Strana la vita. Aspettiamo di diventare grandi per…

stranavitagrandimano
Strana la vita. Aspettiamo di diventare grandi per non dover dare la mano per strada. E da grandi, cerchiamo qualcuno che ci tenga per  mano

Non ho proprio idea di cosa significhi l’immagine scelta come sfondo…Sicuramente l’utente che l’ha condivisa sulla pagina Facebook I valori della vita avrà una sua risposta. A me questi pannelli fotovoltaici ricordano una strada in pendenza, su cui è difficile mantenere l’equilibrio.

Proprio come nella vita, se ci pensiamo bene. Leggendo la frase, mi sembra che la mia ipotesi non sia molto distante dalla verità

Strana la vita. Aspettiamo di diventare grandi per non dover dare la mano per strada. E da grandi, cerchiamo qualcuno che ci tenga per mano

I bambini hanno meno senso del pericolo rispetto agli adulti: cercherebbero di correre sui pannelli fotovoltaici da soli, scansando la mano dei genitori. Come ci ricorda la frase, però, quegli stessi bambini, una volta diventati adulti, cercheranno una mano metaforica da parte dei genitori.

Data la nostra età, dovremmo imparare a cavarcela da soli, giusto? Non so come la pensiate voi, ma credo che questo sia il più grosso errore della nostra vita. Proprio in questi giorni, Consolata mi sta dando una mano a realizzare un progetto,  tempo fa io aiutai lei a scrivere qualche testo. Credete davvero che io o Consolata saremmo riusciti a fare la stessa cosa senza un aiuto reciproco?

Dall’esperienza personale alla domanda diretta sul vostro vissuto il passo è breve: credete davvero che sareste la stessa persona se non ci fossero i vostri amici o i vostri famigliari al vostro fianco?

The pub song

 

Casualmente, il mio primo post del nuovo anno richiama uno dei primi post di questo blog: la canzone Pub Song è inclusa nello stesso album di Intro .

Trovo la canzone adatta al primo giorno dell’anno: quanti di noi si sono alzati questa mattina, facendo colazione con il Maalox? Per fortuna, capita raramente.

Il problema è un altro: ieri sera abbiamo gozzovigliato un po’ troppo, perciò probabilmente avremo detto o fatto cose a cui non avremmo mai pensato di fare da sobri.

Mi domando se sia veramente un problema: a volte, è giusto lasciarsi andare un po’….e di certo il Veglione di San Silvestro è una delle date in cui è doveroso farlo. Vi immaginate una vita di solo lavoro? Che tristezza sarebbe….Per fortuna, a volte c’è un fratello come Weedo che ci aiuta a divertirci.

Forse oggi siamo un po’ pentiti di averlo fatto: fa parte del gioco, fa parte della vita! Probabilmente, avremo ripetuto a noi stessi

Mai più!!!

Maledicendo quel fratello. Informatemi se fra 365 giorni (o anche prima) avete mantenuto la promessa. Ci saranno tante promesse che infrangerete durante questo anno: fa parte della vita.

Ecco, questo è un augurio che vi faccio per il 2017: capire che infrangere le promesse non è certo la regola, nè l’eccezione…ma fa parte della vita.

Finchè si sente dolore, sei ancora vivo…

Frase di un anonimo
Finchè si sente dolore, sei ancora vivo. Finchè si commmettono errori, sei ancora umano e finchè si continua a cercare, c’è ancora speranza

Fra poche ore, il 2016 ci saluterà definitivamente: sembra ieri che ho scritto il mio primo articolo su questo blog. Ogni 31 dicembre – da bravo ragioniere – mi trovo a fare un bilancio dell’anno appena passato e un preventivo di quello futuro….forse perchè sto ancora cercando qualcosa.

Il fatto di essere alla ricerca di qualunque cosa vogliate, potrebbe sembrare negativo, ma se leggete con calma la frase

Finchè si sente dolore, sei ancora vivo. Finchè si commmettono errori, sei ancora umano e finchè si continua a cercare, c’è ancora speranza

capirete che non c’è quasi nulla di negativo. Certo: soffrire non piace a nessuno. Però, voglio farvi una domanda: se ripensate ai successi che avete ottenuto, ricordate più piacevolmente quelli che avete ottenuto senza sforzo, oppure quelli che vi sono costati sofferenza?

Non possiamo sapere cosa ci riserveranno i prossimi 365 giorni, di una cosa però sono sicuro:

  • Alcuni giorni piangeremo
  • Alcuni giorni rideremo
  • Alcuni giorni ci sembreranno inutili

Fa parte della vita: dobbiamo accettare giorno per giorno ciò che ci viene dato. L’importante è non perdere la speranza.

