Qualsiasi cosa ti faccia felice, vivila più che puoi

Frase di un anonimo
Qualsiasi cosa ti faccia felice, vivila più che puoi

Esiste una differenza sostanziale fra vivere sopravvivere, come ben spiega la frase anonima di stasera, perché non sono assolutamente certo che l’abbia pronunciata Paulo Coelho

Qualsiasi cosa ti faccia felice, vivila più che puoi

Forse esagerando, considero tutti i doveri necessari alla nostra sopravvivenza: chi di noi non vorrebbe fare un lavoro non solo appagante, ma anche divertente? Purtroppo, è una cosa riservata a pochi eletti.

La giornata , però, può essere suddivisa in tre periodi:

  • Tempo del lavoro
  • Tempo dello svago
  • Tempo del riposo

Solo pochi eletti possono divertirsi lavorando. Per l’uomo comune, è proprio nel secondo periodo che può esprimere veramente sé stesso e provare una sensazione di felicità.

Invece di fare il solito esempio relativo a persone che conosco, oggi posso – finalmente – parlare di me stesso. Nessuno mi ha ordinato di aprire questo blog, né guadagno qualcosa da ogni articolo: è una semplice passione, ammesso che le passioni possono essere definite semplici.

Proprio la passione mi fa vincere la stanchezza della sera: scrivere è una cosa che mi rilassa, come avevo già scritto tempo fa.

A volte possiamo essere derisi per le nostre passioni: non dobbiamo cadere nel tranello di rinunciare.  Spiegare ad altri quanto ci faccia stare bene praticare una certa attività richiede una forte dose di empatia reciproca.

Con il tempo, la nostra passione emergerà: ogni volta che vedo che mettete un like ad un mio articolo, significa che capite ciò che provo quando scrivo.

Abbiamo imparato a volare …, a nuotare …, ma non abbiamo imparato l'arte di vivere come fratelli

 

Frase di Martin Luther King
Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli

In poco più di un mese, questa è la terza volta che cito una frase di un Premio Nobel. Dopo Bob Dylan e Dario Fo, questa sera tocca a Martin Luther King.

Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli

Non solo King ha ragione, ma la situazione è molto peggiorata negli ultimi cinquant’anni:

  1. Sempre più persone vivono da sole
  2. Consideriamo l’estraneo un potenziale delinquente
  3. Ci lamentiamo della solitudine, ma non ci avviciniamo all’altro

Accusare i Social Network sarebbe ipocritala colpa è solo nostra. Basterebbe poco per ripristinare i rapporti: un invito a bere un caffè, una telefonata, aiutare uno sconosciuto….Eppure aspettiamo che sia l’altro a fare la prima mossa.

Non è necessario fare qualcosa di eccezionale per cambiare il mondo: basta fare la prima mossa. Immaginate come sarebbe il mondo se tutte le persone, separatamente, decidessero di fare una sola, singola, mossa: il mondo non sarebbe completamente diverso?

Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi
Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Quanti libri ho letto in vita mia? Non lo so, ho perso il conto. Molto spesso mi capita di leggere un libro, dimenticarmene per lungo tempo, per poi ricordarmene quando su internet ne trovo una citazione.

È il caso della frase di stasera, tratta da Il giorno in più, che mi fu regalato nel 2007, poco dopo la sua pubblicazione

Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Dati alla manoun anno è composto da

  • dodici mesi
  • cinquantadue settimane
  • trecentosesssantacinque giorni

Fabio Volo ha ragione: in un periodo di tempo così lungo (che dobbiamo moltiplicare per tutti gli anni della nostra esistenza) accadono molte cose…Eppure ricordiamo solo eventi fondamentali della nostra vita, dimenticando il resto.

Anche ammettendo di ricordare un giorno per ogni anno vissuto, ricorderemmo meno di tre mesi di vita.

Verrebbe da chiedersi

Cosa abbiamo fatto tutti gli altri giorni?

La risposta è abbastanza semplice: abbiamo vissuto, ma eravamo troppo occupati in altre cose per accorgercene.

When everything goes to hell, the people who stand by you without flinching – they are your family.

WhenEverthingGoesPeopleStandFamilyJimButcher
When everything goes to hell, the people who stand by you without flinching – they are your family.

La frase di stasera mi ha colpito fin da stamattina

When everything goes to hell, the people who stand by you without flinching – they are your family.

Putroppo,  Jim Butcher è un autore poco noto in Italia: non avendo trovato nulla in italiano, spero scuserete la traduzione poco fedele che farò

Quando tutto va al diavolo, le persone che ti restano vicino sono la tua famiglia

Il significato è abbastanza chiaro: la nostra famiglia affettiva può non coincidere con la nostra famiglia biologica. Cio è vero non solo nel caso in cui siamo stati adottati, ma anche quando troviamo al di fuori della nostra famiglia qualcuno che ci comprenda pienamente.

Essere compresi non è semplice. Occorre trovare qualcuno che

  • Ci apprezzi così come siamo, con i nostri pregi ed i nostri difetti.
  • Pensi a noi ogni tanto, magari facendo una telefonata

Se fate un elenco, vi accorgerete che troverete qualcuno così, ma non saranno molti: teneteveli stretti.

 

Ho un brutto difetto. Non dimentico.

Ho un brutto difetto. Non dimentico.
Ho un brutto difetto. Non dimentico.

