Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita

Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita
Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita

Nell’ultimo post avevo promesso di postare un nuovo articolo non prima di lunedì , ma la frase di stasera calza a pennello: domani partirò per Berlino.

Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita

Ho già parlato molto di viaggi: perché scriverne ancora?

Il motivo è racchiuso proprio nella frase: non sarò lo stesso di prima.

Non ho programmato nulla, se non pochi monumenti e musei da visitare, e non sto pensando di cambiare volontariamente. Tuttavia, so che durante il viaggio accadranno varie cose

  • Accadranno degli imprevisti
  • Incontrerò persone nuove
  • Scatterò fotografie
  • Prenderò appunti

Ognuno di questi eventi può capitare a chiunque: quando tornerò, forse, mi sembreranno semplicemente ricordi.

Con il passare del tempo, però, quegli stessi eventi mi condurranno su una strada che io stesso non riesco ad immaginare.

È così per tutti. Permettetemi di proporvi un esperimento: cercate di ricordare l’ultimo giorno in cui avete fatto qualcosa di speciale. Dopo che l’avete ben visualizzato nella vostra testa, fatevi una domanda

Come sarei se non mi fosse capitata questa cosa?

Io non posso rispondere per voi. Di una cosa, però, sono sicuro: sareste diversi.

Ecco, per me i viaggi significano questo….

La campagna è quel posto in cui le galline vanno in giro crude

La campagna è quello strano posto in cui le galline vanno in giro crude
La campagna è quello strano posto in cui le galline vanno in giro crude

Sarà forse a causa del week-end che questa sera, come ieri, vi propongo una frase ironica

La campagna è quello strano posto in cui le galline vanno in giro crude

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C’è qualcosa di più importante della logica

Logica o immaginazione ?
C’è qualcosa di più importante della logica: l’immaginazione

 

Quando andavo alle elementari, la mia maestra era una persona molto logicaogni settimana, dedicava almeno tre giorni su sei alla matematica, i restanti erano equamente ripartiti tra le altre materie. Non ho mai chiesto perché, ma suppongo che la mia maestra  non apprezzasse la fantasia.

Alfred Hitchcock contraddice quanto sosteneva la mia maestra con la frase

C’è qualcosa di più importante della logica: l’immaginazione

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L’umile sente che sbaglia e lo ammette

Differenza tra umile, ipocrita e arrogante
L’umile sente che sbaglia e lo ammette. L’ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L’arrogante è immune all’errore

Uno sguardo sornione, un sorriso beffardo, una posa che ricorda gli imperatori dell’Antica Roma : è Garfield che, con il cappello tipico dello Zio Sam, pronuncia la frase

L’umile sente che sbaglia e lo ammette. L’ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L’arrogante è immune all’errore

Con umiltà vi dico che questa sera potrei sbagliare: non tutti saranno d’accordo leggendo che – secondo me – siamo tutti umili, ipocriti e arroganti.

Se è certamente vero che una persona può avere un’indole più incline all’ipocrisia piuttosto che all’umiltà o all’arroganza, è anche vero che la nostra personalità non è statica, ma varia a seconda della situazione.

Immaginiamo un qualsiasi individuo con un carattere mite: per quanto buona possa essere, si arrabbierà certamente se riceve una gomitata senza motivo. Magari quella stessa persona è già rabbuiata per altri motivi che non sappiamo e che amplificano la sua reazione.

Ora proviamo a fare un ragionamento seguendo la frase di questa sera:

  • Se comincio a fare un nuovo lavoro, dovrò imparare quasi tutto, perciò è più facile cadere in errore: con umiltà, ammetterò di aver sbagliato
  • Quando comincerò ad essere più preparato, può darsi che io sbagli per un calo di attenzione : tenterò, con ipocrisia, di nascondere il mio errore
  • Se sono una persona molto fiera (per non dire piena di sè), forse peccherò di arroganza,  e incolperò chissà chi o a chissà cosa per il mio errore

Attenzione, però: la classificazione non è matematica, bensì tra il psicologico ed il sociologico, quindi imperfetta.

Per esempio, io sono una persona molto timida e con una bassa autostima, il che mi porta ad addossarmi anche le responsabilità non mie.

Se provate a guardarvi dentro, scoprirete il caso giusto per voi.

 

Come te la cavi? Va alla grande, pollici in su!

Come te la cavi - Sarah Andersen
Come te la cavi?

Ci sono  periodi che – con una battuta – potremmo definire cavi, nel senso di vuoti. Quante volte ci chiedono, come nella vignetta di Sarah Andersen

Come te la cavi?

La risposta di circostanza è sempre la stessa

 

Va alla grande: pollici in su!

