Trova qualcuno che apprezzi il peggio di te. Le cose belle piacciono a tutti…

Trova qualcuno che apprezzi il peggio di te. Le cose belle piacciono a tutti...
Trova qualcuno che apprezzi il peggio di te. Le cose belle piacciono a tutti…

Il senso della frase di stasera è molto semplice

Trova qualcuno che apprezzi il peggio di te. Le cose belle piacciono a tutti…

Siamo esseri umani, pertanto imperfetti: abbiamo tutti dei lati del nostro carattere che sono poco gradevoli. Siamo anche perfettibili: ciò non toglie che resterà sempre qualcosa che – nonostante i nostri sforzi – sarà un nostro difetto.

Io, per esempio, sono molto permaloso: se mi fanno notare un difetto, rimango ferito, anche se il mio interlocutore è stato molto gentile con me. Potrei elencarne a bizzeffe sul mio conto, ma non voglio tediarvi. Basta fare una ricerca su internet per scoprire

  • I difetti dei VIP
  • I difetti dei segni zodiacali
  • I difetti del vostro libro preferito

Forse solo gli innamorati non vedono difetti nel loro partner…Eppure ne hanno anche loro. La frase di stasera, però, dimostra che anche gli innamorati percepiscono i difetti.

Un neo può rendere la vostra amata leggermente diversa dalla Venere di Botticelli…eppure l’amate lo stesso.

Il carattere, in questo senso, è ambiguo: una persona irascibile non piace a nessuno, ma potremmo comunque apprezzarne il modo deciso con cui difende le proprie opinioni.

Tuttavia, prima di guardare i difetti altrui, pensate alla frase del monologo di V per Vendetta

Se cercate il colpevole, non c’è che da guardarsi allo specchio

 

 

 

I giovani non hanno bisogno di prediche…

I giovani non hanno bisogno di prediche: i giovani hanno bisogno, da parte degli anziani, di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo
I giovani non hanno bisogno di prediche: i giovani hanno bisogno, da parte degli anziani, di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo

Sono troppo giovane per ricordare la presidenza (e la presenza) di Sandro Pertini, ma ho comunque in mente la sua immagine al goal di Tardelli nella finale dei Mondiali del 1982.

Durante il discorso presidenziale di fine anno, Pertini disse

I giovani non hanno bisogno di prediche: i giovani hanno bisogno, da parte degli anziani, di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo

È bello sentire una frase del genere da un anziano:

  • Incoraggia gli anziani ad essere d’esempio per i giovani
  • Incoraggia i giovani a prendere d’esempio gli anziani

Al giorno d’oggi, invece, siamo sempre più presi non solo dallo scontro generazionale, ma anche dallo scontro personale.

Se il primo incentiva il progresso, il secondo lo ostacola: chiusi nelle nostre convinzioni, non siamo disposti ad ascoltare l’altro.

Credo sia un meccanismo perversoè un meccanismo di autodifesa delle nostre convinzioni che rende più complicato il dialogo con l’altro. Credo sia per questo che sorgono quotidianamente incomprensioni, discussioni e litigi.

Se così fosse, si spiegherebbe anche il motivo perchè

  • Gli anziani accusano i giovani di non capire i valori
  • I giovani accusano gli anziani di essere antiquati

 

Il pensiero è un abbraccio con la mente. È come dire: "Ci sono, anche se non mi vedi".

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Il pensiero è un abbraccio con la mente. È vcome dire: “Ci sono, anche se non mi vedi”.

Senza saperlo, ho sempre messo in pratica la frase di stasera

Il pensiero è un abbraccio con la mente. È come dire: “Ci sono, anche se non mi vedi”.

Quotidianamente, mi ritrovo a pensare alle persone che ho conosciuto nel corso del tempo e a domandarmi

Chissà cosa staranno facendo in questo momento?

Non solo le persone che incontro tutti i giorni o sento frequentemente, ma anche quelle conosciute in passato e con cui – per qualche motivo – ho perso i contatti.

Io, però, dimentico difficilmente le persone che ho incontrato: in fin dei conti, ho condiviso con loro un pezzo della mia vita.L’esempio più classico è Francesca, una mia ex – compagna di Università. Non ero sicuro che fosse lei, ma l’ho aggiunta ai miei amici di Facebook….subito dopo che lei ha messo la fotografia sul suo profilo.

Anche io ho aggiunto qualche amico virtuale, ma ho sempre cercato di conoscere la persona dal vivo successivamente. Una cosa simile è accaduta con Paola…Chissà se lei si ricorda il nostro primo incontro?