Forse è questo il mio agurio per il nuovo anno: vi auguro di non perdere la speranza.

 

 

5 rituali mattutini (difficili da seguire) che ti cambiano la vita

 

Alzarsi presto al mattino
5 rituali mattutini (difficili da seguire) che ti cambiano la vita

Fino a poco tempo fa, seguivo sempre una routine che mi portava più danni che utili:

  1. Riuscivo a rilassarmi solo dopo aver portato a termine tutti i compiti della giornata
  2. Andavo a letto solo quando non riuscivo più a seguire il film in televisione
  3. La mattina, non riuscivo ad alzarmi dal letto quando suonava la sveglia

Ero troppo schiavo delle mie abitudini dannose, questo è ovvio: tuttavia, siamo così abituati al nostro tran tran quotidiano che non immaginiamo altra vita possibile. Un giorno, mi resi conto di quanto certe mie abitudini mi stessero condizionando l’esistenza. Così, presi una decisione: avrei dormito otto ore per notteanche se dovevo ancora lavare i piatti della cena. I benefici si fecero sentire subito.

Diventare schiavi delle proprie abitudini è un errore che facciamo tutti.

Il video proposto da Business Insider Italia elenca

5 rituali mattutini (difficili da seguire) che ti cambiano la vita

Cosa c’entra tutto questo con un blog che parla di aforismi e frasi? Apparentemente nulla ma, se mi leggete spesso, vi accorgerete che parlo spesso di vita.

Molti di noi vogliono cambiare la propria vita, dimenticandosi di un fatto fondamentale: occorre partire dalle piccole cose e procedere un passo alla volta. 

Il giorno di Natale

 

Visto che oggi  è la Vigilia di  un giorno speciale, probabilmente sarete indaffarati a preparare il cenone e non avrete tempo di leggermi.

Volevo comunque augurarvi Buon Natale a modo mio. Scegliere la famosa canzone di John Lennon sarebbe stato scontato. Fortunatamente, anche Marco Masini, sia pure con la sua vena malinconica, ha celebrato in musica Il giorno di Natale.

Usualmente, pensiamo a questa Festa come un giorno da passare in famiglia. Spesso, però, ci dimentichiamo che facciamo parte di una grande famiglia allargata. Augurare

  • Buon Natale
  • Buon Anno nuovo
  • Buone Feste

è diventata una consuetudine ormai priva di valore. Le persone a cui sorridiamo oggi, saranno le stesse persone con cui litigheremo il 7 gennaio.…forse anche prima.

Forse il regalo più bello che potrebbe portarci Natale è il ricordo dei giorni di Festa: ricordandoci come ci siamo comportati con gli altri in questi giorni (ammesso di aver fatto i bravi) ci può aiutare a comportarci allo stesso modo tutto il resto dell’anno.

Non so nemmeno io come considerare questo articolo: forse è solo il mio augurio di Natale.

Tutto quello che vive è sacro

Frase di John Steinbeck
Tutto quello che vive è sacro

Pur apprezzando molto la letteratura americana, ammetto la mia ignoranza: non ho mai letto un romanzo di John Steinbeck. Questo è un bene: mi permette di parlarne a ruota libera, come se la frase di stasera l’avesse pronunciata una persona qualsiasi.

Tutto quello che vive è sacro

Credo che la prima persona da cui ho sentito pronunciare queste parole sia stata la mia amica Francesca: perchè?

La domanda è meno retorica di quanto non possa sembrare. Se tutti considerassero la vita sacra

  1. Non esisterebbero gli omicidi
  2. Ringrazieremmo un’entità superiore per i nostri pasti
  3. Rispetteremmo le decisioni altrui, considerandole di pari dignità delle nostre

Invece, siamo circondati da una solitudine che noi stessi abbiamo contribuito a creare: è comunemente chiamato egoismo. Io stesso sono caduto in questo errore molte volte: recentemente mi è capitato con Francesca. Ogni volta mi sono scusato: non per mera educazione, ma perché ogni volta è stata una vera e propria lezione di vita.

La creatività è soprattutto la capacità di porsi continuamente delle domande

Frase di Piero Angela
La creatività è soprattutto la capacità di porsi continuamente delle domande

Oggi il sito del quotidiano La Repubblica ci ha ricordato che è il compleanno di Piero Angela. Quale modo migliore – nel mio piccolo – per fargli gli auguri, se non cerebrarlo con una sua frase?

La creatività è soprattutto la capacità di porsi continuamente delle domande

Data l’immagine televisiva di questo personaggio (che mi ricorda lo stereotipo anglosassone) è difficile associare ad Angela la parola creatività: forse la vedremo più adatta a Mozart o ad un qualsiasi umorista satirico.