La frase di oggi non è di una persona famosa, non è di un anonimo, ma probabilmente l’abbiamo detta molte volte in presenza di qualcuno che ci ha ferito

Ho un brutto difetto. Non dimentico.

Anche io ho questo difetto: ho mandato al diavolo molte amicizie. Arrivato a quello che considero il mio limite di sopportazioneli ho semplicemente cancellati dalla lista delle amicizie e non mi sono più fatto sentire.

Cosa mi avevano fatto, queste amicizie, affinchè io le trattassi così? Semplicemente, non avevano ascoltato le mie richieste: non una, ma molte volte.

Vi lascio l’elenco delle richieste, lasciando a voi giudicare se sono sensate o meno:

  • Fatti sentire un po’ più spesso: frase con cui concludo molte mail e telefonate, senza essere ricambiato
  • Io vado a….Vieni con me?:  frase con cui invito qualcuno a fare qualcosa insieme. A volte vengono accettate, altre meno. Questa – forse – è la cosa meno pesante da digerire, ma ha comunque il suo effetto
  • Richiamami…Mi farebbe piacere scambiare due chiacchiere: è una richiesta indirettacioè la inserisco negli SMS, nelle mail e nei messaggi whatsapp se una persona non si fa sentire da tempo, aggiungendo i miei recapiti

Tre frasi che – aihmè – non dimentico e che fanno nascere in me la delusione di non essere accettato, senza una spiegazione.

Questo è un affronto che non ho dimenticato: perciò le ho cancellate.

 

 

 

Nati per vivere…Adesso e qui

 

Una chitarra elettrica che ricorda un allarme, un ritmo forsennato fin dalle prime note: è Luciano Ligabue che ci ricorda che siamo nati per vivere, non in un giorno qualunque, ma oggi.

Perchè dovremmo vivere l’oggi? Un proverbio orientale svela il mistero…ammesso che si possa definire mistero

Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi… è un dono. Per questo si chiama presente.

Molti artisti e molti scienziati si sono occupati del tempo. L’unica categoria che sembra non occuparsene è la gente comune.

Rimandiamo decisioni (anche importanti) fino a quando non diventano improcastinabili. In questo modo, ci facciamo del male da soli, caricandoci di stress e di ansia.

Risultato: non abbiamo molto tempo per vivere veramente e non ci godiamo il regalo del presente.

Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: "A che gli è servito nascere?"

TempoMortoVivoCioran

Nascita e morte sono l’inizio e la fine della vita: in mezzo a questi due estremi, dobbiamo vivere.

Emil Cioran è arrivato a domandarsi

Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: “A che gli è servito nascere?”. Ora mi faccio la stessa domanda davanti a ogni vivo

La domanda può essere semplificata così

Come riempiamo la nostra vita?

Vi invito a fare un piccolo esperimento che richiede pochi minuti per quattordici giorni:

  • Ogni giorno scrivete su un’agenda le cose che vi sono accadute durante la giornata e come avete trascorso le vostre ore
  • Prima di addormentarvi, rileggete quanto avete scritto
  • Confrontate i vari giorni l’uno con l’altro

Se per due settimane le giornate vi sembrano tutte uguali, è il momento di cambiare qualcosa.

Non è necessario un cambiamento radicale: basta modificare qualche piccola abitudine e aguzzare un po’ di più i sensi.

Se, per esempio, siete abituati a trascorrere la sera davanti alla televisione, cercate un qualche evento nella vostra città. Se proprio non c’è niente che vi piaccia, provate a entrare in quel bar di fronte a casa in cui non siete mai stati: in poche parole, vincete la pigrizia.

Molte volte gli eventi ci sfrecciano davanti senza che ce ne rendiamo conto, a causa dei tanti impegni. Annotare anche le piccole cose rende più tangibile quante cose accadono nel corso di una giornata senza che ce ne rendiamo conto.

Vi accorgerete che la vostra vita non è così vuota come pensavate e che – comunque – potete migliorarla in molti modi.

 

Chi regala le ore agli altri vive in eterno

ChiRegalaOreAltriViveEterno
Chi regala le ore agli altri vive in eterno

Come l’altro ieri, anche questa sera la frase è stata pubblicata dallo staff di Repubblica su Facebook. Se fosse uno scoop, Il Corriere della Sera avrebbe bucato un servizio, come si dice in gergo.

L’aforisma, infatti, è di  Alda Merini, soprannominata la poetessa dei Navigli.

Chi regala le ore agli altri vive in eterno

Al giorno d’oggi sembra una follia: l’assonanza fra i verbi vivere e condividere…Sarà un caso?

Qualcuno potrebbe obiettare che regala iore agli altri aiutandoli in vari modi….Ma quando è stata l’ultima volta che abbiamo ascoltato gli altri? C’è una bella differenza!

Vi propongo un’esperimento: la prossima volta che volete condividere qualcosa con qualcuno, anzichè usare Facebook, invitatelo a casa vostra a bere un caffè! Ne vedrete delle belle!

 

Il mio carattere non è perfetto, ma almeno è sincero!

Carattere imperfetto e sincero
Il mio carattere non è perfetto, ma almeno è sincero!

La frase di stasera – secondo me – fa il paio con quella di Charlie Chaplin:

Il mio carattere non è perfetto, ma almeno è sincero!

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