Che poi noi single siamo meravigliosi…

Che poi noi single siamo meravigliosi
Che poi noi single siamo meravigliosi, perché ci lamentiamo di essere single e poi mandiamo fanculo chiunque provi ad avvicinarsi. Miti

Vedere la frase di oggi proposta dalla pagina Facebook Hello vodka, goodbye dignity  mi ha fatto venire in mente tante discussioni  – se così posso chiamarel avute con i miei genitori

Che poi noi single siamo meravigliosi, perché ci lamentiamo di essere single e poi mandiamo fanculo chiunque provi ad avvicinarsi. Miti

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La vita è dura? Beh, io lo sono di più

Secondo paperino, la vita è dura, ma...
La vita è dura? Beh, io lo sono di più!

Il post di oggi potrebbe sembrare una grossa presa in giro, dati i presupposti. Sinceramente, però, è dura che io prenda in giro una persona, soprattutto se non ho mai avuto a che fare con lui faccia a faccia.

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E coloro che furono visti danzare

Frase su coloro che vennero visti danzare
E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica

Poiché alla mia amica Lucia è piaciuto il mio articolo di ieri, ho deciso di ringraziarla condividendo sul mio blog ciò che ha postato oggi sul suo profilo Facebook.

Si tratta della frase

E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica

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Capiscimi, io non sono come un mondo ordinario

Capiscimi, io non sono come un mondo ordinario Charles Bukowski
Capiscimi, io non sono come un mondo ordinario. Ho la mia follia, io vivo in un’altra dimensione e non ho tempo per le cose che non hanno un’anima

Il bello di Facebook e di internet in generale è che ognuno può dire ciò che vuole: è ciò che faccio io in questo blog. L’altra faccia della medaglia è che trovo alcune cose ripetivive.

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Tutti maestri di vita, finché non arriva l’interrogazione

Frase sui maestri di vita dalla pagina Facebook "Sole nero"
Tutti maestri di vita, finché non arriva l’interrogazione a sorpresa

Anche se non mi piacciono i cosiddetti maestri, oggi ho deciso di rischiare, perché l’immagine pubblicata sulla pagina Facebook Sole nero è veramente bella.

Il primo piano di una donna in penombra invita tutti noi a stare zitti con il classico gesto del dito indice sulle labbra, mentre la frase recita

Tutti maestri di vita….finché non arriva l’interrogazione a sorpresa!

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You are who you are when no one is looking

Immagine dalla pagina Facebook "Informazione Libera"
You are who you are when no one is looking

Sarebbe stato logico, ma anche ripetitivo, scrivere qualcosa a proposito dell’11 settembre oggi.

Fortuna vuole che un mio contatto su Facebook (perdonatemi, ma stavolta non ricordo veramente chi sia stato) stamattina abbia pubblicato l’ennesima immagine di Informazione Libera.

La frase scritta sul cartello pubblicitario recita

You are who you are when no one is looking

che, tradotta, significa

Tu sei chi sei quando nessuno sta guardando

Il fotografo è stato bravo nell’inserire nell’inquadratura una persona che fissa il cartello: sembra riflettere sul significato di queste parole. Il bianco e nero, poi, dà un che di serietà  e di cronaca al tutto. Dalla posizione in cui si trova, il soggetto non poteva vedere il fotografo (a meno che sia una modella, ma è un altro discorso). Ecco che la persona appare nella sua completa naturalezza. Se si fosse accorta di essere ripresa, forse avrebbe girato la testa e sorriso.

Fotografia a parte, vorrei farvi una domandavi accorgete mai quando state recitando una parte? Se la risposta è affermativa, ricorderete anche una di queste situazioni: davanti a delle persone più o meno conosciute, ma che non possono essere definite amiche, avete assunto l’atteggiamento che più ritenevate opportuno in quell’occasione.

Se foste stati da soli nella stessa stanza, forse avreste potuto permettervi di essere ciò che siete realmente.

Se la situazione che ho descritto vi suona famigliare, ho una richiesta da farvi: per favore, smettetela subito. Non solo perché non mi piacciono le persone che recitano, ma anche per il vostro benessere: alla lunga, non riuscirete più a reggere la parte, e scoppierete.

 

 

 

 

Anche volendo non ci possiamo fermare all’apparenza

Non fermare lo sguardo all'apparenza
Noi invece anche volendo non ci possiamo fermare all’apparenza: dobbiamo andare oltre

Ieri sera sono andato al cinema a vedere il film Il colore nascosto delle cose: non ne farò una recensione, anche perché il mio amico Alex è ben più competente di me in materia.