Quando aggiungiamo un amico su Facebook, dovremmo pensare ai momenti che abbiamo trascorso insieme a lui e che potremo passare insieme in futuro e non farci prendere dalla foga compulsiva di avere tanti amici virtuali.m

Nadia Benedetti, Claudio Cappelli, Vincenzo D'Allestro, Claudia Maria D'Antona, Simona Monti, Adele Puglisi, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Marco Tondat

Nadia Benedetti, Claudio Cappelli, Vincenzo D'Allestro, Claudia Maria D'Antona, Simona Monti, Adele Puglisi, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Marco Tondat
Nadia Benedetti, Claudio Cappelli, Vincenzo D’Allestro, Claudia Maria D’Antona, Simona Monti, Adele Puglisi, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Marco Tondat

Una bandiera italiana elenca i nomi delle vittime del massacro in Bangladesh.

La considero una specie di lapide virtuale. Putroppo, questa lapide non durerà per sempre: internet ha una memoria troppo corta, o troppo capiente…Dipende dai punti di vista.

Digitando uno dei nomi su Google, troverete sempre qualcosa che parla di loro: questo post sarà parte di quel qualcosa.

Putroppo,  la memoria si concentrerà sugli eventi più recenti. Non me lo auguro, ma so che in futuro accadranno ancora eventi tragici come questo, perciò il nostro cervello si concentrerà su quelli.

Qualcuno si informerà fino a quando i quotidiani non saranno presi da qualche altra notizia più recente, il ricordo dei caduti rimarrà indelebile solo per i famigliari delle vittime e per i server sparsi sulla superficie terrestre.

Non è giusto, ma è la vita….

Esistono solo due giorni dell'anno in cui non si può fare niente…

 

Esistono solo due giorni dell'anno in cui non si può fare niente. Uno si chiama ieri e l'altro domani. Pertanto oggi è il gorno migliore per amare, crescere, agire e soprattutto vivere
Esistono solo due giorni dell’anno in cui non si può fare niente. Uno si chiama ieri e l’altro domani. Pertanto oggi è il giorno migliore per amare, crescere, agire e soprattutto vivere

Quante volte diciamo a noi stessi frasi come

Oggi sono troppo stanco: lo farò domani

Oppure rimpiangiamo i nostri errori dicendo

Se potessi tornare indietro nel tempo, agirei diversamente

Se parlassimo con Tenzin Gyatso, attuale Dalai Lama, ci direbbe

Esistono solo due giorni dell’anno in cui non si può fare niente. Uno si chiama ieri e l’altro domani. Pertanto oggi è il giorno migliore per amare, crescere, agire e soprattutto vivere

A seconda del nostro carattere e del nostro rapporto con la religione (sia in generale, che buddhista in particolare), potremmo reagire a quest’affermazione in molti modi diversi.

Ciò non toglie che sia un’affermazione tremendamente vera! Del resto, il proverbio italiano

Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi

Riassume lo stesso concetto, anche se in termini più pratici.

Il problema è solo uno: tendiamo ad incasinarci i  pensieri, preoccupandoci di cose che – in seguito – appariranno irrilevanti! Ci credo che poi stramazziamo sul divano ogni sera alle 21! Siamo maestri d’incasinamento totale: una sorta di Ufficio Complicazioni Affari Semplici ambulante.

Paradossalmente, lo facciamo spesso anche a fin di bene (nostro o altrui, poco importa):

  • Chiediamo consigli su come risolvere un nostro problema
  • Elargiamo consigli su come risolvere un problema altrui

 

La diagnosi è presto fatta: non ci fidiamo del nostro istinto.

Se qualcuno ha trovato una cura, mi faccia un fischio.

 

Nati per vivere…Adesso e qui

 

Una chitarra elettrica che ricorda un allarme, un ritmo forsennato fin dalle prime note: è Luciano Ligabue che ci ricorda che siamo nati per vivere, non in un giorno qualunque, ma oggi.

Perchè dovremmo vivere l’oggi? Un proverbio orientale svela il mistero…ammesso che si possa definire mistero

Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi… è un dono. Per questo si chiama presente.

Molti artisti e molti scienziati si sono occupati del tempo. L’unica categoria che sembra non occuparsene è la gente comune.

Rimandiamo decisioni (anche importanti) fino a quando non diventano improcastinabili. In questo modo, ci facciamo del male da soli, caricandoci di stress e di ansia.

Risultato: non abbiamo molto tempo per vivere veramente e non ci godiamo il regalo del presente.

