Uno dei più grandi piaceri della vita è…..

Quali sono i piaceri della vita?
Uno dei più grandi piaceri della vita…è leggere un libro in totale silenzio

L’immagine condivisa dalla pagina Facebook La stella sui piaceri della vita è sicuramente ambivalente. Cosa sta facendo l’uomo seduto?

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Cosa posso prendere? Una decisione

Voglio essere felice, cosa posso prendere? Una decisione
Voglio essere felice, cosa posso prendere? Una decisione

Come sostiene la vignetta che ha condiviso oggi la pagina Facebook Nina Danilà, non esiste la pillola della felicità da prendere ogni mattina. Tuttavia, alla domanda del paziente

Voglio essere felice, cosa posso prendere?

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Voto asteroide perché abbiamo bisogno di un cambiamento

 

il voto del dinosauro all'asteroide
Io voto asteroide perché abbiamo bisogno di un cambiamento

 

Le intenzioni di voto ed il desiderio di cambiamento sembrano essere argomento di interesse dall’età dei dinosauri, se prestiamo fede alla vignetta di oggi, in cui un dinosauro dichiara all’altro

Io voto asteroide perché abbiamo bisogno di un cambiamento

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Mi piace prendere a calci le cose

A Lucy piace prendere a calci le cose
Mi piace prendere a calci le cose

 

Non è la prima volta che parlo di una vignetta di Papel, che si rifà ai personaggi creati da Charles M. Schulz, mantenendone il carattere. In questo caso, mentre sta prendendo a calci un pallone, Lucy van Pelt dichiara a Charlie Brown

Mi piace prendere a calci le cose

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Quali scenari per il futuro? Quale futuro?

Vignetta di ElleKappa
Vignetta di ElleKappa pubblicata sul quotidiano “La Repubblica”

Oggi è una giornata importante: è il giorno delle elezioni politiche 2018. Non è necessario leggere i giornali o guardare la televisione per capire che il clima sia piuttosto acceso. Basta guardare le vignette satiriche, come quella proposta da Ellekappa su La Repubblica di oggi.

Il primo personaggio domanda

Quali scenari per il futuro?

Il secondo risponde

Quale futuro?

Se non sapessi che si tratta di satira, direi che il quesito è legittimo: quale futuro vorremmo per la nostra vita?

Non sto parlando della vita del nostro Paese, l’Italia, sto parlando della nostra vita personale. Fateci caso: ogni cinque anni (o anche meno) abbiamo il dovere civico di andare a votare, ma non sentiamo mai il bisogno di fermarci per valutare dove sta andando la nostra vita personale, di tanto in tanto.

Le rare volte che lo facciamo, è perché ci è capitato fra le mani un vecchio libro che non leggiamo, ma semplicemente sfogliamo, perché non troviamo il tempo di fare altro.

In realtà, dovremmo trovare assolutamente questo tempo. I motivi sono molteplici

  • Valutare a posteriori
  • Pianificare
  • Modificare

So bene che invito sempre a vivere il presente, ma è anche vero che vi invito spesso a riflettere e non possiamo considerare ogni giorno come scollegato dai precedenti o dai successivi: la nostra vita non è una vignetta statistica, è più simile ad un libro. Valutando il passato, possiamo immaginare una nostra esistenza futura, almeno partendo dal presupposto che non possiamo cambiare nulla della nostra condizione odierna.

Mi pare di avervi già invitato a fare il seguente esperimento: una sera a settimana, prima di addormentarvi, focalizzate su un singolo aspetto della vostra vita che non vi piace ed immaginate un ipotetico comportamento alternativo.  Cercate di individuare una cosa relativamente semplice da cambiare. La mattina dopo, effettuate la modifica. La settimana successiva, ripetete l’esperimento: settimana dopo settimana, avete realizzato dei vostri scenari futuri.

 

Che cosa mi proteggerà dalla violenza degli uomini?

