Vannacci, ti saluta tanto Simonelli

Simonelli saluta Vannacci
Vannacci, ti saluta tanto Simonelli

Federico , direttore di Wired Italia, nel suo tweet di sabato ci ricorda che al Generale Vannacci dev’essere venuto un travaso di bile quando  l’italiano Lorenzo Simonelli, tanzaniano di nascita,  ha vinto l’oro europeo per  nei 110 ostacoli

Vannacci, ti saluta tanto Simonelli

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In fondo al mar

In fondo la storia del film  La Sirenetta la conoscono tutti i nati prima del 1989 e chiunque sia grande a sufficienza per comprendere una trama. Viene da domandarsi, quindi, se fosse proprio necessario un remake.

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Discrimino le persone sulla base

Discrimino le persone sul parametro dell'educazione
Discrimino le persone sulla base di un unico parametro: l’educazione

Mi ritrovo moto nella frase che ho trovato oggi  su Facebook

Ebbene sì, sono razzista. Discrimino le persone sulla base di un unico parametro: l’educazione

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In un Paese normale, una professoressa

Cosa accadrebbe in un Paese normale
In un paese normale una professoressa che invita i propri studenti ad isolare un compagno definendolo scimpanzé sarebbe immediatamente sospesa e sarebbe avviata una procedura di licenziamento. Ha tradito la costituzione e tutti i suoi valori.

Nel suo tweet di oggi, Laura riassume bene cosa accadrebbe in un Paese normale:

In un paese normale una professoressa che invita i propri studenti ad isolare un compagno definendolo scimpanzé sarebbe immediatamente sospesa e sarebbe avviata una procedura di licenziamento. Ha tradito la costituzione e tutti i suoi valori.

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Niente birra da quello lì a Dorgali

Il cameriere che avrebbe dovuto servire la birra
Ritratto di Mamadou Niang. I clienti non volevano che servisse loro birra

 

Come avrete capito, non sono una persona razzista: non bado al colore della pelle, sia che si tratti di un amico, sia che si tratti di un cameriere che mi serve una birra.

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Niente affitto allo studente nero: “Hanno detto che è perché sono straniero. Ma sono italiano”

Testo del post Facebook del padre di Josef
Il testo del post scritto dal padre di Josef sul suo profilo Facebook

Il lunedì è sempre una giornata un po’ particolare, lo sappiamo: è il giorno in cui più sentiamo la mancanza di tempo libero e siamo di malumore. A peggiorare la questione, a volte arrivano certe notizie come quella pubblicata da Il fatto quotidiano.

Anche se potete leggere il testo dell’articolo sul sito, riassumo la vicenda: due studenti emiliani trovano finalmente un alloggio in condivisione a Bologna. Al momento della firma del contratto, la società proprietaria dell’immobile si tira indietro perché…uno dei ragazzi è nero: poco importa che sia cittadino italiano, come riportano i documenti.

Il commento scritto su Facebook da uno dei genitori coinvolto nella vicenda vale più di altre parole

Mio figlio mi ha appena telefonato, è a Bologna ed è affranto. Questa mattina era felice, aveva infatti trovato, dopo tante ricerche, un appartamento a Bologna. Lui e Josef, suo amico da una decina di anni, hanno deciso di condividere l’appartamento, si sono dati un budget e mi hanno pure chiesto di aiutarli a trovare qualche lavoretto, durante i loro week end a Ravenna, per tentare di essere indipendenti. Mi ha chiamato, aveva la voce bassa, biascicava le parole ed ho sentito dirgli una cosa devastante.
All’appuntamento per gli accordi, con l’affittuario, si sono visti respingere e liquidare in meno di cinque minuti, perché il suo amico ( e da adesso è anche mio figlio) Josef è “negro”. Non ho altro da aggiungere, per il momento, se non che andrò molto presto a Bologna

Per citare le parole del genitore, anche io non avrei altro da aggiungere, perché la notizia si commenta da sola.

Parlare genericamente di razzismo sarebbe troppo semplice e ripetitivo, perciò farò un’altra considerazione.

Personalmente, anziché la religione o il colore della pelle, considero le persone in quanto tali: a volte mi risultano gradevoli, altre meno. Per fortuna siamo tutti diversi ed anche io ho i miei difetti.

Questo mio comportamento  richiede solo 

  • Un po’ di curiosità
  • La volontà di conoscere le persone
  • La curiosità di conoscere le loro storie

Io non sono perfetto ma, in questo caso, vorrei che tanta gente ragionasse come me.

 

 

Che cosa mi proteggerà dalla violenza degli uomini?

Cosa mi proteggerà dalla violenza degli uomini?
Che cosa mi proteggerà dalla violenza degli uomini? Di certo non il razzismo

Ieri la pagina Facebook Informazione Libera ha condiviso una vignetta originariamente pubblicata sul sito  https://cecigian.blogspot.it.

Un personaggio femminile disegnato in un modo molto simile in cui lo farebbe Vauro, si domanda

Che cosa mi proteggerà dalla violenza degli uomini? Di certo non il razzismo

La frase sembrerebbe essere pienamente condivisibile, ma – concretamente – dobbiamo fronteggiare tutti i giorni il razzismo.

Non un razzismo evidente, ma più subdolo, che pochi ammettono di nutrire nei confronti del prossimo, ma che si evidenzia in determinati atteggiamenti:

  • Ignorare chi chiede la carità
  • Allontanare sbuffando i venditori ambulanti
  • Mostrare insofferenza nei confronti dei continui sbarchi proposti dal telegiornale

Se una qualsiasi persona ci chiedesse una giustificazione  per il nostro atteggiamento in questi casi, dubito che avrete il coraggio di dichiararvi  apertamente razzisti. Immagino, invece, che risponderete con giustificazioni più o meno politicizzate.

Tutte le  giustificazioni  denotano il razzismo. Chi non è razzista, non ha bisogno di giustificazioni: aiuta il prossimo e – forse – si scusa nei casi in cui non gli è possibile fare di più.

Non essendo razzista, mi domando

Quali sono le motivazioni di chi odia qualcuno di diverso?

La risposta classica potrebbe essere che gli immigrati portano malattie e ci derubano del già poco lavoro. Data questa risposta, si potrebbe supporre che una politica anti-migratoria ci proteggerà a prescindere dalle malattie e dalla disoccupazione.

La questione è molto più complicata di così: non mi invento certo io il fatto che alcune persone non vogliono spaccarsi la schiena sotto il sole per raccogliere pomodori. Magari sono le stesse persone che sono razziste, ma non lo ammettono.

La soluzione sarebbe relativamente semplice. Si dovrebbe accettare un lavoro anche se non ci piace e dedicare il tempo libero a conquistare una posizione sociale ed economica migliore.

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