Angela stesso risponde a questo nostro dubbio: occorre farsi domande

Un esempio pratico mi serve per spiegarmi meglio: immaginate di leggere un qualsiasi mio articolo e poi domandatevi

Cosa avrebbe scritto Matteo se…?

Completate la frase come meglio credete, ma la risposta è una sola: avrei scritto qualcosa di diverso, così come diverso sarebbe stato un articolo di Consolata sullo stesso argomento.

È la regola numero uno della vitanon dare mai niente per scontato.

 

 

So che non è molto…ma è tutto ciò che ho

Tatuaggio con bambino e cuore in mano
So che non è molto…ma è tutto ciò che ho

Oggi sulla pagina Facebook amore è poesia ho trovato l’immagine di un insolito tatuaggio. Come potete vedere, raffigura un bambino a braccia tese, che regge con le mani un cuore. Altri cuori completano la figura.

Il tutto è completato dalla frase

So che non è molto…ma è tutto ciò che ho

Come hanno commentato già molti miei contatti, non è certo poco. Il problema è proprio questo: prestiamo troppa attenzione al gesto in sè e troppa poca attenzione al significato emotivo di quel gesto. Faccio un piccolo esempio, calzante con il periodo che stiamo vivendo. Fra quattro giorni, quando scarterete i regali di Natale, forse troverete sotto l’albero qualcosa che non sarà di vostro gradimento.

Posso immaginare la delusione che proverete: non importa che non siate più bambini. Considerate, però, che la persona ha pensato a voi: vi ha fatto un regalo che riteneva di vostro gradimento.

Non penso che i regali siano fatti semplicemente per mantenere un usanza: si fanno solo se si vogliono fare. Escludendo questa ipotesi, si giunge a due sole possibili conclusioni:

  1. La persona che vi ha fatto il regalo vi conosce poco
  2. Voi non vi siete aperti abbastanza con questa persona

Ci vuole poco a smontare la prima ipotesi: generalmente, non siamo portati a regalare qualcosa a persone appena conosciute (anche se sarebbe bello, devo ammetterlo).

Dunque, resta in piedi solo la seconda ipotesi: cosa intendete fare?

Natale, candele ai tavoli e menu da favola. Gli invitati? I poveri e i disoccupati

Foto da "Il Giorno"
Ivano Tenni nella cucina del suo ristorante di Tirano (SO)

Pur vivendo a Milano da tanto tempo, non rinnegherò mai le mie origini valtellinesi. Quando ho letto su internet la notizia

Natale, candele ai tavoli e menu da favola. Gli invitati? I poveri e i disoccupati

ho sorriso per la gioia. Il ristoratore Ivano Tenni di Tirano ha offerto un pranzo natalizio ai meno fortunati.

Sarebbe stato facile – in questo caso – cogliere l’occasione per farsi un po’ di pubblicità, ma Tenni non l’ha fatto: come si legge nell’articolo de Il Giorno, non ha voluto dire il nome dei ristoranti di cui è proprietario.

In questo periodo siamo circondati da:

  • Buonismo pubblicitario
  • Consumismo
  • Crisi economico-politica

Cos’hanno in comune queste cose? E cosa c’entrano con la notizia? Il nesso è presto trovato: sono tutte faccende pratichea loro modo cerebrali. La notizia ci  ricorda che abbiamo anche un cuore…ogni tanto, dobbiamo ricordarci di usarlo.

In case of war break glass

Immagine dalla pagina Facebook "Informazione Libera"
In case of war break glass

L’immagine di oggi mi piace soprattutto perchè è un fotomontaggio molto diretto: non so quale utente della pagina Facebook Informazione Libera abbia avuto questa idea, ma debbo farglii complimenti.

Se pensiamo alla colomba con un ramocsello d’ulivo, pensiamo alla pace, se pensiamo ad una teca su cui è scritto

In case of war break glass 

ovvero

In caso di guerra rompere il vetro

Pensiamo – appunto – alla guerra: solo Lev Tolstoj  è stato capace di tanto.

Putroppo, far scoppiare la guerra è molto più semplice che far scoppiare la pace…ma il vetro è una buona metafora: la guerra divide le nazioni così come il vetro divide l’interno dall’esterno. Se abbiamo bisogno di aria fresca possiamo solo aprire la finestra…ma se la finestra è bloccata? Dobbiamo rompere il vetro?

La risposta è – ovviamente – no: rischiate di farvi male. Abbiamo varie alternative:

  • Provare a scardinare la finestra con i giusti attrezzi
  • Collaborare per aprire la finestra

Non vi ricorda un po’ una mediazione? A me sì….