 

In realtà, non va bene per niente:

  • Lo stress non ci fa dormire
  • Vorremmo scappare
  • Sentiamo che ci manca qualcosa

Non sto parlando dello stress quotidiano, per il quale basta un bagno caldo per ritemprarsi, ma di cose più profonde, a cui raramente sappiamo dare un nome.  Questi sono i periodi cavi: facciamo tutto come al solito, ma ci sentiamo vuoti dentro. Solo un terapeuta o una persona empatica  riuscirebbero ad aiutarci, ammesso che diciamo loro la verità: purtroppo, la psicanalisi costa e l’empatia non  è ascoltata un dono di tutti.

Trascorrere il tempo fuori casa non vuol dire prendersi cura di sè. Dobbiamo uscire fuori di casa con lo scopo di fare qualcosa che ci fa stare bene: per essere chiari, uscendo dalla porta, dobbiamo avere un obiettivo. Non è necessario che sia qualcosa che non abbiamo mai fatto: basta che sia qualcosa che ci fa stare bene.

Per farlo basta fare ciò che ci piace qualche minuto al giorno. Sembra facile ma, a volte, la stanchezza ci fa dimenticare anche le cose che ci piacciono. Se non riuscite a dormire, significa semplicemente che dovete dedicarvi al vostro hobby non avete sonno, dovete solo fare in modo che la mente si rinfreschi. Non è difficile uscire da un periodo cavo, basta solo ricordarsi che stanchezza e sonno sono simili per sintomi, ma la loro cura – se così possiamo chiamarla – è molto diversa.

Dopo che avrete fatto ciò che vi piace per un po’, riuscirete a dormire meglio e la mattina dopo sarà migliore delle precedenti.

Chi soffre, alla fine è sempre la persona…

Caratteristiche di chi soffre
Chi soffre, alla fine è sempre la persona che si fa il culo per far star bene gli altri

Chi soffre, alla fine è sempre la persona che si fa il culo per far star bene gli altri

La ragazza rappresentata in questa fotografia soffre, perché sa che esistono due tipi di persone:

  • Gli altruisti, che cercano di far star bene il prossimo
  • Gli egoisti, che pensano solo al proprio benessere

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Le aquile volano da sole. I piccioni in gruppo

siamo aquile o piccioni ?
Non aver paura di esser solo. Le aquile volano da sole. I piccioni in gruppo

 

La frase Navajo di stasera mi fa vedere la solitudine da una prospettiva diversa

Non aver paura di esser solo. Le aquile volano da sole. I piccioni in gruppo

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Certe persone non vogliono essere salvate

Certe persone non vogliono essere salvate
Certe persone non vogliono essere salvate

 

L’immagine di stasera è molto toccante: immagino la ragazza voltata di spalle in preda al pianto. È disperata per aver cercato di aiutare un amico che doveva essere salvato. Alle spalle della ragazza, in veste di consolatore e di guida, sento Grant Morrison che cita una delle battute del suo ciclo di Batman

Sai una cosa?
Certe persone non vogliono essere salvate. Perché la salvezza implica un cambiamento. E il cambiamento richiede uno sforzo maggiore dal restare uguali. Occorre coraggio per guardarsi allo specchio e vedere oltre il proprio riflesso.

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Non serve mica gridare per avere attenzione…

GridareAttenzioneStelle

Per chi non ha studiato Scienze della Comunicazione et similia, la frase di stasera sembrerà un controsenso, visto che – ormai – siamo abituati a pensare che vince chi urla di più

Non serve mica gridare per avere attenzione, le stelle stanno in silenzio eppure c’è chi le guarda per ore

Io, invece, ho studiato proprio Scienze della Comunicazione: qualche trucchetto lo conosco bene. Anche se ho un tono di voce alto, io non grido quasi mai:

  • Grido di gioia
  • Grido di rabbia
  • Grido di tristezza

ma non grido mai per avere ragione…figuriamoci per avere attenzione. Ho un tono di voce alto, ma questo è un altro discorso.

Lo sfondo di questa frase è eloquente:

  • Una montagna innevata
  • Un lago
  • Il cielo stellato

Tutti elementi che se potessero parlare, chissà quante cose avrebbero da dire. Anche molte persone del passato hanno espresso la propria arte in modo muto: pensate a Charlie Chaplin.

Anche io, come le stelle, sto spesso in silenzio pur essendo in compagnia. Non sono una persona molto loquace, preferisco scrivere o fotografare: mi esprimo meglio così.

I miei silenzi non hanno nulla di negativo, anzi: significano che vi sto ascoltando. In quei momenti, avete tutta la mia attenzione: non lo faccio per emettere chissà quale giudizio su di voi. Lo faccio semplicemente perché so che – prima di tutto – siete persone che meritate tutto il mio rispetto.

Permettetemi un gioco di parole: spero starete attenti ai miei silenzi…significano molto di più di quanto non possiate immaginare.