metafora della vita: in entrambi servono

  • Coraggio
  • Spirito di squadra

Da soli non si arriva da nessuna parte: l’ho imparato a mie spese.

Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: "A che gli è servito nascere?"

TempoMortoVivoCioran

Nascita e morte sono l’inizio e la fine della vita: in mezzo a questi due estremi, dobbiamo vivere.

Emil Cioran è arrivato a domandarsi

Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: “A che gli è servito nascere?”. Ora mi faccio la stessa domanda davanti a ogni vivo

La domanda può essere semplificata così

Come riempiamo la nostra vita?

Vi invito a fare un piccolo esperimento che richiede pochi minuti per quattordici giorni:

  • Ogni giorno scrivete su un’agenda le cose che vi sono accadute durante la giornata e come avete trascorso le vostre ore
  • Prima di addormentarvi, rileggete quanto avete scritto
  • Confrontate i vari giorni l’uno con l’altro

Se per due settimane le giornate vi sembrano tutte uguali, è il momento di cambiare qualcosa.

Non è necessario un cambiamento radicale: basta modificare qualche piccola abitudine e aguzzare un po’ di più i sensi.

Se, per esempio, siete abituati a trascorrere la sera davanti alla televisione, cercate un qualche evento nella vostra città. Se proprio non c’è niente che vi piaccia, provate a entrare in quel bar di fronte a casa in cui non siete mai stati: in poche parole, vincete la pigrizia.

Molte volte gli eventi ci sfrecciano davanti senza che ce ne rendiamo conto, a causa dei tanti impegni. Annotare anche le piccole cose rende più tangibile quante cose accadono nel corso di una giornata senza che ce ne rendiamo conto.

Vi accorgerete che la vostra vita non è così vuota come pensavate e che – comunque – potete migliorarla in molti modi.

 

Non ho bisogno che sia facile…

Non ho bisogno che sia facile, ho bisogno che ne valga la pena
Non ho bisogno che sia facile, ho bisogno che ne valga la pena

Un qualsiasi nostro obiettivi può essere più o meno facile e necessario per il nostro futuro. Detto in altri termini, può essere classificati secondo due parametri:

  1. Importanza
  2. Difficoltà

Il rapper  Lil Wayne non sarebbe sulla scena da diciannove anni se non avesse seguito le sue stesse parole

Non ho bisogno che sia facile, ho bisogno che ne valga la pena

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