Il buco temporale del Fentanyl

Fiala d Fentanyl con frase fra virgolette rosse: Non è "Smetto quando voglio". Riferimento al sito ANSA e al blog di Matteo Poletti. Logo "MP" fra virgolette rosse e cerchiato di rosso.
Ottanta fiale sparite: quando la sicurezza si prende cinque giorni di pausa


Nel 2014 uscì il primo capitolo di una trilogia destinata a sbancare i botteghini italiani, incassando oltre dieci milioni di euro: Smetto quanto voglio di Sidney Sibilla. Ambientata a Roma, raccontava le peripezie di un gruppo di ricercatori universitari che – per sbarcare il lunario – si improvvisano raffinatori e spacciatori di una nuova droga. 


Pur attingendo abbastanza fedelmente dalla realtà, non pensate che il mondo dello spaccio e della produzione di droga sia questo. La realtà è molto più complicata: basta leggere cosa è accaduto in questi ultimi due giorni proprio a Roma. 

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Dalla droga senza nome al Fentanyl, passando per Geopop


La droga di Smetto quando voglio non aveva un nome specifico. La droga protagonista della  notizia che ha fatto più scalpore in questi due giorni invece sì: Fentanyl. Qualcuno è riuscito a rubare ottanta fiale di Fentanyl dall’Ospedale Israelitico di Roma. Per la notizia nella sua interezza vi lascio i link dei miei spacciatori di notizie


Tutte le agenzie di stampa si sono lanciate sulla notizia approfondendo cosa sia il Fentanyl. Esiste però una persona che è riuscito a spiegare la stessa cosa in meno di 8 minuti e mezzo in un video: il chimico Riccardo De Marco di Geopop, detto il DeNa. Ho trovato questo video su YouTube che spiega un po’ tutto.


Cosa significa quella settimana di silenzio?

Come potete vedere dai link che vi ho lasciato sopra, la notizia è stata battuta dalle agenzie di stampa tra il 3 e il 4 luglio. Il testo della notizia dice sempre ed inequivocabilmente che il furto è stato scoperto il 29 giugno scorso. I Carabinieri suppongono che il colpo sia avvenuto tra il 22 e il  24 giugno. Ammettiamo che le forze dell’ordine ci abbiano visto giusto (le indagini confermeranno o smentiranno),  qualcuno mi spiega gentilmente i cinque giorni di buco tra il furto e la scoperta dello stesso? Non ho parlato del buco informativo, perché è di prassi: sappiamo oggi la notizia perché per cinque giorni gli inquirenti preferiscono evitare la fuga di notizie e lavorare in pace. 

Escludendo – perché non è sicuramente avvenuta – la rapina a mano armata, i dipendenti dell’ospedale israelitico hanno toppato almeno due volte. La prima quando si sono fatti fregare il fentanyl sotto il naso, visto che il farmaco doveva essere ben custodito. La seconda accorgendosene cinque giorni dopo. Capisco che il Fentanyl non venga usato come il velamox , che – comunque – era ben custodito, eccetera. Purtroppo, la sicurezza non è mai troppa: così ci ritroviamo non si sa dove una quantità di principio attivo sufficiente per ventimila dosi. 


Quello che non sapremo mai, forse

Il casino di queste notizie di cronaca è sempre lo stesso: spesso si conosce l’inizio, ma non l a fine. Supponendo che i responsabili del furto vengano – prima o poi – arrestati e incarcerati, il loro nome finirà nell’elenco degli oltre trentacinquemila detenuti che ogni anno varcano la soglia delle Patrie galere

Bene che vada, all’eventuale arresto saranno dedicati un paio di trafiletti di cronaca, a meno che le indagini non portino alla cattura di un super-ricercato. 

I buoi scappati e la politica

Sono passati quattro giorni dalla notizia del furto. Qualcosa si muove, come riporta l’ANSA in questo articolo.

Lungi da me suggerire di acquistare il Fentanyl, ma le forze dell’ordine stanno monitorando il commercio illegale del farmaco usato come stupefacente. Anche se la notizia non lo riporta, facile immaginare che il terreno di controllo sia il dark-web: il Fentanyl non si può acquistare su Amazon.

Un po’ come farebbe un agente di cambio, gli agenti delle forze dell’ordine stanno monitorando l’andamento del mercato illegale del Fentanyl. Il ragionamento è la base dell’economia di mercato: maggiore prodotto sul mercato, maggiore offerta, il prezzo dovrebbe scendere o la domanda salire. Niente di tutto questo sembra accadere: il mercato è stabile.

Se le forze dell’ordine si muovono, la politica non sta a guardare. Sembrerebbe essersi messa in moto la macchina che porterà all’aggiornamento del Testo Unico Stupefacenti. Due numeri mi lasciano perplesso e mi fanno ridere istericamente. Il Testo Unico è stato promulgato nel 1990 e – da allora – non è mai stato aggiornato. La logica porta al sillogismo: se non ci fosse stato il furto, non ci sarebbe stato nemmeno l’aggiornamento.

Conoscerete senz’altro il proverbio:

Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati

Non lo nego: è la prima e unica cosa che ho pensato leggendo la notizia. Il perché è facile da immaginare.


Cerchiamo almeno di ridere


Visto che ho citato Smetto quando voglio, non vedo perché non consigliarvi di vederlo. Purtroppo, è un film relativamente vecchio e relativamente giovane contemporaneamente: si trova facilmente sulle piattaforme di streaming . Se volete la vostra copia personale, la ricerca è un po’ più difficile. Controllate periodicamente su Amazon: è la cosa migliore. 

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