L'intuizione spesso ci suggerisce un consiglio apparentemente illogico…

L'intuizione spesso ci suggerisce un consiglio apparentemente illogico ma se impariamo ad ascoltare e cogliere quel breve lampo, potremmo scoprire che il consiglio era esatto e che la Ragione nonè in grado di fornirci tutte le risposte alle domande e ai problemi che ci pone la vita
L’intuizione spesso ci suggerisce un consiglio apparentemente illogico ma se impariamo ad ascoltare e cogliere quel breve lampo, potremmo scoprire che il consiglio era esatto e che la Ragione nonè in grado di fornirci tutte le risposte alle domande e ai problemi che ci pone la vita

Come avrete notato, in questo blog non apprezzo citazioni molto lunghe…Tuttavia, la frase proposta sulla pagina Facebook di Ghiandola pineale – Il terzo occhio merita la dovuta eccezione

L’intuizione spesso ci suggerisce un consiglio apparentemente illogico ma se impariamo ad ascoltare e cogliere quel breve lampo, potremmo scoprire che il consiglio era esatto e che la Ragione nonè in grado di fornirci tutte le risposte alle domande e ai problemi che ci pone la vita

Quante volte ci è capitato di avere un’intuizione che potrebbe risolvere un problema? Credo tante….Putroppo, sono poche le volte che diamo retta istintivamente all’intuizione: più un problema è grave, più tendiamo a soppessare pro e contro di ogni soluzione che ci si presenta.

Credo che sia questa la definizione più appropriata del termine rimuginare, che equivale a dire non fidarsi del proprio istinto.

Se è vero che siamo esseri razionali, è anche vero che non siamo robot: a volte è doveroso lasciarsi andare all’intuizione…Peccato che seguiamo poche volte il cosiddetto sesto senso.

Tre cose non devi fare nella tua vita: chiuderti, chiudere e farti chiudere

 

Tre cose da non fare nella vita
Tre cose non devi fare nella tua vita: chiuderti, chiudere e farti chiudere

Ho sempre amato il modo di vivere proposto dalla filosofia Zen, perché richiama la semplicità: bastano tre concetti per cambiare la propria prospettiva.

Questo proverbio Zen è, come tutti gli altri, molto semplice

Tre cose non devi fare nella tua vita: chiuderti, chiudere e farti chiudere

Almeno, lo è in teoria…un po’ meno lo è in pratica nella vita di tutti i giorni, per non parlare dei contesti più articolati.

Da abitante del profondo Nord, noto spesso un atteggiamento di chiusura verso le culture diverse dalla nostra, forse perchè non le comprendiamo: il referendum sulla Brexit ne è un esempio lampante!

La gente (io incluso) tende a commettere proprio i tre errori elencati:

  • Non parlare liberamente di sè, che equivale a chiudersi
  • Non accettare apertamente l’opinione altrui, che equivale a chiudere
  • Non difendere costantemente la propria opinione, che equivale a farsi chiudere

Credo che il motivo fondante sia semplicemente la paura: nessuno vi dirà di aver paura di ciò che consideriamo diverso, ma i suoi comportamenti vi faranno toccare con mano i sentimenti del vostro interlocutore.

Faccio un esempio antirazzista tramite una domanda provocatoria

Quanti di coloro che si professano contro gli emigranti hanno provato a parlare con Senegalese per farsi raccontare la loro vita?

La risposta è semplice. Non parlando mai con un senegalese (ma avrei potuto parlare di qualsiasi altro popolo straniero) cadiamo nel primo dei tre errori: chiudiamo le porte in faccia al prossimo.

Lo stesso potremmo dire sia di altri popoli che accogliamo, sia dei casi in cui siamo (o siamo stati) noi il popolo ospite. Non so se ridere o piangere pensando che ci fa paura proprio ciò che non conosciamo. Cercando di aprirsi di più, tutto potrebbe essere molto più semplice.

 

 

 

 

Bomber

 

Da bambino, come molti altri, ero appassionato dei film con Bud Spencer, spesso in coppia con Terence Hill.

I miei genitori poco apprezzavano questi film: privi di senso profondo e pieni di scazzottate.

Il cinema serve anche a questo, in fondo: a regalare un paio d’ore di spensieratezza…ma non solo.

Anche nei film meno profondi ho sempre trovato una morale. In Bomber, che ho scelto proprio per omaggiare Carlo Pedersoli, trovo ancora oggi molti spunti:

  • A tutti dovrebbe essere data un’opportunità
  • Tutti dovrebbero almeno una persona che crede in lui
  • Si deve sempre giocare pulito, in ogni occasione

Scusate la critica, ma la realtà è molto diversa: istintivamente, ognuno gioca per sé stessoCome dicevo ieri, tutti noi siamo guidati prima di tutto dall’istinto di conservazione.

Occorre un profondo autocontrollo per domare questo istinto. La maggior parte delle discussioni e dei litigi nasce proprio dall’impossibilità di controllare l’istinto di conservazione: se mi sento attaccato, io mi difendo.

Paradossalmente, credo che siano le persone più insicure ad attaccare: riassumendo il loro pensiero, potremmo dire

Poiché temo di essere attaccato, io attacco per primo

 

Quando riusciremo a domare questo istinto, vivremo tutti meglio.

 

 

Buonasera, Londra (V per Vendetta)

 

Oggi è un giorno triste per Londra, nonostante non sia il 5 novembre, anniversario della congiura delle polveri, Oggi è il giorno del risultato del referendum sulla Brexit. Il fatto mi ha ricordato il monologo nel film V per Vendetta.

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