Vignetta pubblicata sul blog di cecigian e condivisa dalla pagina Facebook "Informazione Libera"
Che cosa mi proteggerà dalla violenza degli uomini? Di certo non il razzismo

Ieri la pagina Facebook Informazione Libera ha condiviso una vignetta originariamente pubblicata sul https://cecigian.blogspot.it.

Un personaggio femminile disegnato in un modo molto simile in cui lo farebbe Vauro, si domanda

Che cosa mi proteggerà dalla violenza degli uomini? Di certo non il razzismo

La frase sembrerebbe essere pienamente condivisibile, ma – concretamente – dobbiamo fronteggiare tutti i giorni il razzismo.

Non un razzismo evidente, ma più subdolo e strisciante, che pochi ammettono di nutrire nei confronti del prossimo, ma che si evidenzia in determinati atteggiamenti:

  • Ignorare chi chiede la carità
  • Allontanare sbuffando i venditori ambulanti
  • Mostrare insofferenza nei confronti dei continui sbarchi proposti dal telegiornale

Se qualcuno ci chiedesse una giustificazione qualsiasi per il nostro atteggiamento in questi casi, dubito che vi dichiarerete apertamente razzisti. Immagino, invece, che risponderete con giustificazioni più o meno politicizzate.

Politicizzate o meno che siano, si tratta comunque di giustificazioni che denotano il razzismo. Chi non è razzista, non ha bisogno di giustificazioni: aiuta il prossimo e – forse – si scusa nei casi in cui non gli è possibile fare di più.

Non essendo razzista, mi domando

Quali sono le motivazioni di chi odia qualcuno di diverso?

Sinceramente, vorrei proprio saperlo, ma non credo che qualcuno dei chiamati in causa avrà il coraggio di rispondere.

Ho smesso di combattere i miei difetti. Sono passato dalla loro parte!

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Ho smesso di combattere i miei difetti. Sono passato dalla loro parte!

Oggi l’attore Rocco Papaleo ha condiviso sulla propria pagina Facebook una vignetta di Massimo Cavezzali, in cui il personaggio sembra aver raggiunto un grosso risultato, tanto da esclamare

Ho smesso di combattere i miei difetti. Sono passato dalla loro parte!

La tempistica di pubblicazione mi sembra praticamente perfetta, visto che cade a poche ore dalla morte di Paolo Villaggio, l’attore che (forse più di tutti) ha messo in luce i difetti di un intera classe sociale: debole con i forti, ma ansiosa di riscattarsi.

Parlando di singole persone

  • Chi non è mai stato criticato per i propri difetti?
  • Chi non ha mai criticato i difetti altrui?

Lo facciamo tutti, io compreso, forse per malcelata invidia. Quale che sia il motivo di fondo, è una cosa che ci fa sprecare tempo ed energie per migliorarci.

Non so voi, ma io, dopo aver litigato con qualcuno, mi sento stanco ed avvilito, come se avessi impiegato tutte le mie energie a difendere le mie ragioni. Qualcuno potrebbe dire che è stata semplicemente legittima difesa: a prima vista, posso dare loro ragione.

Andando a fondo, mi rendo conto che manca un componente fondamentale: tutta la storia. Il passato ci ha reso ciò che siamo: dobbiamo tenerne conto, ma non credo che le nostre vicissitudini personali siano d’interesse per chi ci ha criticato. Anzi, difficilmente saranno comprese.

Ho imparato che l’unico modo per vivere è accettare i propri difetti.

 

 

 

Pultroppo, propio, a me mi

 

Pultroppo, propio, a me mi
Pultroppo, propio, a me mi, andevamo, cortello, salciccia, semafero, se io avrei

Il titolo di questo post potrebbe farvi pensare che io sia ammattito tutto d’un tratto: così non è, state tranquilli e nemmeno mi sono messo a parlare come Titti che – pultroppo – deve fare i conti con Gatto Silvestro che lo vuole mangiare tutti i giorni.

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