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Che cosa mi proteggerà dalla violenza degli uomini?

Cosa mi proteggerà dalla violenza degli uomini?
Che cosa mi proteggerà dalla violenza degli uomini? Di certo non il razzismo

Ieri la pagina Facebook Informazione Libera ha condiviso una vignetta originariamente pubblicata sul sito  https://cecigian.blogspot.it.

Un personaggio femminile disegnato in un modo molto simile in cui lo farebbe Vauro, si domanda

Che cosa mi proteggerà dalla violenza degli uomini? Di certo non il razzismo

La frase sembrerebbe essere pienamente condivisibile, ma – concretamente – dobbiamo fronteggiare tutti i giorni il razzismo.

Non un razzismo evidente, ma più subdolo, che pochi ammettono di nutrire nei confronti del prossimo, ma che si evidenzia in determinati atteggiamenti:

  • Ignorare chi chiede la carità
  • Allontanare sbuffando i venditori ambulanti
  • Mostrare insofferenza nei confronti dei continui sbarchi proposti dal telegiornale

Se una qualsiasi persona ci chiedesse una giustificazione  per il nostro atteggiamento in questi casi, dubito che avrete il coraggio di dichiararvi  apertamente razzisti. Immagino, invece, che risponderete con giustificazioni più o meno politicizzate.

Tutte le  giustificazioni  denotano il razzismo. Chi non è razzista, non ha bisogno di giustificazioni: aiuta il prossimo e – forse – si scusa nei casi in cui non gli è possibile fare di più.

Non essendo razzista, mi domando

Quali sono le motivazioni di chi odia qualcuno di diverso?

La risposta classica potrebbe essere che gli immigrati portano malattie e ci derubano del già poco lavoro. Data questa risposta, si potrebbe supporre che una politica anti-migratoria ci proteggerà a prescindere dalle malattie e dalla disoccupazione.

La questione è molto più complicata di così: non mi invento certo io il fatto che alcune persone non vogliono spaccarsi la schiena sotto il sole per raccogliere pomodori. Magari sono le stesse persone che sono razziste, ma non lo ammettono.

La soluzione sarebbe relativamente semplice. Si dovrebbe accettare un lavoro anche se non ci piace e dedicare il tempo libero a conquistare una posizione sociale ed economica migliore.

Non lasciare che venga presa…- Don’t Let Me Get Me

 

Continuerò sempre a sostenere che la vita è proprio strana: tutti vorrebbero vivere come meglio si crede, eppure non ci riusciamo, forse perché non riusciamo a lasciare che la vita stessa segua il suo corso.

Così come P!nk  si lamenta di essere sempre paragonata a Britney Spears nella canzone  Don’t Let Me Get Metutti noi ci lamentiamo – se non di essere paragonati a…. – quanto meno di essere criticati per il proprio comportamento.

Ecco uno dei casi in cui una persona può arrivare ad odiare sé stessa, se non sostenuta o dagli amici o da un’immensa forza di volontà. Tutto questo non accadrebbe se riuscissimo a lasciare andare le cose che non ci vanno bene.

È un errore che ho fatto anche io, anche in tempi recenti, confondendo le critiche con i consigli. I primi mirano a distruggere la persona, i secondi aiutano a farla crescere. Distinguere le due cose è relativamente semplice:

  • Chi critica è guidato dalla ferma convinzione che il suo pensiero sia corretto
  • Chi consiglia spesso si interroga e interroga il prossimo sulle motivazioni del proprio comportamento

Se vi comportate nel primo modo, molto probabilmente non farete il bene di quella persona: capisco che ognuno abbia il suo carattere ed il suo modo di esprimersi, ma il (sempre dovuto) rispetto passa anche nel trovare il modo giusto per comunicare con il prossimo. Un modo giusto potrebbe essere far notare le cose partendo  dalla propria esperienza personale: vi farà sentire più umani.

A chi riceve una critica ingiusta, posso solo consigliare di prendersi un po’ di tempo per riflettere: come dice il maestro Kesuke Miyagi

 Tuo migliore karate ancora dentro di te: devi solo tirarlo fuori!

Come nel Karate, però, tirare fuori la parte migliore di sé può richiedere un lavoro di concentrazione, soprattutto su sé stessi.